lunedì 30 giugno 2008
Che barba...che noia!!
domenica 29 giugno 2008
Il Magico mondo dei Terminali
In campo informatico, un terminale è un dispositivo hardwere elettronico o elettromeccanico che viene usato per inserire dati all'interno di un computer o di un sistema di elaborazione e riceverli per la visualizzazione...
cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo
cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo....
Sono le dodici e un minuto! cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo...
tac-zac! il rimure del tesserino che rileva al computer che:
ehi, vecchio!
il mio turno è iniziato!
è passato un minuto, okkey ma io ci sono!
ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego...
non mi scalare un quarto d'ora di paga, ti prego!!!
CLAUDIA ANNECHINI.
IL TUO TURNO INIZIA ALLE 12:OO.
SONO LE 12:O1, SEI PUNTUALE! GRAZIE.
Mmm.
Allibita.
-tanquila, hai tempo fino a quatto minuti, poi scata il quato d'ola.
AAAAAAAAAHHHHNNNN....
-ah, ufffhhh, che sollievo... tra un pò devo pagare io per venire qui a lavorare, sai...
anche ieri mi mancavano 4euro e 59cent dalla distinta.
Ci sono.
il grande IPPOPOTAMO sà che sono dietro il bancone
vestita da ippopotamo giallo che beve birra... ora!?
che devo fare!?
AHM, sono qui per...
lavorare, già.
Eeehhh pensa pensa pensa pensa...
Allora, guardiamo il turno!!!
cerca il foglietto
scorri con l'indice l'elenco dei nomi nella tabella:
CLAUDIA ANNECHINI CLAUDIA ANNECHINI CLAUDIA ANNECHINI CLAU...
AH! Eccomi qui, oggi.......... ......... ...... ......... .... .....Mmm. .................CAMERIERA!?!?!?!?!?
Siiii!?!?!?
NOOOOOOOOO!!!
Che bello!!! io?
CAMERIERA!?!?!?!
io?
pivelletta pivellina!?
aumentata di grado cosi!?
posso smetterla di sfacchinare dietro i banconi?
non devo piu bruciarmi nei forni?
farmi venire la polsite ai gelati?
preparare le pizze e infarinarmi dalla testa ai piedi?
posso truccarmi pettinarmi essere gentile e carina?
d'ora in po Terminale tu sarai il mio unico trumento di lavoro.
unico strumento delle mie fatiche...
aaahhh!!!
che lussoooooooooo....
che onoreeeeee....
dopo nenche una settimana!?
SOPRAVVALUTATA COSI?
Fantastico!
posso usare uno di quei cosi allora...
I TERMINALI!
AAAHHH come mi sento ONNIPOTENTE!
posso far esplodere IL GRANDE IPPOPOTAMO dall'interno volendo!
Bip bip bip di quà
Bip bip bip di là
Bip bip bip Bip bip bip Bip bip bip.... Bip bip bip
che divertente...
E posso prendere le mance?!?!?!
QUESTO è IL PRIMA.
QUESTO è IL DOPO:
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ciò che non è numero o lettera è bestemmia.
Pioggia?
L'ultimo post... pioggia... insomma, pubblico una cosa che non mi è mai dispiaciuta, prima di raccontare il GayPride:
(after D'annunzio)
Piove Taci
le fronde ballano
incapaci
di resistenza
alla forza del lento
suono dell’acqua
che scroscia
nel vento
Ascolti Piove
il fresco
di questo abbraccio
d’acqua
nel caldo celeste straccio
umido gonfio d’estate
mi tira la pelle
più Taci più Piove
nel silenzioso
temporale
che devasta la mia carne
sotto la pelle
Senti? puoi sentire
il tempo che cambia
sottile nelle vene
appena intuibile
dal riaffiorare
degli sprazzi
sugli scogli
di questa pelle
marmorea?
Piove mute lacrime
di cielo
nel silenzio dell’assenza
di suono
tacito grido
di rabbia repressa
richiusa stretta
nel buco di pancia
ombelico
di odi
vuotato di cibo
vomitato
Silenzio non sento
rumore di
passi nella mia
muta
solitudine riecheggiare
nelle pareti
fibrose del mio cuore
Taci Piove
ancora tempesta
in questa estate
di vene
spezzate graffiate
tracciate d’inchiostro
e i pini
frondosi rabbiosi
strappati da dentro
foreste di
tronchi
cortecce rugose
divampano fiamme
segrete
Tuono lo Senti?
riposa
nel lago dei tuoi
sorrisi spenti
nello specchio
ma reagisce
corrente feroce
incenerisce
il velo di polvere
che mi chiude
in me da te
trapassa la pelle
accende la carne
temporale
solo in me
Ascolti ancora
e Taci non Senti?
il tempo
si spezza
non schiavo non schivo
sussurra vacilla
sotto la pelle
chiara
il mio grido
nel tempo
che cambia
la pioggia che cade
tra i pini del cuore
i mirti
non irti ginestre
finestre di spiriti
batteria del cuore
in tempesta
Taci Piove
si spegne
nel silenzio
degli occhi dove
non piove
il mio grido
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude
or muore
sabato 28 giugno 2008
JE T'AIME è meglio di ICH LIEBE DICH!
le grandissime perturbazioni atmosferiche precedono grandissime perturbazioni emotive.

Piove!
Aaah!!! Godiamoci quest'acqua senza bollicine!
Chiudiamoci in casa!?
Nooo... non sia mai!
Salgo le scale a due a due
spalanco le finestre
e apro gli scuri
mi denudo
e mi butto a letto.
Piove!
...che Dio la manda.
ce lo facciamo un Tango
sotto la pioggia?
Punta i tacchi sulle parole
ci escono dalla bocca come ragni e falene.
Io con te, finalmente!
Come il giorno tutto il giono del mio diciottesimo compleanno.
E' Tempesta!
Vorticare sulle onde magnetiche...
e se lampeggia, ridi!
e se borbotta, ridi!
...Amico Mio, io lo farei!
perchè ti conosco da quando eravamo bambini...
Em-eeeh, invece...
Conteniamoci.
siamo sotto vuoto.
Trattenere il fiato!
...e un nuovo gioco che vuoi giocare con me?
ok, ci sto.
Mmmm...
"M" come... Ed è di nuovo Il mattino.
(faccio copia incolla!?!?
faccio copia incolla!?!?
...no, dai Tolla.
non faro CTRL+C e CTRL+V questa volta,
con tutto tutto il racconto di RUDYARD KIPLING, Alba Equivoca...
però andatevelo a leggere,
è uno dei miei racconti preferitissimi...)
Fattostà che:
mi sono svegliata tutta sotto sopra.
avevo fatto certamente uno sconvenientissimo sogno erotico,
ma non ricordavo ecco...
proprio bene chi... avessi conivolto... aspetta aspetta... no.
mumble.
ci ho pensato un pò, una volta alzatami dal letto ma... nebbia.
un sconvenientissimo sogno erotico da sola.
