lunedì 28 aprile 2008
primavera giunse, e tutto scombinò.
per la prima volta lascio le mie tracce anch'io in questo blog...wow che emozione..siete davvero bravissimi a scrivere, dico a tutti..cioè rispetto a me che sono stata da sempre una frana ad esprimere ciò che sento su un pezzo di carta...chiamatelo panico da foglio bianco, chiamatela dislessia,chiamatela come vi pare..
Inauguro questo blog, quanto la primavera sta inaugurando tutti noi...è proprio vero, come dice la mia cara amica di disavventure e casa Maf,c'è nell'aria un'accozzaglia di emozioni, di pensieri, di confusione che girovaga su tutti noi come un simpatico fantasmino che, quando ha voglia di divertirsi, ci riempie di dubbi esistenziali, rendendoli i protagonisti dei nostri vent'anni.
Ma quando riusciremo a rispondere alle grandi domande, quando riusciremo ad avere rapporti sinceri e sani, quando arriveremo a non raccontarcela più, ma invece a guardare nuda e cruda la realtà così com'è, a guardarci allo specchio così come siamo??probabilmente mai.
magari fra una decine di reincarnazioni..
Cumuli di riflessioni, di paure e di incertezze, cammini sul filo, stai camminndo sul filo, un momento ti convinci di stare andando diritta, forte, sei convinta che ce la puoi fare anche da sola,..e il momento dopo....trac!caduta...dalle nuvole, abbandonata da pilastri che fino ad un attimo prima credevi indistruttibili.
Wow pensi,"che inculata".Ed ora, bisogna riniziare da capo, rimettersi su quel filo e stare attenta a non cadere, a non dondolarsi troppo, non avere smania di arrivare alla fine del filo, ma neanche accasciarsi e aspettare che sia il vento a farti cadere.
Madonna quanto è dura.mais......C'è la vie!!ed è anche questo il bello.
Ahhhhh...arriva la primavera...e tutto scombina.
Vi auguro una buona notte, a tutti voi, scrittori e lettori del pachistrano.
Davvero una bella idea.
Tempeste emotive
Beh il mio suona molto contraddittorio e la confusione si insinua tra un neurone e l'altro come la polvere nei cassetti delle case al mare d'estate. Quindi non biasimatemi per la poca chiarezza.
mi suona più o meno così:
Il lampo dell'azione, il fare che mescoli all'alcool
che momentaneamente copre l'incertezza
e lo smarrimento del non sentirsi pronti
non all'altezza delle aspettative del prossimo e dei presenti.
Il complimento non accettato come conquista
ma come aspettativa e richiesta di miglioamento asfissiante.
E poi il rendersi conto di saperlo fare più di altri,
quel senso di sicurezza vissuto nell'intimo come una colpa.
L'incapacità al confronto diretto, alla sfida chiamata col suo nome,
alla competizione anche se...
Infinita dolcezza nell'illusione
e il silenzio fremente di paura
per quel soffio che sai basterebbe
a mandare all'aria il castello di carte.
La delicatezza del tuo sogno,
il pronostico di un amico chiromante
che desideri e temi
fuggi e rincorri diperato
perchè intravedi ora la trama
di una realtà che tesse la sua tela
e punge il tuo delicato ritratto pastello
all'ombra buia e alla tremante fantasia.
SENDIIIIII MAAAAAA...L'AMORE E' UN'IDEA O UN SENTIMENTO???????
l’Antropologia è una stronza. Da quando la studio, mi ha seriamente sconvolto. La sua capacità di relativizzare ogni cosa mi spiazza,mi confonde, mi fa nuotare in un mare di costruzione culturali dove non riesco a trovare niente di puro, niente di “vero”, niente di naturale…
superato il presupposto,rifaccio la domanda sopra citata:
l’amore è un sentimento o un ideale?
Cosa c’è di puro e naturale nell’amore?
Cosa è l’amore?
Badate bene che non sono una che sta troppo a pensare all’amore, e sono anche particolarmente lontana dalla concezione romantica di questo..ma..già che ci siamo…
Cosa ho scoperto? Tante cose.
Una tra queste è il fatto di poter amare contemporaneamente più persone. La monogamia (almeno come “atteggiamento mentale”) non è assolutamente naturale. Non è vero che noi siamo predisposti ad amare una sola persona..e non è neanche vero che esiste una anima gemella in quanto tale..
Esistono le persone che più ci corrispondono, con cui ci troviamo bene..che sentiamo di amare…
Ma potrebbero queste essere più di una?
Non voglio fare un inno alla poligamia. Dico solo che…
L’amore non è un sentimento,alla fin fine. È una idea, che influenza le nostre emozioni, i nostri comportamenti, il nostro modo di vivere in coppia…
Forse trovare la persona giusta significa semplicemente trovare una persona che ha le stesse idee al riguardo…una persona che ha la tua stessa idea d’amore.
Nell’amore troviamo quello cerchiamo. L’amore risponde ad i nostri bisogni.
È per questo che non si può definire né delineare. L’amore racchiude in sé un sacco di cose…può significare un sacco di cose per un sacco di persone diverse..
Tralasciando il grande problema se definire l’amore come ideale /sentimento..sicuramente l’amore è la “cosa” più egoista del mondo..
L’amore non nasce dal bisogno di “Dare” qualcosa, ma esattamente dal bisogno opposto: quello di ricevere.
No? Non è cosi? Forse alcuni direbbero che non è cosi. Che il loro primo pensiero quando si innamorano è fare felice l’altro. Ma è veramente cosi?
Quanto sono complicate le relazioni..e quanto sono ambigue!!
Ripeto ogni giorno a me stessa che è necessario chiudersi in un caldo e rassicuramene isolamento interiore, giurando di non permettere a nessuno di capirmi ed “entrarmi dentro” (nonostante l’ambiguità della frase,no ne trovo nessun' altra cosi evocativa..)..crogiolandomi nel vuoto che a volte sento dentro..
A volte mi chiedo quanto durerà….e quando io stessa crollerò..
Magari un giorno anche io mi scoprirò “romantica”..e,sconfitta, mi abbandonerò all’(o nell'???? stupida ignoranza grammaticale!!!)illusione di credere che l’amore sia un sentimento forte e genuino..e non una stupida idea complicata di cui penso di poter fare a meno..
Ho solo detto un mucchio di stronzate banalissime..
E magari mi pentirò anche di aver pubblicato queste idiozie..
Ma mi solleva il fatto che questo blog nasca come angolo dei pensieri cazzoni…
Contribuisco,cosi, a renderlo tale…
Viva via la mia idiozia!!!!!!
:)
sabato 26 aprile 2008
La Festa di Primavera
Proprio così, signori.
E ho capito che era arrivata non come fanno di solito le persone, l'ho capito una sera, l'altra sera, per essere precisi, quando avevamo dato l'esame. L'ho saputo. Dalle forze che c'erano in gioco.
Dalla corrente che si sprigionò.
Ed è stato l'inizio di qualcosa, la fine di qualcosa. E' stato qualcosa di per sé.
Ora che lo scrivo sembra passato molto tempo, in realtà è stato un paio di giorni fa.
Da allora nessuno ha scritto nulla, o quasi.
Siamo entrati di corsa nella primavera, come il fulmine che ha squarciato il cielo quella notte.
In questo momento scrivo, forse per non dimenticare, forse per non fare quello che dovrei. Forse per rigustare ognuno di questi momenti.
Tlaloc fa sentire la sua voce...

Ci indirizza verso un tempo di fertilità, di Primavera Eterna e di gioia, di avventura. Insomma, è il momento di partire.
E' il tempo di esplorare nuovi luoghi, di battere nuove vie.
E di gustare le vecchie. E non dimenticarle.
Tirare le somme, apprezzare la strada che abbiamo fatto.
E tutto questo...
...me l'ha detto quel fulmine, quella pioggia, quella sera di ubriachezza e risate.
Sì, insomma, un po' troppo retorico per quello che in realtà è stata quella festa. E le sere successive.
Ma le mie visioni notturne si popolano di draghi, serpenti piumati e arcobaleni, bocche dorate e vicende caraibico antillane. Insomma, ho già il sapore di terre lontane in bocca.
E non so perché, ma un po' mi dispiace.
giovedì 24 aprile 2008
la banalità della sincerità
Dai su..non diciamo balle. Non diciamo che amiamo quando le persone sono sincere,quando noi siamo sinceri..quando tutto il mondo è sincero. Che il mondo sarebbe più bello se tutti dicessimo la verità..che l’ipocrisia è una brutta bestia.
Sono tutte delle stronzate.
E sapete qual è la cosa più paradossale? Che io,per essere una persona che incita all’ipocrisia, sono abbastanza sincera. Il paradosso più incredibile,oltretutto, è che sono sincera proprio nel momento in cui non dovrei esserlo. E dico la verità nel momento in cui dovrei mentire,fingere,costruire una seconda verità…
Com’è il detto? “predicare bene e razzolare male?”. Bene: io predico male e razzolo peggio.
Ma vi immaginate che mondo sarebbe se tutti dicessimo sempre quello che pensiamo?
Se tutti dicessimo la “verità”?
Sarebbe decisamente un mondo di merda.
Bisogna essere furbi. Bisogna capire quando bisogna dire le cose e quando no. Bisogna capire quando dire menzogne o no.
Qualcuno diceva che “ci sono menzogne che semplificano la vita, cosi come ci sono verità che la complicano”. Questa frase potrebbe apparire meschina,in un certo senso. Lo è? Non lo è?
Che importa? È realista. È VERA.
Ma io non imparo mai.
E forse sono troppo poco furba per poter essere ipocrita quando ce ne sarebbe di bisogno.
sabato 19 aprile 2008
Notturna Storica a Quattro mani
Benvenuti al piccolo cinema onirico
Prima di dormire ad un passo dal risveglio
Puoi vedere cose che trovi soli lì
È uno spazio grande poco più dell’universo...
