Il sole inizia a diffondersi per la stanza attraverso le grandi finestre. Insieme al sole una certa consapevolezza fa capolino tra le nuvole.
Le palpebre, pesantemente sigillate, si schiudono su un paesaggio a metà tra l'apocalittico e il distopico. Ci vuole del tempo per rientrare nella parte, al mattino. In quei momenti di spaesamento non hai tutto quel contorno di orpelli e parafrenalia che ti costruiscono la mente e ti scolpiscono la persona.
Bene, mi riaccendo, mi riscaldo un po' con operazioni base, tipo muovere le mani, rigirarmi nel letto... scopro di avere gli occhiali. E' tutto molto più semplice.
Scopro di essere su un divano.
Un divano completamente sottosopra.
Ok, ricostruisco qualcosa.
Gli ultimi ricordi registrati sono su quel divano.
Festa messicana.
Ubriachezza molesta.
Foto...
Lentamente sfociate in video su youtube e massaggi.
Poi il vuoto.
Ok, forse questo era il sonno.
Del resto avevo dormito poco e non a casa mia, dato un esame e via dicendo...
Realizzato questo i miei pensieri seguono alcuni filoni principali in maniera disordinata e sconnessa:
"Merda. Volevo godermi la fine della festa."
"Dove cazz sono finiti tutti?!"
"Cosa è successo?"
"ACQUA"
"Che bordello..."
"Vorrei svegliarmi a casa e farmi una superdoccia purificatoria/espiatoria..."
"Sono LIBEROOO!!! Ho dato la Destro!!!"
"Devo studiare per India"
"Devo aiutare a rimettere a posto..."
"Merda le padelle..."
"Chi non ho salutato?"
"Ho voglia di calligrafie..."
Non seguo più i miei pensieri e mi copro gli occhi con il cappello. Mi potrei anche concedere più sonno del solito. Ma non ci riesco.
Accendo il computer in automatico e sempre col pilota automatico scrivo.
Cellulare.
Giovane ragazza del DIRI.
"Non abbiamo il tuo Learning Agreement"
"Lo ha Ivo che ve lo darà"
"A noi serve... parla con il docente proponente..."
"Vi porto la fotocopia."
"Vorremmo l'originale..."
"Non esiste. Fotocopia"
"Ok... Grazie!"
Ora:
se sapessi come è finita la festa sarei contento...
Ma fin dove sono arrivato ci stava da dio...
Improvvisamente riemerge la convinzione con cui abbiamo deciso di andare a Verona. Bella lì!
La tequila non andrebbe bevuta in quantità eccessive rieccheggia nella mia mente insieme al tic tac dell'orologio di Bob lo Splendido.
Che dorme.
Le decisioni da prendere di primo mattino sono anche peggiori di quelle da prendere nel pomeriggio. Lì almeno la giostra è già un po' partita da sè e tutto va come deve andare.
Al mattino devi dare la spinta. Decidere la direzione.
Ora come ora vorrei solo farmi la doccia.
Scoprire che le mie lenti a contatto non sono davvero da buttare via come credo e che tutti quei granelli di merda se ne vanno col liquido giusto. O che hanno la mia correzione in un'ottica bolognese. Magari anche giornaliere ed economiche.
Poi vorrei cambiarmi.
E poi vorrei prendere un enorme foglio bianco, tipo un lenzuolo.
Uscire all'aperto, dove nessuno mi disturba, su un terrazzo col vento.
Stenderlo e preparare un enorme pennello.
E poi iniziare la lotta con la carta.
Fare l'amore con il foglio immacolato.
Vedermi rispecchiato in qualche tratto del risultato.
E ora vorrei anche un prato verde con un ciliegio pieno di frutti. E il sole, quanto basta per scolorire tutte le preoccupazioni lasciate stese al sole ad asciugare.
Sì, sono innamorato della vita stamattina.
Ma non riesco ad alzarmi dal divano per scomparire da casa dello Splendido.
Mi sentirei in colpa...
Ma devo lavarmi...
E rispondere all'amore della vita.
Quindi...
VIA!
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2 commenti:
Sì, in effetti deve essere il momento peggiore la mattina per quanto riguarda l'indirizzo da dare alla giornata, anche se io non l'ho mai fatto...:-)
Le decisioini per me si prendono alla sera,l'ora migliore è quella appena dopo il tramonto,con quella luce splendida, un po' ovattante, che si appoggia sorniona su ogni superficie, quando tutto sembra un po' un quadro a cui poter aggiungere particolari tuoi.
Mamti
you must be emo :-@
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