Mi sono alzate per farmi un capuccino.
insomma ero tutta sotto sopra.
non per il sogno in sè...
per il fatto di essere stata svegliata d'improvviso da mio padre,
un po come essere colti in fragrante!
e poi ero concentrata ad impratichirmi nel sogno lucido,
ma non devo aver capito molto bene le regole del gioco,
così me ne andassi a zonzo nei labirinti della mia mente cercando Pantere
e trovassi Minotauro!
e diventissi facile preda del...ap punto.
Detto questo...
Pensavo prima di addormentarmi...
Avvolte avverti alcuni amici come fratelli più dei tuoi stessi fratelli.
i fratelli sono fratelli di geni, di casa, di crescita, non li scegli.
alcune persone ti entrano nella testa e nella carne per meriti che non distingui ormai nè mai precisamente. Ed ecco... li avverti come fratelli.
Inoltre, chiaccherando di notte su un muretto di pietra sotto i tigli...
mi rendo consapevole che non essere piu a Bologna
significa anche non poter piu dire quel che ti pare
di getto, come ti passa per la testa...
ci sono molti più codici cristallizati di espressione del linguaggio,
ed è sempre meglio salvaguardare la circostanza piuttosto che la trasparenza.
l'originalità è fuorilegge.
Lavorare significa avere poc tempo
avere poco tempo non significa sempre ottimizzarlo
vivere il ritmo battente della società significa
comunque in gran parte sprecarlo
in frivoli, frivole prassi.
gestuali e verbali.
la meccanica della conversazione è una tenaglia
qui come lì
ma rivedere un fratello
dopo tanti mesi
e non dirsi ciò che ti frulla per la testa è...
peccato.
tempo bruciato.
e il tarlo di ricasare con la soddisfazione di AVER PARLATO.
no, non lo accetto.
l'idea e l'opera
si incontrarono su un muretto una sera d'estate
in un paesino minuscolo
come due innamorati incastrati negl'anni 50
o come due valorosi guerrieri dell'intuito
sul campo di bataglia della ricerca e della conoscenza
unico fuoco ad alimentarli la spassionata passione.
chi dei due aveva ragione:
chi dei due fà grande l'uomo?
Mentre voi siete al gay pride,
io vi penso
e ceno con tagliatelle di ragù di cavallo
e una bottiglia di vino rosso, Nero d'Avola di qualità,
segue vino bianco di... bah! sulla terrazza di Enrico, il mio amico.
Io e lui.
venerdì 27 giugno 2008
mi prude la m......a
BOB è GAYYYYYYY!!!!!!
grazie per la vostra cortese attenzione
il vostro leader indiscusso
sig. Pekku
p.s
S:U:C:A
Fatto stà che c'è un tappeto volante con i tarli... e guai, no dico, G-U-A-I, a chi lo tocca e/o lo nomina!
...o mi ingoio le chiavi del lucchetto con cui l'ho allucchettato!
Prendo questa pagina nuova
di questo luogo virtuale, il blog, a due mani...
la attacco al muro di via Petroni come fosse in una bacheca,
la stampo su foglietti-volanti-come-volantini da distribuire all'uscita di Lettere&Filosofia della Sapienza di Roma,
la faccio diventare un foglio F4 bianco immacolato da inviare in una busta bianca immacolata a Largo Bacone 137,
la inserisco tra le pagine di un manuale di antropologia,
la trasformo in una traccia da inserire in un cd,
la traduco in chiacchere da far passare di bocca in bocca agli amici?
Mando una mail... e disturbo la calma, mia apparente.
dovrebbe avere lo stesso suono di un carrello di bicchieri di cristallo che si infrange appena uscito dalla lavastoviglie del ristorante, fa male alle orecchie quanto lo sguardo del capo che ti ritrovi sul collo...
come staccare coi denti un pezzo di carne a qualcuno?
qualcosa di macabro, doloroso insomma...
sbizzarritevi, pensate a quel che volete.
Ragazzi, amici Pachistrani...
siamo riuniti in questa piazza... no.
perchè c'è una bambino da salvare... no. e non siamo neanche Bianca&Bernie.
questo polverone che sollevo... accade perchè: c'è un messaggio da recapitare.
Da persona a persona,
da anima ad anima,
da essere umano ad essere umano.
in primis...
in secundis:
due esseri umani, persone e due anime che non comunicano più.
con nulla.
dal più microscopico dei loro nervi alle gesta più magnificenti, no.
quindi... come far scorrere un messaggio tra due persone
per le quali non esiste piu una lingua,
una ferrovia,
un servizio postale,
un amicizia,
un amore,
un barlume di intenzione,
per poterlo recapitare...
Eppure a volte...
vedi scomparire le tracce del Vostro rapporto
come pollicino non trova piu le briciole di pane che riconducano alla strada di casa...
e sei contento che neppure il sapore, neppure l'odore rimanga a disturbare l'avventura...
semplice: qualcuno se le è mangiate e del colpelvole non ti interessa neppure saperne il nome.
il punto è proprio questo, che te ne volevi liberare...
che nella foresta, in preda dell'orco, dei lupi... le streghe, gli gnomi malefici, le creature mostruose
di notte, ci volevi stare da solo.
Poi, quando ti sei divertito spaventato bighellonato moralizzato smoralizzato...
no Maty non è la favola del figlio el ol il prodigo.
un bel giorno Pollicino cazzeggiando
trova nel taschino interno della saloppette rossa.............
troviamo un esempio che renda...
...lo spazzolino della mamma.
no, cambiamo...
trova capucceto che gli dice: ehi pollicino!
ho sentito che sei diventato un grandissimo ballerino!
tant'è che ti hanno invitato ad aprire le danze alla festa del pescheto del... chisailcazzocosa!
e pollicino pensa alla Ianù: uuuuuaaaaaaaaaahhhhhhhh!!!
è contentissimo...
ma l'anno prima se ne era andato di casa proprio perchè era stufo dei suoi amici che andavano alla festa del pescheto del... chisailcazzocosa!
e lui non l'avrebbe mai detto che sarebbe andata a finire cosi...
la mamma la nonna il nonno il babbo la sorella il fratello... gli altri mamma, papà, nonno, nonna, fratello, sorella... tuuutti! insistevano cosi tanto per farlo andare a quella alla festa del pescheto del... chisailcazzocosa!
Ma a lui non piaceva.
Non la poteva sopportare...
lo trascinavano lui.
non le aveva neanche mai capite quelle feste...
quei pescheti...
cioè hli sembravano dei posti carini, mettevano il buon'umore ma... niente di chè, insomma.
e invece dopo un anno vissuto mentalmente e fisicamente DA SOLO,
ci tornava da ospite.
aveva lavorato tanto per fare solo cio che piu gli piaceva... RIP:quell'anno passato da solo!
e tutte le sue gesta, i suoi pensieri e le sue passioni lo approdavano lì... alla alla festa del pescheto del... chisailcazzocosa!
vabbuò Raga, stà diventando troppo complicata da spiegare.
i casi sono due:
1. pollicino va alla alla festa del pescheto del... chisailcazzocosa
perche tanto ha fatto e tanto ha detto ma alla fine ha mantenuto e inconsciamente rafforzato il legame con la famiglia fino a comprendere e condividere il loro amore per alla festa del pescheto del... chisailcazzocosa! ed è questa la ragione per cui lui è anche interessato a parteciparvisivisi...