Se vorrete seguirci in questa Notturna,
(da intendere sia come Notturna che dispiga le ali musicali
nello scivolare delle dita di Chopin
su tasti neri e bianchi del piano,
sia come passeggiata Notturna,
scalando la vetta di una montagna con scarponi pesanti,
...arriveremo in baita?
fate la vostra X a piaciemento)
vi mostreremo galassie fantastiche
dai contenuti tangibili incredibBili,
riproducibili in qualunque momento vi sia una o più menti,
come la mia, come la tua, la sua, le vostre, le nostre...Ecc ecc ecc.
Di me ho da dire:
l'aterazione psicofisica è un dolce
raggiungere la fine di un conflitto,
quello delle voci interiori.
Ebbene sì, io e l'Altro,
(sì Tolla, proprio quel figlio ora riconosciuto
che ho scoperto di avere preparando l'esame di PSICOLOGIA DELLA MEMORIA)
abbiamo fatto pace per qualche ora,
una di quelle tregue che permettono di raccogliere i cadaveri e i feriti dopo giorni e giorni di fisica lotta, sotto le mura assediate delle mie intime verità
(quelle che io difendo sbandierando una copertura labile di fervido orgoglio femminile),
per una degna sepoltura.
Questa notte, quella in cui voglio condurvi... dentro di me non si combatte.
io e il mio nemico oggi, nella volontà della tregua, siamo una cosa sola.
La prima stazione è il dopolavoro ferroviario;
siamo pronti a partire, bagagli in mano, orizzonti lontani negli occhi.
Dietro ci sono le attese sotto la pioggia, delle pizze deludenti;
davanti tutti i sogni della notte effervescente.
La locomotiva, pigra, lascia il suo posto al centro della piazza e inizia a sbuffare fumo nelle praterie selvagge di Bologna.
Noi paghiamo per il concerto e ci sediamo fuori, anche noi a sbuffare fumo e a contattare gli alieni cinesi.
Le distanze si riempiono di aspettative.
Inizia il concerto, o quello che è, dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Inizia con un po' di confusione da parte nostra:
c'è un cadavere sul palco...
ma suonano con la maschera? Ma che sta facendo? Ma si vede?
certo che quel tizio li poteva imballare dietro le quinte quei pacchi!
Poi lo schermo si riempie di linee, frasi, disegni e parole che si evolvono e tracciano il profilo di un poeta scomparso, vivo nei tratti morbidi dell'acquerello.
tutto è cosi vicino che sembra ti poter toccare il foglio col naso...
I cantanti non cantano, gli astanti non a-stanno: in piedi non resistiamo.
Pasolini pure se n'è andato; ha lasciato solo i suoi libri:
Per quali strade il cuore si trova pieno, perfetto anche in questa mescolanza di beatitudine e dolore?
Il cielo si gonfia e piove.
Su le tamerici salmastre ed arse. Sui nostri vestimenti leggeri
Per dio, siamo zuppi ora che il ponte di via Stalingrado è passato con i suoi rossi ricordi di tempi ormai lontani, con il suo ora di pioggia.
Il viaggio continua, incerto, di portico in portico, di tappa in tappa.
Cerchiamo il cuore pulsante della notte.
I più si arrendono alla pioggia; gli irriducibili sognatori ancora credono che ogni goccia possa nascondere un pesce arancione.
Guardiamo l'acqua, cerchiamo il confine tra la pioggia e il sereno, che gioca a nascondino con la luna. Basta perdersi in un sorriso e varcare la soglia.
Se avrete la pazienza di seguirci...
io e Filippo vi porteremo nel nostro piccolo cinema onirico
alla proiezione delle 02.30
al Portico dei Servi e in Piazza Maggiore...
Ci sediamo sotto i portici, sotto il cielo, per un'altra fumosa partenza.
Ci sediamo proprio sotto alle telecamere.
Dei carabinieri. Ma continuiamo il nostro cammino notturno.
Il cammino di Cristo. Come nella parabola del cammino notturno di Cristo e delle quattro mani. Sfogliamo la serata da sotto il portico.
Tolla ci raggiunge; in silenzio ci manipola, si assicura di non dover fare il cavaliere e si garantisce una scorta fino a casa.
Noi seguiamo il cammino nella notte verso le piazze di una Bologna umida e invasa da meccanici insetti spazzini.
Premessa: questa settimana densa d'acqua mi fà sentire come
"Monologo di Isobel metre guarda la pioggia piovere su Macondo",
e io imbarco acqua come una vasca da giardino.
Umoralmente parlando.
Ma ieri camminando per Bologna,
di colore arancione e blu notte
e luccicosa, piu che genericamente illuminata, di luci artificiali...
sembrava di stare dentro una di quelle foto scattate
dal buon vecchio amico Oxley in Canada.
così pensavamo io e Filippo (era concorde? no lui si sentiva piu in un quadro impressionista, dalle macchie sfuocate...
ma c'è sempre il dubbio che siano gli occhiali)
in botta!
eravamo troppo attivi per andare a dormire subito...
pur avendo lo spettro di cristo e il giudeo-cristiano (uno per tutti, come il milite ignoto) a spaurirci...
e quindi dopo una camminata spedita a fendere la folla umana di via Petroni...
ci spalmiamo (di peso, dal petto al naso) contro il vetro di un bar,
che fà da "PARAPETTO" tra il portico e la strada.
dove avrebbero dovuto esserci sedie e tavoli...
infatti noi vorremmo un te caldo.
il bar è chiuso.
già...
dove lo trovi un bar aperto a quest'ora.
già...
pero ci starebbe proprio no?
non è freddo.
ci vorrebbe un bar per bere un te in una piazza aperta.
o su un balcone.
sii...
ma noi non abbiamo un balcone.
e guardare la gente e le macchine passare.
sii...
Cristo prosegue il suo cammino nella Roma Antica
e attraversa le strisce di via S.Vitale per andare dai Vecchi...
noi lo staimo a guardare.
sicuro, non si ferma dai Vecchi, và a studiare lui...
E come la storia della lepre e della tartaruga.
noi siamo le due lepri.
guardiamo le nuvole muoversi.
blu sullo sfondo blu.
Confesso al mio compagno di pellegrinaggio
che ho sempre desiderato varcare la linea dove prima piove e un metro dopo non piu,
ad occhio e croce gli dico che piu o meno secondo me questa sta infondo a Piazza Androvandi, ma è solo una supposizione perchè infondo io questa line a non l'ho mai trovata quindi dubito che esista... è un po come la storia degli animali che cercavano l'orizzonte, ma non lo potevano trovare perchè una volta raggiunto dinnanzi ne avevano sbito un altro. e continuarono tutti insieme a girare... una giraffa, una scimmia, un rinoceronte finchè non capirono che era impossibile raggiungere l'orizzonte.
...
un muretto!
ci vuole un muretto!
andiamo al Portico dei Servi!
sii...
scendiamo dal marciapiede, attaversiamo l'incrocio, facciamo 2m...
ci fermiamo, ci giriamo.
prima pioveva, ora non piove piu.
guardiamo con piu attenzione, ci confrontiamo:
li piove... qui non poive piu.
li ci sono le goccioline che cadono sull'asfalto, sui san pietrini e sulla superfice delle pozzanghere... qui, no. Sui freschi pensieri che l'anima... non piove piu!
ora bisogna solo convincere l'incredubiltà che anche lei varcato con noi la tanto vagheggiata soglia...
ci sediamo al Portico dei Servi...
placida conversazione a brandelli:
non so...
ci vorrebbe...
sai cosa...
non so se bere un sorso del mio te verde dalla bottiglietta verde di plastica o...
fumare una sigaretta...
una cannina...
secondo me... una cannina!
sii, perfetto ma non una...
no no... una cannina...
PAUSA
inizia l'attività di produzione artigianale di cannina.
gambe stanche stese sul pavimento del portico...
ehi, guarda quello come cammina...
racconti di cassaforti piene di bucce d'arancia ammuffite!
fil...
um?
ci sono le telecamere li?
...si si.
una è li!
e puntata della'ltra parte...
e quella li?
su di noi...
...
...
ah.
E qui i salti di tono, di stile, di stadi psichici avrà già annoiato tutti. O i più.
I meno, comunque, che sono ancora qui, vorranno sapere se le telecamere dei carabinieri hanno avuto qualche ripercussione su di noi... Beh, vuoi perché le forze dell'ordine erano intente a fare altro, vuoi perché hanno avuto pietà del nostro microcannino, fattostà che io e Claudia siamo rimasti illesi sotto il portico.
Di fronte a San Petronio, Claudia mi rivela che sono invisibile sullo sfondo
bolognese;
Cazzo fil! sai che tutte le volte mi giro e non ti vedo!? mi piglia un colpo... sei vestito dello stesso identico colore delle colonne e sei fermo immobile! ti confondi! sai sembri...
Sono un Gargoyle nella notte,
un po sfigato come Gargoyle, perchè sei qui da solo... dove sono tutti gli altri che stanno ai piedi delle altre colonne? beh dai... ma lo troviamo qualcuno... che ti fa compagnia, qui, a fare il Gargoyle, dopotutto non sarà un cosi brutto mestiere! di giorno ti ignorano, la sera ti sgretoli un pò...
risvegliato per un concerto,
però! ...e che concerto!
deluso, bagnato,
ma consolato dalla Luna, grande meringa spumosa di fronte alla Lampada
che le da' vita ogni notte, malgrado stormi di estive mosche nere.
guarda la luna com'è vicina alla torre.
l'uomo della luna ora entra nell'orologio...