2. boh.
il due... amabilmente, se avete suggerimenti per un caso 2 ditemeli.
perchè il 2 è il mio caso.
Ed è tardi...
Buonanotte.
Oì, Pachistràstrani...
Eddai, ce ne sono un fracco...
cosi, abbozzate come sono!
Eddai su!!!
martedì 24 giugno 2008
lunedì 23 giugno 2008
Pubblicazione a post-eriori. A:A:A:aruspice cercasi
Orbene andiamo a incominciàr! tralalalaà
Volevo condividere con voi una cosa strana che mi è successa ieri sera.
Dunque: sono le 3 e mezza di notte, torno a casa, come al solito guardo con sospetto il marciapiede che gira intorno al giardino per evitare le terribili lumache...
Arrivo al portoncino posteriore e accendo la luce, controllo che non ci siano lumache e sto per infilare la chiave nella toppa...ma...cos'è??? Giusto giusto sul mezzo della porta c'è un oggetto strano e non meglio identificato...UNA PIGNA!?! Cosa diavolo ci fa una pigna così grossa lì? Chi ce l'ha messa? Forse la mamma voleva avvisarmi di qualcosa?
Mi guardo un po' intorno, cercando di capire...no, non abbiamo nessun albero che possa produrre pigne in giardino. E poi non può essere caduta per caso giusto lì in mezzo...
Strano, molto strano...ma...aspetta, questa pigna è un po' versa dall'idea-pigna classica...mi avvicino...tra il mio naso e la pigna ci sono pochi centimetri.
OOOCCRISTO! E' un uccello!
Faccio un balzo indietro...Mi guardo attorno di nuovo e mi rendo conto della stranezza della faccenda, che cacchio mi guardo attorno a fare?
L'uccello è immobile, pietrificato, adesso che ho capito dove è posizionato il becco, mi avvicino di nuovo e ci scrutiamo per un po', segue i miei movimenti con la testa ma non si sposta di un centimetro...
E adesso? Rimango imbambolata per un po' ( voi avrete in mente la mia espressione)
Ci guardiamo
entrare o non entrare? Sogno? Rompo il sogno o inizio a parlrci come fosse la cosa più normale del mondo?
Mi avvicino di nuovo...e di nuovo pochissimo spazio tra l'uccello e il mio naso.(niente facili battute maliziose per favore). Di nuovo ci guardiamo per un po'. Immobile.
Lui è immobile.
Decido che è il caso di recuperare un briciolo di raziocinio. Devo entrare.
Mi avvicino e faccio girare le chiavi nella toppa. Tlac. Ngniiiik. Apro la porta a metà. Niente.
Immobile.Ma non morto. Vivo e immobile. Occhietti che mi seguono.
Passiamo all'azione. Lo sfioro con il maglione in direzione giardino.
Immobile. Lo faccio di nuovo e di nuovo rimango imbambolata e sconmcertata per la ritrovata immobilità-desta.
Finchè, al terzo tocco, come stupito per il riseglio da un incantesimo, svolacchia via trufolando...
Vado a nanna chiedendomi come mai non abbiamo assieme al panettiere o al macellaio anche un buon aruspice di fiducia...
sabato 21 giugno 2008
E mentre voi siete alla Par Tot...
(sono veramente caduta in basso se trovo divertente andare in giro ad osservare qualunque reparto del supermercato).
Quel posto è un vero paradiso,pieno di cose più o meno sfiziose e decisamente fresco con la sua confortevole aria condizionata.
Insomma,dopo un paradisiaco giro tra meloni in offerta e tisane equo e solidale,decido che ho fatto una spesa assolutamente inutile e mi incammino verso la cassa.
Aspettando il mio turno,decido che posso anche mettere di lato quei quattro panini lì(in fondo,che me ne faccio di 14 panini congelati?). furtivamente,allungo la mano verso i panini e li nascondo.
Nessuno mi guarda e io mi sento meno ridicola.
Poi ci ripenso,ho un certo languorino che mi suggerisce di riprendere quei dannati panini e metterli nel congelatore,che staranno bene li e che saremo tutti contenti.
Mentre li prendo,una signora dall’evidente accento straniero (e non vi azzardate a pensare “senti chi parla!”) mi guarda e mi sorride. Io,un po’ imbarazzata,con il mio solito sorrisino ebete, ricambio,stranita da tutta quella gentilezza senza senso.
Mi guarda dall’alto in basso,con una certa aria da compassione,e mi dice.
“brava signorina,fai bene. Deve mangiare. Lei è giovane e pane essere importante.
E’bella..B-E-L-L-A [momento di autostima alle stelle]…[mi guarda un attimo,ritorna l’aria compassionevole]…anche cosi!”.
COOOSA?
ANCHE COSI?
Anche cosi COME?
Si,sono struccata,lo ammetto.
Si,è vero,sono uscita in ciabatte.
Si ho i capelli senza senso,come al solito.
Ho delle borse sotto gli occhi assurde,che neanche chili di fondo tinta riusciranno mai a coprire.
Ma quell’ “anche cosi” mi ha lasciato più che perplessa.
Non sarò una stangona, una di quelle che vedi passare per strada e che osservi fischiando..
ma “anche cosi” è decisamente di cattivo gusto.
Anche perché poi ha aggiunto che lei è mamma e per lei anche i suoi figli sono belli(pur?)cosi come sono.
Che cavolo mi vuole significare?
Avei voluto dirle che il suo tentativo di essere gentile e di inondare il supermercato con il suo senso materno era miseramente fallito.
Ma ovviamente non l’ho fatto.
Ho preso il mio sacchetto,
il mio melone in offerta
i miei pomodorini
il mio maledettissimo“anche cosi”,
e me ne sono andata a casa a mangiare due di quei famosi quattordici panini.
giovedì 19 giugno 2008
Esoterismi
Il paranormale può emanare da ogni cosa, anche dalle più banali. Per questo, prima di tutto, bisogna essere banali. Certo, un po' di stranezza non guasta mai.
E' difficile trovare gli infissi della porta di un'altra dimensione; ma una volta attraversatala, è facile rendersene conto. Il bagliore di ogni lucciola può deviarti in un mondo diverso.
Tutto può avere inizio con la semplicità di una mattinata di pulzie.
Poi, lentamente, è fatta; ci si ritrova in men che non si dica a camminare per strada, alla volta della casa dello Splendido, armati di narghilè e tutto l'occorrente per la calligrafia.
E un pomeriggio di relax diventa un pomeriggio di assurdità.
Non è difficile a questo punto imbattersi in situazioni fantastiche. Sarà come sognare, eppure la sensazione sarà la stessa di una qualunque passeggiata per le vie della vostra città.