...chi?
l'uomo che vive sulla luna con il suo cane.
ha il compito di accendere la luna ogni notte.
mmm... sai, non lo so fill, non ne sono convinta.
io di questa luna direi che è piu una meringa... bianca, vista dall'alto!
quindi è la meringa che illumina, che fà luce?
no, no, certo che no... è la lampadina che le stà dietro!
Sotto l'abat-jour del cielo una gargolla è indecisa se essere Tirannosauro o Grifone.
c'è un tirannosaurus rex su S.Petronio...
lo vedo ma a me sembra un grifone!
allora, seguimi... ti faccio fare un gioco troppo bello!
entra nel gioco! pensa che ci stai dentro...
è un sabato sera tardissimo,
tu e un tuo amico siete ubriachi marci e gli ultimi superstiti di una serata orrenda
in un bar, uno di quelli bui con le luci un po basse, di periferia.
hai presente?
è ora di chiusura e sei solo tu, il tuo amico in un angolo in stato semi-scosciente
e la tipa del bar che pulisce il pavimento appiccicoso col moccio...
tu ti sei bevuto tutto, tuttissimo...
ma infilando per caso la mano in tasca scopri di avere gli ultimi 50cent,
ci sei!?
allora, traballante ma deciso...
ti avvicini a quella parete del locale con le macchinette per giocare...
salti la slot machine e vai dritto alla macchinetta dove puoi trovare piu giochi,
quiz, carte e... il gioco delle differenze!!!
quello con le due immagini vicine accostate
che dovrebbero essere perfettamente uguali e invece...
devi trovare i difettini impercettibili e toccarli con dito.
questi diventano cerchietti verdi o x rosse... o vivceversa, non so.
hai capito?
si!
ci sei?
si!
...bene.
ora voltati, guarda la superba gigantesca immagine di S. Petronio che hai davanti agl'occhi.
Trova e tocca col dito le differenze
tra le due metà della facciata.
Sotto i portici di Piazza Maggiore si radunano i fedeli
della nuova setta giudaico-cristiana della religione della Doccia e del Bagno.
è la religione che fondo io, te lo giuro...
è un po di tempo che ci sto pensando...
è una religione per l'igene spirinteriore...
ti conviene provare, poi stai benissimo.
Gli iniziati conducono i neofiti attraverso spogliatoi immacolati,
dentro a stanze al vapore e doccie da cui non c'è via di scampo.
Nel frattempo l'Acqua sacra ha raggiunto anche i nostri culi.
La via del ritorno volta le spalle alla meringa celeste,
ma la passeggiata notturna nasconde ancora scoperte e sorprese.
Incontriamo un Enver Cem con relativa fanciulla ventosa
e nel segreto dell'illegalità, come nelle catacombe,
celebriamo la notte con un bombolone al cioccolato.
La notte schiude le sue labbra ed è già passata,
rimpiazzata da una mattina azzurra, limpida di voci di rondini.
E la passeggiata all'interno di una notte
ha lasciato i suoi frutti sul cuscino,
rimboccate le coperte ai suoi figli.
Ed eccoci Signori e Signori,
all'ultimo accordo vibrante
e alla vetta del nostro pellegrinaggio notturno,
piantiamo la bandierina,
con cristo per cristo e...
in Bologna.
Difficile ricostruire i passi di quella notte,
qualcono deve essersi mangiato le molliche di pane che lasciavamo dietro di noi per non scordarci mai l'ebrezza della notte e il delirio...
forse il Sonno,
forse la sanità mentale,
il primo brivido di freddo una volta a casa, appena sotto le coperte?
il primo solletichio per fame la mattina? ...colazione!
tolla?
filippo stesso...
naaà...
si siamo incontrari alle Porte dell'Amnesia il giorno seguente, sò che non puo essere stato lui, non mi ha tradito. Quindi...
queste briciole.
le uniche rimaste, sono qui.
in questo post.
...un po confuso, arrossisce.
...con la camicia spiegazzata e i bottoni sbagliati.
...emozionato come un bambino il giorno della prima comunione.
l'abbiamo spinto fuori di casa Pachistrano a spallate altrimenti...
fosse stato per lui...
il naso fuori non ce lo metteva.
Attende che Fill lo rammendi un pochettino
c'è molto da correggere, sì
dal momento che le sue parole sono state saccheggiate e vilentate
dal copia incolla del mio spirito d'iniziativa.
Mi scuso, ma puntavo anche all'effetto sorpresa...
Questo perchè volevo dire...
come sempre tutt'altro.
e cioè...
gli atti di sincerità li facciamo solo per essere sinceri nei confronti di noi stessi.
Quindi, facciamoli tra noi e noi.
Tanto è lo stesso.
Notte.
venerdì 18 aprile 2008
Opera di una serata miope, in due atti
Scena I
Siamo io, Marta, Claudia e l'amico di Claudia, lo storico. Su di un palcoscenico. In mezzo a una festa dell'Università popolata di bolognesi circospetti.
Non siamo soli sul palco, ma la scena è tutta nostra.
Si inizia facendo su e cercando di sovrastare l'odore dell'erba parlando del più e del meno. Con scarsi risultati.
In men che non si dica Marta entra in catalessi e inizia a guardarsi intorno come se fosse un morto vivente in un museo di body art. In tutto ciò Claudia cerca di ballare, ma il palcoscenico non convinnce nemmeno lei e si rimane seduti.
L'amico di Claudia inizia a parlare di politica e sfiora, chissà come la parola loggia p2. "Ma che cos'é?!?" Così inizia una storia.
Scena II
Inizia un viaggio nelle parole dell'amico di Claudia, tra accuse, complotti, neofascisti e guerre civili. Una sorta di misto tra Eyes Wide Shut e Il Labirinto del Fauno. Tutto condito dall'incredulità di Claudia qua e là. E dagli sguardi ciechi di Marta che non parlava più. Conclusa la storia Claudia chiede perché p2. La risposta, lapidaria e grave è... p2. Claudia decide di non crederci, che è meglio.
Scena III
Il palcoscenico si allontana per lasciare spazio alle vie del ghetto. Claudia e il suo amico ci abbandonano per continuare la serata; Marta si trascina a casa. In tutto questo riesco a convincerla, l'indomani, che ci eravano accordati perché lei cercasse gli orari della loggia p2. Non si ricorda nulla, è malleabile. Purtroppo Tolla e Gallo dormono e non si possono godere Marta in queste condizioni.
Scena IV
Rimango solo su una scena fluida. Cammino per strada, dove mi rattristo, intimorito dalla possibilità di perdere la botta se non parlo con nessuno. Ma nel frattempo mi rendo conto che il mondo che mi circonda è composto da personaggi dei fumetti di Jacovitti. Eccezionale. Tre ciccottelle terroncelle che dicono di una quarta invidiata "quella si campa alle sue spalle". Una voce dall'altoparlante dice al camion che fa retro "ancora un mezzo pelo". Una voce inizia a cantare dentro di me più forte dei miei pensieri.
ATTO II
Orme di piedi nudi e begnati,
ombre che si confondono,
voci che chiamano lo scorrere del bus:
temo la fine del marciapiedi
come la pozza più in là.
Dorate montagne parlanti dialettalmente
pestano merde mosaicate di violenza legale.
Urgenti flussi di sensi
indirizzano velocemente
i miei piedi alati pindarici
mentre arabeschi etnici colorano
i miei orizzonti.
Musica emozionale temporeggia
macchie di significato celebrale.
In tutto ciò un'aurea pioggia
richiama finniche ascendenze
e amori ritardatari e non curanti.
Cammino, striscio
su mollicci pavimenti
in un volo infinito
al suono di flauto.
MAZEL TOV!
E baci passionevoli di altre passioni
che sento adunati dalla stregoneria
potente d'amore.
Ondeggio tra zip e latenti sussurri,
solo come il mazzo di chiavi senza più serratura
che mi avrebbe potuto salvare la vita
da una scena di csi.
Senza punti ascendo
al regno dove si è già compiuto il misfatto.
Piove sulle mie guance,
sulle tue pioggia non mia.
Ancora voci canzonano
la mia memoria di rossi ricordi
pesanti come la gelosia
galleggianti come sughero.
Bollente il contatto con la tua carne
mi marchia in un inseguimento
infinito e vano
del calore di un sole
in una valle di buio.
Vuoto di parole siglate
d'amore
il mio muscolo
si secca
e issa bandiera bianca
nella resa alla tua assenza,
di distanze colme di infinito
tra due corpi scalpellati
via l'uno dall'altro,
come ai piedi del Vittoriano.
Senza limiti continua il viaggio
tra bianchi marmi
d'igiene umida e sporca
mentre tu mi tappezzi
di cuoricini le pareti
dell'inferno.
Lì le calze son spaiate
e puzzano d'erba come
i piedi nudi d'estate
e tutto sa di fragoline di bosco
appena raccolte.
Ma qui dove i progetti diventano realtà
l'aria sa di fumo
le labbra di alcool
l'irrazionalità di veleno
e tutto sulla carta è meglio
più fluido con l'inchistro
come un'appendice del mio braccio
che non si stacca nemmeno ora
che la vita si scolora.
Mi spoglio dello sporco di oggi;
non ricordo da quanto è lì,
ma non è più buono.
Ma forse ho i gusti strani io.
E le voglie.
E ho ingoiato un seme
da prostituta,
al liquore;
mentre pure il cavo morirebbe
pur di non stare al mio posto,
non lui-tra-le-tue-braccia.
Mi mordo il piede
dalla foga di mettere a letto la serata
senza una loquace eterìa
morbida al tatto
come un solletico di vento
che possa mescere le nostre anime
in un calice di vino
rubato
sotto il tramonto del mondo
agli occhi degli amanti.
Tra le due parole un bacio
nascosto dalla sola nebbia
della follia spudorata
di una bimba ingenua.
Faccio la mia giocata,
e faccio bene;
non per una statua
ma per la solitudine.
Ma non ricordo la melodia
di un tempo d'amore
estivo
sentita prima di addormentarsi
abbracciati.
giovedì 17 aprile 2008
....E se Tolla mi dice che sono ridicola infantile e capricciosa, me ne sbatto, tiro dritto.
1934
13 gennaio
E’ partito. La nave salpa sbuffando il suo monotono fumo sullo schermo del cielo. Fischia, ansima, se ne va, portandosi via Monsieur Presle, il mio professore di lingua francese.
Ho sventolato il fazzoletto e ora lo inzuppo di lacrime prima di stringerlo, stanotte, tra le gambe, sul cuore. Oh, God, chi mai conoscera il mio tormento, chi mai saprà che Monsieur Presle porta con se tutta 1’anima mia, la quale è certamente immortale. Non mi ha mai fatto niente, Michel. Monsieur Presle, voglio dire. So che gli uomini della sua età fanno certe cose alle ragazze pazzerelle della mia. Quali cose e perche? Lo ignoro. Io sono vergine, vale a dire non ho mai subito manipolazioni (“terreno vergine: terreno che non ha mai subito manipolazioni” dice il dizionario). Monsieur Presle non mi ha mai toccata. Soltanto la sua mano sulla mia. Talvolta essa mi scivolava lungo la schiena per darmi qualehe leggera pacca sul popo. Semplici gesti di cortesia. Mi ha insegnato il francese e con un’ostinazione! Me I’ha insegnato non proprio tanto malaccio, poiche in suo onore, in ricordo della sua partenza, intendo dire, mi accingo da oggi, ora, a scrivere il mio diario nella sua lingua materna. Sarà il mio scritto di francese. E’ 1’altro, quello di inglese, lo sbatterò nel fuoco.
“Sbattere,” mi diceva, “è una delle parole piu belle della lingua francese.” Significa gettare, ma con piu vigore. Per esempio (ripeto qui i suoi insegnamenti, e che stuzzicante piacere ripetere i suoi insegnamenti, un dolce calore mi invade la cassa toracica: dalle scapole piatte al mio giovane petto che non lo è piatto), dunque, per esempio: “uno si sbatte una birra nel gozzo” e “un diamante che ti sbatte la luce negli occhi”. Gli piaceva tanto farmi conoscere le sottigliezze della lingua francese, a Monsieur Presle, ed è per questo che ora, in suo ricordo, per sbatterglielo un giorno in faccia, vado a continuare il mio diario intimo nel suo idioma natio.
Il diario lo scrivo da quando avevo dieci anni. La mamma mi diceva: “E’ una buona abitudine per le bambine, sviluppa la loro coscienza morale, le perfeziona e tutto ciò, sbattuto in faccia al curato, lo induce a consacrarle suore fino alla morte”. Io non sono di questo parere. Non che pensi male delle suorine, ma ha ben altre cose da fare a questo mondo una persona di sesso femminile. In questo, sono del parere di Michel, il mio adorato prof di francese, ah, se avesse saputo come ripetevo il suo nome, di notte, fino a cadere in trance! E’ strano, ma qualche volta ho come delle crisi notturne pensando a lui e dopo dormo splendidamente.
Sì, eccolo partito sulla nave e sul canale Saint-George al tempo stesso. Che cosa non gli devo? Uno: poter scrivere il mio diario segreto in francese; due: avere il cuore languido; tre: le suddette trance. Sentendomi cosi sola sul molo, ho preso due solenni risoluzioni in questo giorno d’oggi, mentre la luna notturna si dondolava lunarmente immobile sotto la volta dei cieli illunati, rischiarando di un pallore lunare il vascello dove Michel si abbandonava al suo avvenire universitario e non irlandese. Ho preso dunque una duplice risoluzione, due punti, primo, di scrivere il diario non piu in inglese, lingua da marinai insulari, e ci vuol poco a esser marinai quando si vive su un’isola, bensi in francese, i quali francesi, invece, abitano a volte sulle montagne e persino in mezzo alle pianure; secondo, poi, di scrivere un romanzo. Ma un romanzo, una roba seria, non uno che sembri scritto da una ragazza non manipolata; e in irlandese, per di piu, lingua che non so. Dovro dunque impararla, e perchè voglio impararla? Per fare come Monsieur Presle. Monsieur Presle è un linguista, conosce lingue di ogni genere. Ha preso in particolare lezioni di lazaro e di ingù con Dumézil. Ha imparato 1’irlandese in un battibaleno: il suo soggiorno a Dublino è passato come un lampo attraverso il mio muscolo cardiaco. Ma ci provava soprattutto in francese, e che bravo professore era! Tanto è vero che io scrivo correntemente i miei piu intimi pensieri in questa lingua con scioltezza e facilità. Se a volte mi manca una parola, me ne sbatto, tiro dritto.
Il diario intimo di Sally Mara, Raymond Queneau.
Potete pure pensare che vi ricorda qualcuno...
Orsù, è ora di farsi quattro risate sulla mia educazione sentimentale.
Per chi vive come me in una stanza abbandonata del linguaggio
Tù estàs en otro cuarto idéntico
O los dos estamos
en una calle que tu mirada ha despoblado
El mundo
imperceptiblemente se deshace
Memoria
desmoronada bajo nuestros pasos
Estoy parado a la mitad de esta linea
no escrita
Sono in una stanza abbandonata del linguaggio
Tu sei in un'altra stanza identica
O entrambi siamo
in una via resa deserta dal tuo sguardo
Il mondo
impercettibilmente si sfascia
Memoria
sgretolata sotto i nostri passi
Sono fermo a metà di questa riga
non scritta
mercoledì 16 aprile 2008
Un tecnoleso in famiglia porta sempre fortuna!


Vorrei rendervi partecipi delle avventure telematiche di Mafalda.
Mafalda un dì, non capendo assolutamente che cazzo fosse una lista di distribuzione, mandò un messaggio per iscriversi al ricevimento di ivo lo stregone. Purtroppo il messaggio non arrivò mai a destinazione, ma venne invece inviato a tutti gli studenti iscritti alla suddetta lista (tanti ve lo assicuro).
Questi, non capendo chi diamine fosse sta Mafalda e probabilmente facendosi un sacco di risate alle sue spalle, iniziarono a intasarle la casella di posta mettendola di fronte alla nuda verità: Mafaldaera una tecnolesa.
Passò un po' di tempo e Mafalda, conscia ormai delle sue malfatte, si aggirava per il web leggiucchiando qua e là, quand'ecco che le scivola il fosco ochhio su una nuova mail, l'ennesima mail da uno studente della lista di distribuzione...
Mafalda era già pronta a infilare la testa nel sacchetto d'obbligo in questi casi, quando s'accorse con somma gioia che non era un messaggio come tutti gli altri...
Il messaggio faceva così:
Ciao Matilde.
"Mi chiamo Sara, sto iniziando una tesi sui Mapuche, in Cile, per caso hai
interessi anche tu lì? Ho letto questo messaggio, non so perchè è arrivato a
me.
Se vuoi scrivermi sulla mail è xxxx xxxx ( donerò un po' di privacy alla Sara, conoscendo la strisciante depravazione di alcuni lettori :-D).
Ciao!"
Mafalda,rimasta per lo stupore con una faccia da ebete davanti al monitor, si ringalluzzì immediatamente e, sentendosi improvvisamente un drago del pc, iniziò a comunicare in tutti i modi possibili con la misteriosa benefattrice telematica (ovviamente tutto ciò sul web!)
Finale: Mafalda riuscì a mettersi d'accordo per incontrare la misteriosa benefattrice la settimana successiva senza ulteriori intoppi.
Morale della favola: Mafalda è orgogliosa di essere una tecnolesa ed è convinta che esista uno spirito, tecnoleso anche lui, che la protegge nelle sue scorribande telematiche.
Risultato: Mafalda si sente pronta per affrontare il test di informatica di lunedì.
martedì 15 aprile 2008
Ma Sei Sicura Che Non Mi Racconti Bugie??
Oggi sono stata a pranzo da una mia amica che era sola a casa.
Madonna…casa sua è fantastica. Abita un in mega villone con piscina e giardino inglese. Uno spettacolo…una di quelle case da giornale,insomma.
Dopo un sano pranzo (abbiamo iniziato con un’ insalata, affermando con veemenza che volevamo essere quanto più “salutari”, e abbiamo completato con un quartino imbottito con salame e formaggio), torno soddisfatta a casa,pronta per affrontare un noiosissimo libro sui sistemi religiosi.
Premessa: io mi incazzo con mia mamma circa una volta ogni 15 minuti (ha il magico dono di farmele girare ogni quando apre bocca)…comunque….dicevo…..
Stavo studicchiando,più o meno tranquillamente, quando ad un certo punto entra mia mamma, con aria perplessa e un po’ intimorita, chiedendomi: “ma tu mi racconti sempre la verità?”- “non mi dici mai bugie,vero?”..sono rimasta allibita per qualche secondo. Dove voleva andare a parare? Se la mia memoria non mi inganna, in questo periodo non ho assolutamente fatto niente da “bad girl”..anzi!! sono stata buona buona come un cagnolino ammaestrato.
In sintesi non pensava che io avessi mangiato veramente con la mia amica. Mi ha chiesto : “ma hai veramente mangiato con Carla, oggi?”, con aria fastidiosamente minacciosa…..
Adesso: Sono io permalosa? O semplicemente non sopporto le stronzate?
Dove cavolo sarei dovuta essere? Con chi,poi?
Mia mamma pensa che io faccio una vita assolutamente fuori le righe, da rock star drogata e ninfomane, insomma.