Incontrerete dapprima bengalesi in moto che vi fisseranno, poi, nel bel mezzo di un pasto palestinese, scoprirete che la vostra vicina è giapponese dal fatto che riesce a leggere la calligrafia che avete regalato a Pasquale "Porco Dio".
Una cosa tira l'altra... e finirete a scoprire che il bengalese di prima, come tutti gli altri bengalesi di Bologna, vi ha preso per un compaesano per via del vestito che ndossate.
E a partire da un paio di ragazze sedute in piazza potrebbe iniziare qualcosa di inimmaginabile...
Ecfrasis
In piazza Verdi lentamente, mano a mano che il sole cala la tensione aumenta. Da un lato sono schierati i ragazzi, allegri, fumati e festosi, dall'altro, quasi in assetto militare, la polizia.
Dalla protesta di due ragazze che rifiutano di alzarsi tutta la piazza inizia a discutere. Chi si siede, chi dà le generalità per la multa, chi - animatamente o meno - discute con le forze dell'ordine.
In tutto questo Carlotta non riesce a contenere la forza dirompente della sua carriera giuridica in fieri e intavola una discussione sulla legge, sulle norme e su quanto tutto sia assurdo. Beh, non tutto, ma questa legge.
Io, dal canto mio, non posso certo trattenere il mio bisogno di contestare, così, come un'ape, volo di sbirro in sbirro a chiedere e reclamare sul perché di un'applicazione così stupida di una legge così anticostituzionale.
Mah, difficile da scoprire, anche per la polizia.
Ma man mano che il tempo passa il fastidio per la situazione e la curiosità di capire cosa stia succedendo a Bologna mi accende. E parto.
Chiedo al capoccia, in borghese, faccia che a me ricorda il centurione dei romani di Asterix ma agli altri ricorda Clint Eastwood, sigaro in bocca e modi da pappone, di sapere il suo nome e cognome per scrivere un articolo. Vorrei anche altre informazioni, ma quella mi sembra la più difficile da ottenere. Se la ottengo avrò tutto.
Ma scopro che è illegale chiedere il nome di un agente in servizio. E ancora più illegale di uno in borghese.
Ma siccome non sono convinti che io abbia ben capito la differenza tra i suoi poteri e i miei, mi fanno un controllo dell'identità.
"Ma quindi mi controllate e poi?..."
"Mah, se sei pregiudicato il computer ce lo dice..."
"Ah... e se dovessi essere pregiudicato?"
"Niente, sappiamo chi sei..."
Quindi si passa a chiacchierare amichevolmente su che articolo vorrei scrivere. Beh, per France24 lo vorrei scrivere.
Gli altri si avvicinano alle camionette e si intavola una bella chiacchierata.
Un po' come due gruppi di animali feroci, ci si scruta, si finge di essere divertiti e indifferenti e qua e là si piazza una stoccata. Del tipo:
"Noi... insomma, dal lato umano è spiacevole questo lavoro, ma con la divisa è un'altra cosa..."
"Chiaro, capisco bene la differenza che c'è tra un uomo e un poliziotto."
O, come Pasquale:
"Le hai mai viste le manette da vicino?"
"La mia ragazza ce le aveva..."
Beh, tirano fuori tutto il loro lato umano, chi più liscio chi più ruvido, e si finisce a parlare dell'infanzia nel liceo artistico, del nonno col Parkinson che rifiuta la marijuana medica in favore della figlia, del passato nella boxe, del sistema che ci pugnala tutti quanti...
Insomma, arrivati a parlare di De Andrè e di Guccini non c'è più molto da fare. Uno di loro, sindacalista di sinistra, amante di Guccini, ragionevole ed ex scout comunista, è rimasto nei nostri cuori. Forse vittima della polizia, forse tentato eroe, sfuma nella serata con un sorriso tanto gentile quanto arrogante è il ghigno del capoccia in borghese.
E la piazza, nel frattempo, si è vuotata e trasferita in Santo Stefano.
Da qui è facile che il sovrannaturale si faccia riconoscere esplicitamente. Ad esempio sotto forma di un venditore illegale di birre che si prende in prestito la bici in cambio di una birra omaggio (che dovevano essere tre) e della sfiducia che genera.
O di una coppietta curiosa vicino alla fontana.
O di una luna enorme.
O del cantante dei CavallaCavalla che ci cattura fuori da Gingio...
Da "Ce l'avete una sigaretta?" si arriva in men che non si dica a "Volete il mio biglietto da visita? Domani suoniamo al Crash..."
Insomma, con Oran Sodoma nelle orecchie torniamo a letto, verso una giornata normalmente diversa, sotto una luna enorme e capovolta.
martedì 17 giugno 2008
Senza passare dal VIA...
Le palpebre, pesantemente sigillate, si schiudono su un paesaggio a metà tra l'apocalittico e il distopico. Ci vuole del tempo per rientrare nella parte, al mattino. In quei momenti di spaesamento non hai tutto quel contorno di orpelli e parafrenalia che ti costruiscono la mente e ti scolpiscono la persona.
Bene, mi riaccendo, mi riscaldo un po' con operazioni base, tipo muovere le mani, rigirarmi nel letto... scopro di avere gli occhiali. E' tutto molto più semplice.
Scopro di essere su un divano.
Un divano completamente sottosopra.
Ok, ricostruisco qualcosa.
Gli ultimi ricordi registrati sono su quel divano.
Festa messicana.
Ubriachezza molesta.
Foto...
Lentamente sfociate in video su youtube e massaggi.
Poi il vuoto.
Ok, forse questo era il sonno.
Del resto avevo dormito poco e non a casa mia, dato un esame e via dicendo...
Realizzato questo i miei pensieri seguono alcuni filoni principali in maniera disordinata e sconnessa:
"Merda. Volevo godermi la fine della festa."
"Dove cazz sono finiti tutti?!"
"Cosa è successo?"
"ACQUA"
"Che bordello..."
"Vorrei svegliarmi a casa e farmi una superdoccia purificatoria/espiatoria..."
"Sono LIBEROOO!!! Ho dato la Destro!!!"
"Devo studiare per India"
"Devo aiutare a rimettere a posto..."
"Merda le padelle..."
"Chi non ho salutato?"
"Ho voglia di calligrafie..."
Non seguo più i miei pensieri e mi copro gli occhi con il cappello. Mi potrei anche concedere più sonno del solito. Ma non ci riesco.
Accendo il computer in automatico e sempre col pilota automatico scrivo.
Cellulare.
Giovane ragazza del DIRI.
"Non abbiamo il tuo Learning Agreement"
"Lo ha Ivo che ve lo darà"
"A noi serve... parla con il docente proponente..."
"Vi porto la fotocopia."
"Vorremmo l'originale..."
"Non esiste. Fotocopia"
"Ok... Grazie!"
Ora:
se sapessi come è finita la festa sarei contento...
Ma fin dove sono arrivato ci stava da dio...
Improvvisamente riemerge la convinzione con cui abbiamo deciso di andare a Verona. Bella lì!