Oggi ero andata a fumarmi una sigaretta in mansarda, e secondo lei mi ero andata a fare una canna,perché invece di dire “maschilismo” ho detto “pelvinismo”. Ma si può? Sono semplicemente idiota di natura, non ho mica bisogno di farmi una canna per sparare cazzate. Possibile che non lo ha ancora capito? E sono sua figlia, oltre tutto.
Oppure quella volta che ha trovato un pezzettino di un materiale non identificato a terra.
Sapete che pensava? Che fosse ecstacy. Ma vi rendete conto???? ecCosa??? Incredibile. Ha detto che mi avrebbe portato a fare le analisi, che non mi potevo opporre al suo volere e alla sua autorità. Il bello è che più ridevo, più confermavo secondo lei i suoi dubbi! Come se la mia risata (che in realtà significava “ma ti sei completamente bevuta il cervello?”) significasse “cavolo-che-faccio-mi-ha-beccato-e-siccome-non-so-come-reagire-rido”..(le risate se l'è fatte anche lei quando abbiamo scoperto che era solo dentifricio..)
In sintesi. Cosa posso fare?
Devo cominciare a drogarmi veramente,a questo punto.
Sapete la teoria psicologica della “profezia che si autoavvera?”; quando un ragazzo commette un errore, magari per una sola volta, e gli altri cominciano ad etichettarlo come “delinquente”,per esempio, con il risultato che lui poi lo diventa veramente?
Ecco: se diventerò drogata,sballata, pazza…un giorno…..sarà solo colpa sua…E delle sue incredibile paranoie..
Ma adesso basta..riprendo a studiare..ma prima…

Dopo tutto, ce lo aspettavamo....
lunedì 14 aprile 2008
Graforrea post elettorale
Per gli altri.
Per loro ho votato.
Non era mia la croce che ho inchiodato stamattina sulla scheda.
Mentre uscivo nell'androne lungo e vuoto del seggio 14 ho pensato che queste sono le istituzioni.
Marmoree.
Monumentali.
Sono fasciste già nell'architettura.
Figuriamoci il resto.
E la cosa che mi fa più specie è che sono VUOTE.
Non è come questo mercato, vibrante, attempato, indaffarato.
PIENO, insomma.
E vicino, anzi, interno, al mio vagare.
Questo dovrebbe voler dire governo.
Appena uscito dal seggio 14 ho sentito un conato di vomito.
Adesso mi fa solo male il fegato.
Mi voglio viziare per esserci riuscito.
Per aver fatto quello che credo giusto. Per gli altri.
Il mercato allevia i miei dolori;
mangiare solo mi riporta la pace.
Mi compro una bistecca della frutta dei salumi del formaggio... dimentico il pane (PD!) e sopravvivo alle elezioni.
Infinito dei Piccoli

certificatimati says:
tizio il tizio qui illustrato, una spugna ha raccattato, strizza un poco per provare e ne esce tutto un mare
FilEsploratore says:
ahah
certificatimati says:
l'acqua arriva fino a l petto, salta dentro a un bariletto
certificatimati says:
il barile ha un buco in fondo, giunge un cuoco tondo tondo
certificatimati says:
non c'è posto col grassone, tizio cambia imbarcazione
certificatimati says:
c'è un castoro sul cuscino, tizio schiaccia un pisolino
certificatimati says:
il castoro ha una famiglia, quattro figli ed una figlia
certificatimati says:
fanno un chiasso maledetto, meglio andare in cima al tetto, entra allor nell'abbaino, ma c'è un topo un po' grandino
certificatimati says:
lo trafigge in un momento e riparte vele al vento
certificatimati says:
è di carta la barchina, ma un delfino s'avvicina
certificatimati says:
SE VUOI CHE SMETTO DIMMELO
FilEsploratore says:
cinque cimici cinesi ed un micio confuciano si facevano da mesi la battaglia sul divano schiaccia quella mordi questa graffia quella schiaccia questa gli rimase la più bella ben nascosta sulla testa ma confucio disse al micio lascia vivere l'insetto meglio fare un sacrificio che restar solo nel letto così il micio confuciano donò a cimice la vita se la tenne sul divano e la battezzò prurita
FilEsploratore says:
ahah no, io ho un cannone chilometrico in mano, mi diverto!
FilEsploratore says:
;)
certificatimati says:
DUNQUE
FilEsploratore says:
somiglia a CINQUE
FilEsploratore says:
chissà perché
certificatimati says:
lo trasporta in alto mare, trova un monte da scalare, ma quel monte era un vulcano, giunge in tempo un aeroplano
certificatimati says:
troppa gente accatastata, tizio scende alla fermata
certificatimati says:
poi gli vien malinconia e una strana funivia, lo trasporta come niente finonell'estremo oriente
certificatimati says:
un cammello molto esperto lo conduce nel desrto
certificatimati says:
finchè guinge in una valle ma nn passano le spalle
certificatimati says:
hhahahah dovresti vedere i disegni
certificatimati says:
con cinquanta pollastrini, in funzion di palloncini
FilEsploratore says:
ahaha
certificatimati says:
fa una sosta su in baviera, poi è a roma verso sera
certificatimati says:
tizio è sempre più sudato, quindi ordina un gelato
certificatimati says:
ma non è di menta vera, parte per la selva nera
certificatimati says:
c'è di neve una tempesta, fugge allor nella foresta
certificatimati says:
quando vede un bel momento
certificatimati says:
un enorme bastimento
certificatimati says:
con sei piedi ben piantati, che cammina per i prati
certificatimati says:
poi avvista un camiciotto che gli accenna con un motto
certificatimati says:
di indossarlo e all'improvviso, si ritrova in paradiso
certificatimati says:
dopo un volo da cometa, è arrivato su un pianeta
certificatimati says:
nel cratere sistemato, crede il viaggio terminato
certificatimati says:
ma purtroppo lì vicino
certificatimati says:
spunta ora un cappellino
certificatimati says:
è di un tizio qui illustrato che una spugna ha raccattato
certificatimati says:
........-.
certificatimati says:
strizza un poco per provare
certificatimati says:
puntini puntini
certificatimati says:
BELLODADIO
certificatimati says:
la storia non finiva mai!
FilEsploratore says:
ahahahah
FilEsploratore says:
figofigo
certificatimati says:
uno dei modi per scoprire l'infinito
FilEsploratore says:
sisi
certificatimati says:
quando si è piccini
FilEsploratore says:
ahah
certificatimati says:
quasi quasi la posto sul blog
domenica 13 aprile 2008
Istruzioni per Viaggiatori Sperduti
Filippo è cambiato un po'... è invecchiato. Anzi, talmente invecchiato da dire cresciuto.
E dopo un'apnea folle nell'ebbrezza di ogni singolo momento ha deciso di ricominciare a nuotare senza fretta, per godersi davvero il fondale. (Per Tolla: tranquillo, non vuol dire che smetterò di essere iperattivo e andrò a dormire facilmente!)
E quindi... che dire...
IL VIAGGIO...
[dopo una pausa di due ore da quando ho iniziato a scrivere]
...mi lascia senza parole.
E' come aprire le porte e saltare per strada. E camminare.
E' come liberare le briglie e galoppare in mezzo alla pianura.
E' guardarsi dentro, attorno; e quel vedo-non-vedo è il tg più bello del mondo.
Insomma... mi sono perso nelle parole di Claudia, mi ci sono ritrovato...
E dopo due mesi che sono fermo in un posto, proprio ieri, anzi l'altro ieri, mi ero reso conto che mi manca tanto prendere e partire. All'avventura.
E non c'era momento migliore per scoprirlo, perché sono già partito con la mente per le mete più folli, per i viaggi più portentosi, in missioni degne del Barone di Munchausen, spedizioni in compagnia di Verne e battaglie al fianco di Salgari.

Insomma, sono un ottimo esploratore, un antropologo da colonia... Un novello Stanley della psichedelia. Insomma, un esploratore del trip. Ma pronto (tranne gli scarponcini) a infilarsi nella giungla e nel deserto.
Casa è vicina, presente e assente, dentro e fuori.
Ma la partenza, il viaggio, squarcia una strada nel mio petto.
Da un lato quell'orizzonte inseguito, pregustato, da esplorare e in cui perdersi.
Dall'altro casa, famiglia, amici, impegni. Ma anche amori, sapori.
E mentre viaggio, ininterrottamente, sbarcare nelle acque calme di un abbraccio, di un sorriso, di uno sguardo condiviso è il sollievo che serve.
Prima che la nave riparta. Verso altri lidi.
In altre solitudini.
Per altre sofferte partenze.
E mentre la chiglia taglia le onde, la terra si fa lontana e l'aria prende il sapore del sale, quel bagliore che inseguo, tra le onde, lontano, all'orizzonte, si fa sempre più tangibile.
Diventa solido, cristallino.
E lo sfioro, come sfiorerei le sponde dell'artico scendendo da una spaccaghiacci.
E, proprio in quel momento, so.
Capisco che casa è un momento. Sono due note.
Un paio di note che dovrebbero essere la mia casa, secondo Benn.
In realtà si dimostrano essere la mia diaspora.
Le terre inesplorate di continenti ignoti si dispiegano ai miei piedi, si lasciano percorrere dalle mie mani che fremono per poter continuare all’infinito in questo semplice riempitivo dell’attesa, in questa disperata ricerca di un momento.
Questa caccia alle lucciole. Nel prato estivo dietro casa, o nel bosco più in su, dove l'erba alta sembrava quasi produrre quelle piccole scintille di paradiso naturale.
Coi barattoli, per rinchiudere un secondo di vita e metterlo sulla libreria.
No, non funzionerà. Le lucciole muiono.
I momenti muiono.
Ed il bello del funerale di ogni momento è che il momento prima lui c'era, per goderselo.
***
Ma vuoto era sempre più pieno di parole, simboli, mondi, universi, ma io rimanevo sempre lì, ad aspettare.
Ancora adesso non so cosa sto aspettando.
L’attesa è la dimensione temporale in cui mi sposto.
Il tempo è condensato in un punto infinitesimale che tende etrnamente a qualcosa di non definito.
L’assoluto? Dio? La fine? La comprensione? L’amore?
E in questo dare e ricevere, in questo fare e non fare si consuma ogni viaggio, e anche il Viaggio, mentre ogni possibilità si sfrangia e ogni meta si sgretola in mille istanti.
Ma che io viva solo per una cavalcata e mi perda tutte le altre non conta.
La mia cavalcata sarà selvaggia, viva, eternamente condensata in quel punto.
E già irrorava la terra di luce nuova, la prima aurora... a S. Maria in Stelle.

...che ne potevo sapere io che la messa era stata spostata questa domenica
ad una chiesetta vicina,
e che quindi, tutti gli stellini non sarebbero andati a votare uscendo dalla funzione?
come accade SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE...
La stampante sputa fogli all’impazzata…
Io sono alla scrivania e fisso lo schermo cercando di fare finta di niente,
cercando di fingere che la responsabilità del caos non sia mia…
sono a casa da sola, mi hanno laciata sola a casa con l'ascoltino acceso, perchè mia sorella Gemma stà dormendo...
Se fossimo in un cartone questi f4 bianchi li dovreste immaginare mentre mi volano attorno come coriandoli… e la stampante come un cannone spara coriandoli.
In realtà non sono piu da considerarsi immacolati, bianchi, f4 vergini, perché prima li scrive un pochettino in linguaggio stampatistico… tipo:
28652048750’vgdòl,nbfk
Esultare perché mia sorella ha perso la scheda elettorale;
Il che è un bene… perché è una stronza.
Visto che neppure nascondergliela era servito a non farle votare Tosi per Lega Nord le scorse elezioni.
Mancava così poco… io e mio fratetello ce l’avremmo quasi fatta se…
Nel giro di un’ora la sua scheda sarebbe stata in viaggio per Bologna nella mia borsa.
Tra fratelli è così, si è un po spietati, ma perché ci si vuole bene.
Itaca invece…
sono io, ed è la mia casa a S. Maria in Stelle…
io ieri sera leggevo ciò che voi avevate scritto sul vostro ritorno a casa e non volevo commentare.
Sapevo di essere entrata in empatia con ciò che stavate scrivendo… ma non volevo e non voglio,
provare nostalgia di me e della mia casa anche quando ci sono, dentro. Fisicamente… seduta in salotto!
Sono qui capite? Perché provare nostalgia per il qui?
La rabbia dell’ odio et amo.
Le mie colline… a cui bisogna sempre dare un senso che sia spirituale quando le si guarda…
con tutto quel brilluccicare di rugiada e stelle, con le sinfonie di uselèti e cicale,
e poi ora sotto le fronde argentee degli ulivi (…sono argentee lo sapevate?
Quando il vento muove le chiome sembrano banchi di pesciolini minuscoli),
ci sono anche i papaveri… in anticipo sui ciliegi quest’anno, il che non è scontato…
ve lo dico io, che il tempo di questa campagna ce l’ho scandito nel sangue!
verde e grassa come questa,
si punteggiava di rosso-papaveri,
e anche se non doveva accadere, accadeva…
perché io ero pronta e ormai con la mente lo aspettavo.
Salgo... mi chiudo in camera e scalpito.
Voglio partiiiiireeeeeeeeeee!!!
La partenza è una molla che scatta… e a me nelle ultime settimane è scattata troppe volte ormai!
Guardo fuori…
Si sa che quando si è in un posto si vuole sempre essere altrove…
E mi incuriosisce vedere in quali posti posso arrivare a seconda del luogo in cui mi trovo quando ci penso.
Da qui sono partita e sono andata a Bologna…
E ora da Bologna vorrei partire e partire ancora…
Faccio progetti concreti: Ho qualche soldo in tasca, bene!
Allora nella mente scorrono come un trailer (si scrive cosi?) immagini di paesaggi esotici, caldi, braccia nude, città profumate di spezie, terra gialla e sacca… io da sola, che provo stanchezza, gioia, paura e la potenza dello stupore, per esempio.
Chiudo il libro a due mani! Fa proprio PAM, un TAM attutito dalle pagine insomma…
Scendo le scale, con la celerità di chi ha un messaggio urgentissimo da riferire e vado da mia madre che legge il giornale.
Le dico che voglio andare a fare un viaggio da sola e stavo pensando di andare da sola (lo sottolineo come se ce ne fosse bisogno ma lei mi conosce, le lo sa…) in Turchia nei prossimi mesi… oppure in Giordania quest’estate, per ricongiungermi a zia Maddalena (il mio modello, il mio idolo!).
Ha alzato gli occhi dall’articolo sulla “sposa italiana”,
(caaaazzo… e poi ditemi che non sono sfigata anche solo nella tempistica!),
e mi ha detto che ci posso andare…
a patto che non mi muova in autostop!!!
…..yeeessss!!!....
…e poi mi dice che la Zia Maddalena è tornata dalla Giordania.
…noooooo!!!
Ed è a Montorio adesso (n.d.r: a 5km da casa mia…),
in attesa del prossimo traferimento.
Ok…….
Quindi il prossimo viaggio estivo sarà… al luogo del prossimo trasferimento!
Torno in camera…Un pocco rasserenata.
I Lestrigoni e i Ciclopi
Non posso stare…
Devo partire…
anche perchè, ti dirò,
Mi scaglia addosso nomi, cose, persone, animali, città…
(Ci si mette pure Piero Angela con i documentari su Ulisse…
Servono solo a rievocare fantasmi da maturità classica).
E poi ingloba sentimenti amari, come pillole amare, sciroppi amari, battute amare, verità amare, realtà amare…
Sorsi di… amari.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Lo so, lo so…
Ora mi commuovo, si… per la nostalgia del senso d’avventura al quale ho rimboccato le coperte e messo a dormire…
avete mai ancorato in un porto
una mattina d’estate?
Una prima volta e poi un'altra volta…
E poi una prima volta, e un'altra prima volta…
E chissa cosa avrà voluto augurarmi con "città Egizie"...
A volte ho creduto che i migliori dotti siamo noi,
e che le nostre azioni,
cosi come molte volte ho creduto che le cose migliori della vità le stavo raccogliendo a Bologna,
e il piu delle volte questo pensiero usciva dalle labbra di qualcuno mentre mi parlava,
no, no… lui parlava per i fatti suoi… e io vedevo quel mio pensiero uscire dalle sue labbra.
Vabbè… non è che una rappresentazione sù, una raffigurazione, una sovrapposizione di immagine e di significato!
Come la vogliamo chiamare?...
Lui/lei in quel momento diceva qualcosa che sarebbe entrato nella mia memoria a lungo termine come:
e questo accadeva sempre in piazza S.Stefano…
Sempre devi avere in mente Itaca
Ok, lo sto facendo…
Ma credo mi sia facile pensare di aver sbagliato strada piu volte,
come in quei giochi labirintici in cui devi attraversare e uscire....
ma vecchio mio, anche tu…
non puoi pensare che io ora consideri un po tutto, anche la mia vecchiaia…
è cosi lontana…
e cosi distante…
non riesco neanche a programmare 6 mesi di erasmus all’estero!!!
ho una coinquilina che scalpita per riororganizzare la sua vita da capo in 4 e 4otto!
Però si…
Insomma…
Anch’io ci credo…
Anzi forse quello è l’unico caposaldo che mi è rimasto della mia educazione…
Non aspetto ricchezza da Itaca, a Itaca…
Però quanti monete devo mordere sulla strada
nell’accumolo di ricchezze in saccoccia
scoprendo che si piegano…
E tutte le volte pensare: la tengo o la butto? La tengo o la butto?
Capisci?
Guardare una monetina tarocca e chiedersi quanto potrà valere un giorno?
Quindi, oggi che valore do a questa monetina tarocca?
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
Nulla…
Io amo moltissimo ciò che è, non sarei io…
Però, i pomeriggi qui, a volte…
Con la mia famiglia, con la mia casa, con il mio paese, con i miei amici di sempre…
I miei pensieri sono incompatibili e…
Non sempre li riempio.
Quindi, un po’ tornare, solo per fare una capatina e ripartire…
E non voler capire quest’insofferenza nello stare, se poi…
Nulla è cambiato.
Né qui ne in me.
E se la trovi povera,
scongiuriamolo…
non per questo Itaca ti avra`deluso.
…
vabbè và…
Costantino Kavafis,
mi hai convinto,
mettiti la giacca
che è uscito il sole
…e prima di prendere il treno e ripartire,
ti porto a fare a fare qualche tappa in giro tra le cose che della mia Itaca io amo di più!
Commentario ai post(er) di sotto
No, non è il caso.
Poi ho pensato a cosa avevo da dire... .
No, non è il caso.
Quindi mi decido per un commento-post sul quale probabilmente un sonno improvviso mi stenderà, ma necessario perché io possa addormentarmi.
Dunque... noto con piacere (forse pure un po' di ribrezzo) che le nostre vite-al-di-là non sono poi così diverse. Apparte quei sapori speciali di ciascuno (a casa mia non ci sono Gioia Infinita, ma Ti Do Una Sistemata Ai Capelli?!, non ci sono ginecologhe, soprattutto cilene, ma ansie da partenze e medici sportivi) il tempo si strascina avanti.
Noto anche che Mati è riuscita a scrivere. E con mia grandissima sorpresa non ha trovato il pulsante per eliminare l'intero blog!
Infine noto che (tranne Mati che vive un suo universo fatto probabilmente di allucinazioni) c'è una certa preoccupazione diffusa sul tema che fare... insomma, si può o no? E preoccupazioni ben riposte.