La tequila non andrebbe bevuta in quantità eccessive rieccheggia nella mia mente insieme al tic tac dell'orologio di Bob lo Splendido.
Che dorme.
Le decisioni da prendere di primo mattino sono anche peggiori di quelle da prendere nel pomeriggio. Lì almeno la giostra è già un po' partita da sè e tutto va come deve andare.
Al mattino devi dare la spinta. Decidere la direzione.
Ora come ora vorrei solo farmi la doccia.
Scoprire che le mie lenti a contatto non sono davvero da buttare via come credo e che tutti quei granelli di merda se ne vanno col liquido giusto. O che hanno la mia correzione in un'ottica bolognese. Magari anche giornaliere ed economiche.
Poi vorrei cambiarmi.
E poi vorrei prendere un enorme foglio bianco, tipo un lenzuolo.
Uscire all'aperto, dove nessuno mi disturba, su un terrazzo col vento.
Stenderlo e preparare un enorme pennello.
E poi iniziare la lotta con la carta.
Fare l'amore con il foglio immacolato.
Vedermi rispecchiato in qualche tratto del risultato.
E ora vorrei anche un prato verde con un ciliegio pieno di frutti. E il sole, quanto basta per scolorire tutte le preoccupazioni lasciate stese al sole ad asciugare.
Sì, sono innamorato della vita stamattina.
Ma non riesco ad alzarmi dal divano per scomparire da casa dello Splendido.
Mi sentirei in colpa...
Ma devo lavarmi...
E rispondere all'amore della vita.
Quindi...
VIA!
domenica 15 giugno 2008
La Sacra Famiglia
Ovviamente non mi sbagliavo. Veniamo d'altronde da un periodo in cui pare essere in gran forma: la battuta su Mc Cain è solo l'ultima di una lunga serie di spassosissime uscite. E figuriamoci ad un matrimonio! Anzi a due. Beh, matrimonio num. 1: si sposa un suo grande amico, altro self-made man, principe della Formula 1 e dei locali della costa tirrenica. Dopo svariate illustri fidanzate( e forse anche mogli, ma non lo so: non sono molto aggiornato sul gossip purtroppo...Dico purtroppo perchè poi, appena mi ci dedico un attimo, lo trovo divertentissimo...certamente più del calcio ad esempio) finalmente mister Benetton ha trovato la donna giusta per lui: tale Elisabetta Gregoracci, che mi ricordo di aver sentito nominare qualche tempo fa per un qualche scandaluccio che però ovviamente non ricordo, causa il motivo illustrato nella parentesi precedente. Briatore non mi è mai stato troppo simpatico, però almeno, prima, ne apprezzavo i canoni estetici in fatto di donne; ora invece mi sta proprio antipatico del tutto! Ma si diceva di Berlusconi: i tanti impegni in agenda lo costringono a presentarsi con un ritardo di circa 40 minuti...neanche fosse lui la sposa!! Sposa che però ovviamente non è ancora arrivata. Va bene che è tradizione, ma non ci credo nemmeno se me lo provano con dei filmati che non è arrivata tardi, perchè Lui era più in ritardo di lei. Ora, chi se ne frega, direte; e infatti avete ragione: chi se ne frega! Però in fondo che tristezza: la sposa, in quello che dovrebbe essere il giorno più bello della sua vita, costretta a forzare il ritardo con cui si presenta all'altare, per aspettare un ospite. Tuttavia quel che gli ex( guarda a caso ex) dirigenti RAI definiscono l'"imprenditore edile" di Arcore non si poteva limitare ad arrivare tardi. Giunge e dichiara che la sposa è in ritardo per "motivi di governo". Battuta che scatena applausi e risate...a voi fa ridere?!A me onestamente no, ma magari non l'ho capita...Bene, non è finita: entra in chiesa e provoca una "standing ovation"; il giornale dice che la gente non voleva più tornare a sedere, al punto che il povero Briatore ha dovuto pregare gli invitati di tornare ad accomodarsi ai propri posti per poter consentire l'inizio della cerimonia. Capito?! Questi si erano più o meno dimenticati di essere lì al matrimonio dei loro cari amici Flavio e Elisabetta; inoltre l'assenza di uno dei 2 principali personaggi in un matrimonio( la sposa) era stata completamente oscurata dall'arrivo di un ospite. Giustamente: chi se ne frega. Quei 2 che si sono sposati non sono miei amici; anzi mi stanno anche antipatici e credo siano pure brutti...però è ridicolo forte.( Fra l'altro per restare nel ridicolo, durante la comunione il celebrante, un cardinale, è inciampato nel velo della sposa, non ho capito bene con quali dinamiche e con quali conseguenze. Il giornale diceva solo che il suddetto velo misurava 7 metri di lunghezza (!) e che sono dovute intervenire le guardie del corpo. Peccato che non ci sia il filmato: dev'essere stata una scena divertentissima.) Mah...fine del matrimonio num.1. Berlusconi sale a bordo del suo elicottero e si dirige dalla capitale verso quel di S.Pietro in Cerro, provincia di Piacenza. Qui si sposano 2 tizi, a quanto mi par d'aver capito milanesi o comunque lombardi, lui dirigente di cliniche e ospedali, lei manager di qualcosa, ma non ricordo di cosa e non mi interessa. Si sposano lì, perchè a lei piaceva molto il castello che hanno affittato per sposarsi. Per fortuna di lui ultimamente non sono andati a Caserta: se no magari le piaceva la Reggia e lì veniva parecchio in spesa!! Il disinteresse nei confronti degli sposi a quanto riportato dal quotidiano è totale. La cosa tragi-comica è che tale disinteresse è davvero generale: persino lo sposo sembra esserne coinvolto! Una foto lo riprende in trepida attesa sui gradini della chiesa...una scena abbastanza normale ad un matrimonio: lo sposo all'entrata visibilmente emozionato ed intento ad aspettare; solo che in questo caso i suoi occhi luccicavano di emozione,il suo sorriso traboccava felicità e la sua espressione tradiva una certa tensione non per l'arrivo della sua bella, ma per l'arrivo di un piccolo ometto ultra-settantenne, che pare non fosse suo padre. Imbarazzante...ma capisco la sua preoccupazione. Infatti mentre alle nozze romane la presenza del superospite non era assolutamente in dubbio, a quelle più decentrate e, nonostante tutto,più dimesse che si sono tenute nel pomeriggio, fino all'ultimo non era dato sapere se i tanti impegni del Cavaliere avrebbero consentito agli sposi l'onore di averlo con loro durante la cerimonia. Anche questo ci sta. Ai matrimoni c'è sempre un po' di tensione, qualcosa in forse, lo spettro dell'imprevisto: non si trovano più le fedi, lo sposo vede la sposa anzi-tempo, i musicisti restano imbottigliati nel traffico e si deve iniziare senza il mendhelsoniano ingresso della futura consorte...Questa volta niente di tutto ciò! Questa volta il cruccio è il possibile, probabile addirittura, ma non ancora confermato arrivo di Sua Emittenza. Strano a dirsi, alla fine, convinto dall'insistenza dell'amico prossimo al grande passo, ariva, e non poteva essere altrimenti. E naturalmente anche qua è un bagno di folla. Anche qua i parenti degli sposi si dimenticano che i loro figli, fratelli, nipoti stanno per sposarsi; tutti quanti non hanno attenzioni che per lui. Me ne frega ancor meno che per quelli di prima: quelli, malaugaratamente, so che faccia hanno, perchè li vedo alla televisione; di questi nemmeno quello. Ho visto la foto di lui, ma mi sono già scordato il volto. Chi se ne frega. Però che tristezza, che ridicolo, che imbarazzo!