E non sto qui ad annoiarvi con quello che ho scritto su queste preoccupazioni.
Vi dirò solo che PD (e non è l'omonimo partito) non ho praticamente bevuto nulla e sono addirittura arrivato a rifiutare quasi per intero uno scotch invecchiato offertomi da una vecchia e stupenda amica del passato, compagna di intrattenimenti di classe.
E vedersi questa spada di Damocle senza attaccarsi alla bottiglia... uff... insomma Bukowski e Dylan Thomas non ci sarebbero riusciti.
Dopo tutto ciò e diverse ore passate al gelo di una Verdania davvero gelida a sentire battute dixie da tipi ubriachi pur di non attraversare le valli per tornare a piedi...
Posso dire di essere un Filippo nuovo. E capirete cosa intendo.
Intanto sono un Filippo stanco.
sabato 12 aprile 2008
Delusione per fallita osservazione partecipante
Di solito la prima volta che si fa qualcosa si possono esprimere desideri o cose del genere no? Ma varrà anche per le diavolerie tecnolese?
In realtà devo ammettere che ho già avuto a che fare con un blog, per dirla tutta col blog di filostrato, ma con risultati altisonanti. Ecco i due estremi.
1. il suo blog mi odia e nn mi riconosceva mai, ma proprio mai. Risultato: avrò 101010110920100 miliardi di account(si chiameranno così?)
2. sono entrata addirittura a far parte dei personal jesues di Erix per un neologismo.
Beh, che raccontarvi? Sono le otto di sera e sono appena tornata da un marimonio tra una ginecologa cilena che non si capiva bene se era la sposa o la bomboniera e un metallaro tatuato italiano, ma vissuto in germania, prontamente riconvertito al doppiopetto.(noooooo!!!)
Gli invitati: da una parte le "colleguccie" beote, tutte in ghingheri e con quei profumi che ti lacerano il cervello e dall'altra amici di lui, ossia sui quaranta-cinquanta tutti con un passato da figli dei fiori e sbronza perenne nel dna. Aggiungiamo una spruzzata di figli di lei e una spruzzata di figli di lui. Aggiungiamo un pizzico di marmocchi sgambettanti che tentavano di distruggere le aiulole e un branco di nonnini un po' grezzoni e contadini, con quella gestualità antica...
Il pranzo: empanadas chilene(veramente uno sballo), tartine e tartinelle, insalate di lenticchie, di farro, di riso e non e antipasti vari. Pescioada brasiliana fatta da una ginecologa brasiliana che si chiama Vieira.Pissarei e fasò(piatto tipico di pc) e lasagne di primi, arrosti di vario tipo forma e dimensione con salsine e salsette colorate i secondi. (perfortuna che avevo la gonnna se no accecavo qualcuno col bottne dei jeans)
TAAAAAANNTO BUON VINO
Insomma le premesse erano più che allettanti no? Eppoi io mi ero addirittura portata la macchina fotografica ( e voi sapete quanto io sia negata a fare le foto) pregustandomi lo sviluppo dell'incontro tra "colleguccie" e fattoni cinquantenni quando si fossero scaldati un po' gli animi.
E invece NIENTE. Le colleguccie se la sono filata alla spicciolata finito il pranzo ( 4pm ), e gli altri hanno continuato a gozzovigliare tra loro, cose viste e straviste....
Delusione per un'osservazione partecipante fallita.
Però per i lettori antropologi ho scoperto una chicca:
Rito proprio della macumba argentina(altra collega) per fare in modo che il giorno dopo ci sia il sole. E oggi, che ci crediate o no e nonostantele prevsioni, A Soprarivo di Calendasco, sul Po, c'era un sole della madonna.
far bollire un uovo in un pentolino e poi seppellirlo almeno 24 ore prima dove si vuole che ci sia il sole(ovviamente pronunciando parole sconnesse in simil-spagnolo che nn ho capito nè annotato).
Beh la finisco qui. Troppe cose da raccontare....ma mi rifarò!!! AHAHAH
OK.la smetto di terrorizzarvi e vado a pannolare la nonna.
Ciaoooo!
Matimaf
casalingo disperato.
Atmosfera strana nella bassa, borghese bergamo bigotta.
Qui nessuno pensa che Si Possa Fare.
Non lo penso neanch'io, quando decido di evitare di incatenarmi ai cancelli della scuola magistrale per evitare l'ovvio responso delle urne e propendo per una giornata di shopping alquanto qualunquista.
Non si preoccupino i miei consulenti per il look, sono rimasto fedele alla linea ( 2 maglie e 2 magliette tutte o nere o marroni o entrambi :-)
Sapete, l'omino del cervello a più riprese mi fa presente l'esame di mercoledì.
Io gli rido in faccia, canzonandolo e dandogli dello stupido secchione, ma appena mi volta le spalle singhiozzo.
Diciamo una cosa: Sky è una droga, e su questo non ci piove.
Il problema è che quando Gianni Mura, da delle dispense mal fotocopiate, urla e strepita contro il tempo e il governo per la mancanza di una legislazione del patrimonio audiovisivo italiano, le reti di Murdoch diventano Orribilmente più interessanti.
Al che filostrato passa la notte guardando:
1. l'ultimo discorso di Doppiavù ( quello buono ) a Roma
2. Sue Emittenza che dice che leva il bollo auto non prima di aver lodato e dichiarato Mangano
un eroe ( condannato all'ergastolo per crimini mafiosi )
3. tiggì sportivo ( arrivato al basket mi sono stancato )
4. un bellissimo documentario sulla sfida tra Coca-Cola e Pepsi-Cola ( sic )
5. due film, " vero come la finzione " ( il titolo originale era " stranger than fiction ", io allargherei il test psicoattitudinale alla categoria dei titolisti italici ) che vi consiglio caldamente perchè è proprio bello ( non ho voglia di sfoggiare lessico tecnico e funambolismi verbali da critico gobbo e bianchiccio ) e " profumo: storia di un assassino ": uno di quei film che, se visto previa lettura dello splendido romanzo, vi fa ringraziare con una preghierina ad-hoc la maestra Silvia per avervi insegnato a leggere nel settembre 1991.
Teledipendenza a parte, le giornate le trascorro con Mammà che mi porta la colazione a letto e mi chiama Gioia Infinita ( lo scrivo solo perchè so che vi disgusta ;-) e il babbo che impazzisce tra programmi di fotoritocco e il blocco tasti del cellulare.
Serate tranquille, tra bergamotti nomadi e stanziali, cercando di evitare, e cascando regolarmente, nell'argomento elezioni 2008.
Che fa alzare il tono della voce. Assieme alla Vodka. Qui Alberto Sordi non se lo meritano, ma a volte mi vien da rimpiangere quelli che " Franza o Spagna basta che se magna " o i bombaroli vari.
Tra l'altro, se i berlusconiano non è stupido diventa tutto così difficile, cavolo.
Guardo con gli occhi a pallina lo schermo luminescente, mi pare di aver esaurito gli argomenti e un pò mi intristisco per questa vitavuota vuotavita.
A presto gente, e ricordate che
Si
Può
Fare!
( uff non ci credo )
Filostrato, teledipenente & democratico ( ci sarà un collegamento? )
P.S( andy ): la prossima volta che vedi il tu amico lavoratore, fallo sedere su una comoda poltrona, dopodichè con passi cadenzati estrai dall'immensa libreria dell'intelletuale decadente il " canzoniere " di Francesco Guccini, inforca un paio di occhiali tondi con lenti ben spesse e leggigli, come se leggessi l'Amleto, il testo della canzone " i Fichi ", scritta dal maestro sul finire del secolo scorso.
Il testo gucciniano " i Fichi", da non confondere con quello di un subalterno epigono " i Crauti ", è notoriamente uno dei più preganti della sua letteratura musicale, ricca di metafore sociali, allusioni politiche, spunti crepuscolari ed epifanie da libretto di aforismi.
Ok ok, ho finito ,me vado, non spingete!
Bye.
venerdì 11 aprile 2008
POST A-SENSO
Che dire.
Sono tornata in Terronia. Fa caldo…E’ stato bello scendere dall’aereo (già di per se zeppo di siciliani) e sentire dire ad una donna (probabilmente rivolgendosi a suo marito) visibilmente in difficoltà con la sua valigia: “Andò, pigghia sta minkia di valiggia!!”. Avrei voluto abbracciarla.
Qua siamo tutti un po’ “sandy”. Sarò una inutile “sandy” tra i “sandy”..nessuno noterà il mio accenDo, la mia cadenza…per un attimo,grazie a questo pensiero, ho sfiorato la felicità.
Caltanissetta è sempre più brutta. Sporca, squallida. Ci sono troppi nisseni. T r o p p i .
A volte penso di non volerlo essere (Nissena,dico). Mi piacerebbe dire di essere nata…mmm..non so…in qualsiasi altro posto.
O no..forse non si dovrebbero rinnegare le radici..ma quali radici,poi? Uff.
Cmq…arrivo a casa. Viene subito a trovarmi un amico. Cominciamo a parlare e io poi interrompo il discorso sugli Afterhours (durava già da mezzora,uffy!) per dirgli che avevo ascoltato alcune(poche) canzone di Guccini e che avrei voluto tanto conoscerlo meglio.
Sapete cosa mi ha risposto? E cosi vi riassumo in due parole la mentalità nissena.
Mi ha detto che non capisce perché tutti quelli che vanno a Bologna poi tornano tutti intellettuali. C’è bisogno di andare a bologna per fare i filosofi?
E questo tutto perché volevo solo approfondire la mia scarsa conoscenza su Guccini.
“andate a lavorare” – “vi farei venire a lavorare da me per un giorno e poi vediamo se fate ancora i filosofi..” avrei voluto ucciderlo. Il mio (già alto) grado di “permalosità” stava crescendo sempre più..soprattutto perché non è che mi parlava un povero figlio di puttana costretto a lavorare per fame..mi parlava un figlio di papà ricco e viziato che era troppo pigro per studiare e quindi ha preferito lavorare illudendosi che quello fosse il sogno della sua vita.
Uff. non dovrei,vero? Non dovrei sputtanarlo cosi. E non dovrei neanche rinnegare la mia città, e la sua mentalità. Perché si. È triste ammetterlo, ma la Sicilia ha tanti,troppi difetti.
Cazzo: Quando gli stereotipi diventano rappresentazione della realtà.
Vabbene: la Sicilia non è tutta mafia e no, mi dispiace, non ho mai conosciuto un mafioso personalmente (purtroppo non se ne vanno in giro con una speciale tessera riservata ai soci )…..e la Sicilia non è neanche tutta mare,miei cari! Io vivo in un fottutissimo posto sperduto dell’entroterra, a circa un ora di distanza dal mare. Questo era solo per avvertire quelli che pensano che la Sicilia sia tutta costa. NON E’ VERO.
Vabbene: Sto divagando. E il post non è neanche lontanamente simpatico. Passo e chiudo,quindi.
P.S.
Claudia capisco, SINCERAMENTE, la tua paura per le cavallette
P.P.S.
Sempre meglio la Benettia che la mononucleosi. Almeno non si trasmette…no?..
La Febbra? ...No... la BENETTIA
Secondo: sono entrato in possesso delle mie analisi...
Cosa che può interessare a tutti è che ci sono due tipi di test per gli anticorpi per la mononucleosi, IgG e IgM. IgM indicano che la malattia è in corso, IgG rimangono nell'organismo anche dopo la malattia (anche se non molto a lungo...) quindi... Non ho più la mononucleosi, anche se l'ho avuta recentemente pare.
Beh, una buona notizia... Se i medici condividessero il loro sapere con noi senza obbligarci a pagare a peso d'oro ogni parola, eh... Ma passiamo ad altro...
Quello che più mi inquieta ultimamente...
S-ALT (GPT), le transaminasi glutamico piruviche, cito "danno la esatta valutazione della gravità dell’alterazione del fegato. Valori normali dovrebbero essere compresi tra 10 e 40 U/l per gli uomini e tra 5 e 35 U/l per le donne. Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cirrosi epatica, da uso di contraccettivi, da distrofia muscolare, da emolisi, da epatiti, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da obesità, da pancreatite, da scompenso circolatorio, da traumi."
Detto ciò... anziché 10-40 U/L io ne ho 86.
Beh... potrebbe essere una conseguenza della mononucleosi, potrebbe essere legata al fatto che i sedimenti delle mie urine sono acidi e contengono ossalato di calcio, che normalmente è quello che compone i calcoli (o potrebbe dipendere da sofisticazioni del vino con glicole etilenico). Potrebbe essere legata (ma non credo...) a problemi al fegato.
Insomma... quello che suggeriscono alcuni medici è: [chi ha questi problemi] "dovrebbe riconoscere i segni della "benettia" che arriva. È una forma virale che deve richiamare una persona a riflettere sul proprio stile di vita. Non si tratta di diventare dei "santi" o dei digiunatori, ma semplicemente di riconoscere che alimentazione, attività fisica e integrazione minerale sono degli aspetti della propria vita su cui riflettere. Si tratta di una malattia simbolo, e diventa importante ragionarci con attenzione."
Ho lasciato apposta i collegamenti, così potete scoprire che cos'é la BENETTIA. Ma vi rovino la sorpresa... "È un segnale forte, importante, perché chi ne soffre capisca che deve cambiare qualcosa. Si tratta di una spia di emergenza, di un campanello di allarme che ci obbliga a riflettere sulle condizioni che hanno provocato la comparsa di questi segnali. Quindi sulla strada da percorrere per ripristinare il buon funzionamento del nostro organismo. In genere c'è da cambiare l'alimentazione, o lo stile di vita: magari serve dormire di più o concedersi il tempo di parlare con il proprio partner o con i propri figli. Sta di fatto che se una persona riconosce i segnali e mette in pratica i cambiamenti necessari, la benettia scompare e l'organismo torna sano."
In sintesi:
AHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHA
Non sto male, sto BENE!!! Non sono malato, ma BENATO!!! Come Renato ma con la B!
Insomma, se proprio proprio si deve fare qualcosa è:
-partire che fa sempre bene per cambiare abitudini
-discutere col mio partner (???)
-bere vini migliori, non la merda del pachistrano che sicuramente è sofisticata
E quindi:
La prossima volta che usciamo porto io il vino buono da casa!!!!
A presto, colleghi di benettia!!! ;)
Un Filippo sano ancora prima di aver visto il medico...
P.S.
Non volevo essere io a scrivere, ancora... non ci credo che non avete niente da dire!!!
giovedì 10 aprile 2008
Pranzo Pasta Panna Zucchine Gamberetti e...
...Perfetto già cosi no?
...Ma si sà che le cose proseguono sempre verso il Non Senso...
Anni fa credeva nella lotta,
adesso sta paralizzata in strada
Che sconti fai?
adesso sta paralizzata in strada
Che occhi neri hai.
Scrive con lo spray sui muri
che la catastrofe è inevitabile
Tu sei qui con me, vicino a me... che posto strano.
nella puttana che le si siede a fianco
Nella sua borsa di Dior
Legge la Fine nei saccchi dei cinesi
No. Non vuoi?
Nel sesso orale, nel suo non eccitarla più
in questo modo orrendo
Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà
Ci stai? Così non posso...
Un tempo aveva un sogno stupido:
Adesso è un corpo fragile
che sa d’essere morto e sogna l’Africa.
No.
nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco
Nella sua borsa di Dior
Non è peccato, e non è Marx & Engels.
E’ l’estinzione, è un ragazzino in agonia
Vede la Fine in me che spendo soldi
Dark Room
e tempo in un Nintendo
Che segno sei? Leone.
Quanti anni hai?
E che progetti fai su di me?
Tu sei qui con me, vicino a me... che posto strano.
Io ti annuso e ti codifico: Essere Umano.
e da anni non la chiamo più.
Cicca spenta sul parquet, ti prendo e poi ti fumo.
Il Liberismo Ha i giorni contati nella Dark Room,
Baustelle.
Da scoltare,
NoN
Da leggere!!!
...Accidenti
Al
Faustolla!
Comunicazione di Servizio
...dal Pachistrano al Pachistrano.
sono state apportate delle modifiche
al post
Filippo Guarda Fisso e Inquieta. Parecchio,
che ora gode di un supporto visuale.
di immagini.
...le foto, insomma.
...abbiamo messo le foto.
bello!!!
Pensare a cose giuste da dire, inchiodate al buio
nelle cose che mi mancano,
bolle di sapone di una giornata al sole.
le felicità è qualcosa che ti rimane addosso,
come un odore,
che la gente può fiutare,
per la strada.
Ma se la lasci al chiuso
si fa
nauseabonda,
come la malinconia,
pungente,
come il rimpianto.
E gli sguardi incorciati alle vie
sanno, nel riflesso delle lenti,
che oggi scappo
dall'afa dell'asfalto troppo calpestato.
Nel grigume di un pruno secco,
all'ombra di un colle.
mercoledì 9 aprile 2008
Serenità....
O meglio dimentichiamoci di tutto...
Basta...
Posto e Pasta... e basta.
Notti Bianche... Un Post Puo Essere Troppo Timido Per La Pubblicazione?
Ve lo giuro, puo apparire troppo intimo,
ma non è scritto per me...
qual'è il confine della confidenza su un blog?
1.Il film "Juno" é potente...
2.La stanza era buia e non potevo dormire
il cuore mi pompava nel petto
con lo stesso fragore di un battito d'ali...
3.Il Tempismo Emotivo:
Mi sono svegliata durante la notte
nel momenti in cui mi arrivavano messaggi d'amiocizia importanti
il cellulare non aveva suoneria
ho aperto gli occhi sul soffitto
mi sono voltata
e ho visto lo schermo illuminarsi...
ok... detto questo,
Il Frutto del trittico è...
Per Fare Il Ritratto Di Un Uccello, j. Prevèrt.
Anzitutto dipingere una gabbia
con la porticina aperta
dipingere quindi
qualcosa di grazioso
qualcosa di semplice
qualcosa di bello
qualcosa di utile per l'uccello
appoggiare poi il quadro ad un albero
in un giardino
in un bosco
o in una foresta
nascondersi dietro l'albero
silenziosi
immobili..
A volte l'uccello arriva presto
ma può anche impiegare degli anni
prima di decidersi
Non scoraggiarsi
attendere
attendere se è il caso per anni
la rapidità o la lentezza dell'arrivo
non ha nessun rapporto
con la riuscita del quadro
Quando l'uccello arriva
se arriva
osservare il più profondo silenzio
aspettare che l'uccello entri nella gabbia
e quando è entrato
chiudere dolcemente la porta col pennello
poi cancellare una dopo l'altra tutte le sbarre
avendo cura di non toccare nessuna piuma dell'uccello
Fare quindi il ritratto dell'albero
scegliendo il ramo più bello
per l'uccello
dipingere anche il verde fogliame e la frescura del vento
il pulviscolo del sole
e il fruscio delle bestie dell'erba nella calura estiva
e poi aspettare che l'uccello si decida a cantare
Se l'uccello non canta
è cattivo segno
segno che il quadro è sbagliato
ma se canta è buon segno
segno che voi potete firmare
Allora strappate con tanta dolcezza
una piuma all'uccello
e il vostro nome scrivete in un angolo del quadro.