Io non ho alcuna intenzione di sposarmi, e anche qualora cambiassi idea probabilmente non troverei una persona disposta a sopportarmi tutta la vita. Però mettiamo che succeda: non sono certo quello che vorrebbe la gran cerimonia, probabilmente mi sposerei in Comune; ma qui non è una questione di romanticismo, è una questione di un po' di dignità e di rispetto per se stessi e per la persona che, almeno presumibilmente, ami. Se sei un invitato, é una questione di rispetto nei confronti dei festeggiati. In generale è una questione di rispetto per la famiglia, cosa nella quale uno che si sposa, e uno che si sposa in chiesa soprattutto, dovrebbe avere. E cosa che diceva di avere anche l'"invitato speciale" dei 2 matrimoni di oggi: il sacro valore del matrimonio, l'importanza di questa istituzione come cemento e fondamento della società, il rispetto per le tradizioni cristiane sono tutte cose che ho sentito uscire dalla sua bocca. Ieri pareva aver dimenticato queste convinzioni. Ha fatto un bellissimo spot contro il matrimonio, ma nessuno in quelle chiese se ne accorgeva, a quanto pare. Gli Italiani non capiscono quasi mai niente di quel che succede, i destri e i cattolici in particolare.
SONO UN'ATEA SENZA IDENTITA' POLITICA
E poi che cacchio vuol dire essere comunisti?
Il comunismo è morto e sepolto. Ma che cazzo di senso ha?
Tutte le persone che si sono spacciate per comuniste poi erano degli odiosi figli di papà con la mercedes. Ma l’importante era avere la kefia,quello si che faceva tanto comunisti (come un mucchio di altre cose).
Odio le persone ricche e (più che) benestanti che fanno i fattoni.
Se fossi ricca io, mi vestirei da ricca e frequenterei locali da ricconi.
E fanculo allo sguardo antropologico ,alla mente aperta e a tutto quello che volete.
Suddai,non voglio dire di essere povera. Sono maledettamente tirchia, questo si, ma ciò non è la diretta conseguenza del fatto che sono la solita riccona tirchia.
Sono una banale borghesuccia del cavolo,che può permettersi di venire a studiare a bologna e spendere soldi che potrebbero essere utili in alcool la sera.
Questo per me vuol dire essere abbastanza borghesi e (più o meno) benestanti.
Poi il fatto di non essere ricca o (più che benestante) si vede da ben altre cose.
Ma no..non sono comunista(!!).
Ucciderei i comunisti,ucciderei i nazisti,ucciderei gli estremismi contradditori e paradossali.
E si, non credo in Dio e non vado in chiesa.
E non perché “non credo nell’istituzione e perché la religione è una cosa personale”,ma perché secolarizzazione e modernizzazione m’hanno fatto diventare un tintinello disincantata.
Se io sono figlia del mio tempo, da mio padre dovrò pur aver preso qualcosa.
E come figlia del mio tempo, sono intimamente incazzata con il mondo, emo, apatica,dolce,stronza, complessata (e tutta una serie di altre contraddizioni)..
sono un po’ di tutto..
..da finire per non essere niente.
Si..
credo che la conseguenza più diretta di essere figlia del signor MIO TEMPO
sia quella di essere
una squilibrata Borderline...
Quei che i taca e i seita parlar... tanto par parlar.
Nuvolone a fungo di parole parole parole paroleparole parole:
dicono che sono "un'antropologa del cazzo", di me e mio fratello (che l'è un drogà) che è facile fare "i comunisti" qundo si hanno i soldi, "non vengo fuori a mangiare perchè non ho i soldi" non è una scusa che nel mio caso può reggere. Mio padre non puo votare a sinistra. Ha un'azienda e non si puo votare sinistra quando si ha un azienda, bisogna essere di destra e andare in chiesa. Se sei comunista invece non devi credere in Dio e non puoi andare in chiesa. Io credo in dio, faccio l'amore con la mia ragazza ma poi mi pento subito e chiedo perdono.("fusè stà par mì el sò coso el le infilarea rento el buco della seratura la prossima 'olta!") Mia madre è "la dona de Stele che la gà avuò un fiol a quarantasiè anni, e l'è el quinto! beh ma l'è nà miracolà!"tua sorella lavora vero? dove? quindi adesso guadagna bene, non la mantenete più. Si, si ma si vede... lei si che si veste bene. adesso vediamo gli altri come vengono su. ...alla fine cos'è l'amicizia? uscire tutti tutti tutti i sabati e poi vedrai se non si trovano cose da dirsi! ovvio che magari se non esci sempre, fai un po fatica ad inserirti nei discorsi... anche se io non capisco qual'è il problema, posso parlare tranquillamente di scarpe capelli e vestiti anche con te e con lei... voglio dire non è che siamo diversi, non è che non ci capiamo, abbiamo le stesse idee: io non ti sto mica dando del mussulmano! fidanzato a me: no io ti giuro, tu sei l'unica ragazza, l'amica che mi conosce veramente, nessun'altro sà qual'è la verità su di me, sulla mia persona. fidanzata su di me: ma cosa vuole quella li dal mio moroso!? anzi no, lo so io cosa vuole! (io sgualdrina della ovviamente, ma tientelo va là va là...) alla fine è cosi, se non stai bene con te stesso non stai bene neanche con glia altri, e non stai bene finchè non trovi un lavoro, una persona che ti fà felice, un senso nella vita! ...di cosa si parla? di politica! ah, si! è vero bisogna votare adesso... Amore? cos'hai detto che devo votare? Tosi! ah, si ecco... Tosi. ieri ho visto M. che bella notizia hai sentito? aspetta un bambino!!! si!... (1, 2, 3...) però sai: lui non è che mi piaccia tanto, hai visto quant'è abbronzato? e scuro come il ba-bao, i suoi genitori sono di giù... giu!? "giù" cristo! che posto è "giù"!? Ma cosa vai a fare a Bologna!? ti diverti eeeeeeh!?
Você é assim, Um sonho pra mim… un mare di Scoperte!!!
Ne faccio un elenco, altrimenti sarebbe troppo troppo lungo il tutto da raccontare.
In caso vi sorga qualche curiosità… venite pure ad interpellarmi liberamente.
Ogni voce infatti racchiude una storia molto precisa….
che avrò il grande piacere di raccontare.
Nelle ultime ultime 48 ore ho scoperto che:
Você é assim Um sonho pra mim può andare a repeat 6h senza stancarmi;
quando si è bambini si gioca, poi si smette e quando si è adulti si ricomincia a giocare;
mia sorella mi ha regalato una guida di Parigi in… inglese!?;
mia madre non ha perso la vecchia abitudine di leggere le mie scartoffie private!;
devo arrivare alla fine del mese senza un soldo sulla carta di credito;
se sei triste dormi molto se sei felice non hai bisogno di dormire;
la gente non ti ricompensa mai se fai del bene: guarda Gesù! Lui l’hanno messo in croce!;
Birra, Caritas e senso di responsabilità possono avere nella testa di un diciannovenne la reazione di una mentos in una bottiglia di coca-cola;
Marta non si scandalizza ai pensieri osceni e consiglia in antidoto pensieri felici… non osceni;
Parigi può essere ad un battito di ciglia;
la lingua dell’amore puo essere una qualsiasi purchè non la si parli;
la mia estetista è incinta di una falsa mestruazione;
M. non ha smesso di farmi confidenze da sorella maggiore;
il soffitto del mio salotto è alto
la “canzone in cui Jovanotti parla del panettiere” è Bella (lavoro tutto il giorno/ e tutto il giorno penso a teee/ e quando il pane sfornooo ah/ lo tengo in caldo per te);
parlare non-con-i-corpi permette di mantenere una certa integrità mentale;
sono un animale che vaga assetato con la lingua di fuori;
non mi interessa più risalire ad alcuna sorgente;
mia sorella è di nuovo felice (veramente felice) e se lo merita;
non darò mai l’esame di etno-antropologia delle religioni il 16 Giugno( e sinceramente neanche “me ne frega”);
la mia mamma è una donna bellissima;
ho bisogno di riposare i pensieri ma i pensieri non riposano;
“casa” ha senso quando un senso le dai (come tutte le cose);
ero veramente innamorata del mio ragazzo a volte, nella fattispecie quando gli spostavo i dread;
nella pancia c’è sempre spazio per un panino fatto da Gianni;
pensare è un’attività che fa ingrassare parecchio;
io faccio fatica a parlare con i piu grandi e con i piu piccoli… i nonni e le nonne possono parlare con chiunque senza necessariamente capire l’oggetto della conversazione;
ci sono persone che credono di non poter far innamorare nessuno (in 24ore ne ho incontrate 2);
ci sono persone che credono di non sapersi innamorare (in 24ore una… facilmente convincibile del contrario. Ora mi impegno.)
ci sono persone che si innamorano mille volte al minuto (io) e forse poi, non è mai vero;
gli esperimenti che non fai con qualcuno finisci col farli da solo e non riescono mai!;
gli involtini melanzane+formaggio+proscitto cotto sono ottimi;
non tutti conoscono la strada che vorrebbero percorrere;
ci sono persone al mondo veramente “efficienti con puntualità”;
la realtà che vivo è solo una mia personalissima proiezione… piuttosto malata;
io sono malata di te, che nel mio immaginario sei un guerriero (piuttosto forte e certamente aitante);
tu non sai e io so tutto: è una balorda constante convinzione;
se preghi dio perché mandi il brutto tempo in Giugno, Lui fa cadere l’inverno (se Dio c’è sicuramente esagera);
piove! Torno a casa perché devo chiudere le finestre… è un ottima scusa da esterno;
scusa! Il caffè è pronto devo spegnere il fuoco… è un ottima scusa interno;
ceniamo assieme? Non mangio… è una scusa che non funzia;
io non voglio stare con nessuno: è nella hit dei 25 pensieri più ricorrenti;
sto invecchiando;
5 familiari in una stanza possono infuriasi l’un con l’altro con una reazione a catena in meno di 5 minuti;
la mia verbo-fobia mi blocca l’esistenza;
alcune cose non cambieranno mai… e sembra sempre uno spot pubblicitario;
di fotografie amo solo le mie, mai quelle che appartengono ad altri;
mia madre non ha sempre ragione ma talvolta se ne esce con intuizioni geniali;
il mondo è piccolo, la gente mormora e io mi sfido emotivamente ad andare sempre più in là di quel che riesco a reggere;
il massimo che le donne fanno per gli uomini è la ceretta;
G. era la mia migliore amica ma ora è solo una lingua lunga e biforcuta;
non ho e non avrò mai più un letto in questa casa;
i fratelli mantengono i rapporti con i tuoi ex quando tu li hai definitivamente chiusi;
le filastrocche possono commuovere;
puoi continuare a fare tutte le cose che stavi facendo senza ricordare necessariamente perché le fai;
gli amici hanno bisogno di poche cose per stare bene assieme ed essere felici, le coppie no;
nulla di ciò che sconvolge un Veronese mi tange minimamente;
nell’orto delle suore vengono coltivate solo le zucchine;
nell’orto delle suore masochiste vengono coltivati solo i cetrioli;
dopo che ha piovuto l’odore della natura qui è cosi intenso che puo far perdere i sensi;
i testi delle canzoni dei Tribalistas sono stati scritti da un filosofo brasiliano;
per un anno sono stata certissimamente certa di alcune cose… ho sbagliato in pieno;
…dalle 4:47 alle 5:08 del mattino il cielo diventa azzurro;
l’amore è certamente qualcosa che ti si attacca addosso come una ciunga ai capelli;
la visione della tua delicatezza mi uccide;
rallentare il ritmo della propria vita dopo un’incredibile corsa… è sorprendente;
smettendo di studiare l’Antropologia ho iniziato ad applicarla;
ambizione è una parola-tarlo;
avvolte… può mancare il sostegno delle gambe per il troppo dolore;
scopro ogni minuto che sto scoprendo l’acqua calda (ogni minuto)…
ho fatto un pensiero osceno…
e adesso piango.
Perché con questo pensiero ho finito di scoprire le cose.
venerdì 13 giugno 2008
triciclo vendesi
"Non potevi aspettarti una Bologna uguale a quella che avevi lasciato. Sono successe troppe cose per ogniuno e soprattutto stiamo con la testa proiettata altrove. Io trovo ci sia stato un cambiamento in positivo. Giochiamo il nostro ruolo più liberamente e siamo più sereni. Il gruppo è cambiato... Poi ovviamente ci ono gli impegni e gli esami. Bisogna godersi la semplicità e i congedi. E non c'è nulla di più naturale in questo corso delle cose."
Direi una sintesi perfetta...
Ora, dopo una serata folle, con discussioi che hanno apertamente dimostrato che siamo tutti melensi e pronti a ubriacarci e lottare per difendere la "Disciplina" (Antropologia;)...
Dopo una mattinata in una casa non mia, senza lenti, perso nelle macchie della mipia, a vagare e tentare di fare tutto anche senza vederci...
Dopo aver fnito finalmente il libro della Destro...
Dopo aver verificato che i geni non mentono quasi mai...
Dopo aver rotto e aggiustato una bicicletta...
Dopo essere rimasto senza soldi sul cell...
Prima di una partita dalle forti coloriture politiche...
Continuo ad amare Bologna come al solito per il suo non essere mai la solita.
Insomma, tutto è anormale, normalmente.
Quindi, sì, adesso esco!
venerdì 6 giugno 2008
Shiva
Il piano delle mie ossa risuona nelle mani di pensieri resi saggi dal tempo; un motoscafo lontano è la mia fuga, stanotte, dal caldo che piove su Bologna.
Niente come le ali di altri possono sprofondarci nel freddo della terra: fin nelle orecchie sussulto nel vento, tintinnando, per la realtà spazzata da un uragano di sogni. La luce, ingabbiata, compiange il destino comune di un venerdì notte spento di stelle sempre più distanti.
Bologna la mia
due considerazioni due.
Sono di nuovo tra le cosce di mamma Bologna, a sorpresa.
E mi sono impressionato di quanto la città stessa è venuta a rappresentare per me, di quanti significati si siano incisi sotto i suoi portici e il suo cielo bianco.
Ora albeggia.
Devo dormire per poter studiare domani e poi rilanciarmi nella vita bolognese per davvero.
Oggi era giusto un aperitivo del domani.
Però...
Mi siete mancati!
Mi mancate tuttavia...
Ah, Bologna non cambia. O forse sì, o forse io... non so... diciamo che cresce...
Ok, nel mio antro-saletta si respira...
Dunque, a quanto pare ho un consiglio:
evitate le sorprese.
Tendono a non funzionare appieno.
Ma per il resto, allacciate le cinture che la mia città mi carica!!!
giovedì 5 giugno 2008
Lei sa perché sono venuto in casa sua, nel suo quieto salotto corteggiato dal mezzogiorno...
Dopo una disquizidione amabile sui detersivi e
sulla pulizia e cura della casa... Claudia ha la coda di paglia.
Si sà, quando io dico che vado a casa perchè devo mettere in ordine
...non è che pulisco.
Rivoluziono l'ordine della materia.
Ovviamente il disordine viene creato per riordinare
e indubbiamente la disposizione dello spazio esterno
deve essere il perfetto riflesso del mio ordine interno.
Intimo.
Quindi la mia reazione nei confronti del mio
non-senso-di-colpa-casalingo è:
nè "voglio una casa Linda e Ordinata", come dice mia madre;
nè voglio diventare come "La Cugina Angela".
....dai, tutti abbiamo una Cugina Angela.
E' la classica zietta ottantenne col cappellino orrendo
piena di soldi ereditati e depressa
che vive sola in una appartamento centralissimo
fitto fitto di soprammobili inutili e centrini,
che da anni non si muovono di un millimetro scarso,
e alle pareti tante foto in bianco e nero
dei genitori
di lei giovane e brutta
e dell'amatissimo fratello... prete.
Lettera a una signorina a Parigi, Julio Cortàzar.
Andrée,
io non volevo venire ad abitare nel suo appartamento di via Suipacha.
Non tanto per i coniglietti, piuttosto perché mi addolora entrare in un ordine chiuso, costruito ormai fin nelle più sottili maglie dell'aria, quelle che in casa sua preservano la musica della lavanda, il volo di un piumino per la cipria, il gioco del violino con la viola nel quartetto di Rarà.
Mi amareggia entrare in un ambito dove qualcuno che vive in modo preciso e raffinato ha disposto tutto come in una reiterazione visibile della propria anima, qui i libri (da una parte in spagnolo, dall'altra in inglese e in francese), lì i cuscini verdi, in questo preciso punto del tavolino il portacenere di cristallo che sembra il frammento di una bolla di sapone, e sempre un profumo, un suono, un crescere di piante, una fotografia dell'amico morto, rituale di vassoi del tè e mollette per lo zucchero...
Oh, cara Andrée, com'è difficile opporsi, anche accettandolo con l'intera sottomissione del proprio essere, all'ordine minuzioso che una donna instaura nel luogo della sua lieve residenza. Quale colpa diventa il prendere una tazzina di metallo e spostarla all'altra estremità della tavola, posarla lì semplicemente perché uno è venuto con i suoi dizionari di inglese, e proprio da questa parte, a portata di mano, è dove dovranno stare. Muovere quella tazzina equivale a un orribile rosso improvviso nel bel mezzo di una modulazione di Ozenfant, come se di colpo tutte le corde dei contrabbassi si rompessero nello stesso tempo e con la stessa spaventosa staffilata nell'istante più silenzioso di una sinfonia di Mozart. Muovere quella tazzina altera il gioco di corrispondenze di tutta la casa, di ciascun oggetto con l'altro, di ciascun momento della sua anima con l'anima intera della casa e con la sua lontana inquilina. E io non posso avvicinare la mano a un libro, ridurre appena il cono di luce di una lampada, aprire il carillon, senza che un sentimento di oltraggio e di sfida mi attraversi gli occhi come uno stormo di passeri.
Incubo casa.
...sopratutto perchè:
1. il mondo è pieno di "principi Genji",
io ne ho sempre uno davanti agli occhi,
non fisicamente adesso... non andate ad indagare,
e di sfigate.
2.Mati mi ha dato l'okkey morale
per non-evitare di inserire anche codesta poesia:
In lingua originale:
APRISIONADA POR LA ESPUMA
I
Aprisionada en cárceles de espuma,
en la medida de tu cuerpo,
no veo pasar la noche,,
sólo veo el día
que entra por tus axilas transparentes
y te desnuda.
Veo, amor mío,
el lecho donde estamos
y compartimos
las dádivas,
los cielos...
Todo lo que nos negó y afirmó como lo que somos:
mil años de alegría corporal
y materia sin sombra
y palabras
que se dicen diurnamente porque vienen del aire
y hay que oírlas y decirlas
a través de los árboles
y en lo que no se escribe porque aún no se inventa su
nombre;
porque su júbilo
todavía no ha sido descubierto
y las flores de su alrededor
aún no son cosas del viento
(aún no han ido a un invierno ni regresado a la primavera).
II
Voy a tu cuerpo igual que ir a los ríos,
igual que van los ríos a los pájaros
y ellos al espacio desatado y florido.
Vengo de ti a la era
donde todo es de todos:
los que llegan, los que se han ido,
los que aún no han venido,
los que no volverán...
Porque eso es tu cuerpo:
un adentro, un afuera compartido
por mí y por el viento,
por el mar y los seres que lo guardan;
por el color y las embestidas del otoño,
y las andanzas del verano
¡que viste cosas silvestres
y es custodio de las abejas
y funde las hierbas en un crisol matutino,
en una prolongación de azucenas.
Bellalì-bellalì...
3. sono al computer da tre ore
Tolla si domanderà se mi hanno riposto in uno scaffare con qualche libro, oramai.
il post è abbastanza lungo, i know.
mercoledì 4 giugno 2008
APPELLO DELL'INCANTO-DEL-MONDO
Allora ragazzi, vorrei solo fare un breve (quindi apprezzato da bob) appello.