Benvenuti al piccolo cinema onirico
Prima di dormire ad un passo dal risveglio
Puoi vedere cose che trovi soli lì
È uno spazio grande poco più dell’universo...
Se vorrete seguirci in questa Notturna,
(da intendere sia come Notturna che dispiga le ali musicali
nello scivolare delle dita di Chopin
su tasti neri e bianchi del piano,
sia come passeggiata Notturna,
scalando la vetta di una montagna con scarponi pesanti,
...arriveremo in baita?
fate la vostra X a piaciemento)
vi mostreremo galassie fantastiche
dai contenuti tangibili incredibBili,
riproducibili in qualunque momento vi sia una o più menti,
come la mia, come la tua, la sua, le vostre, le nostre...Ecc ecc ecc.
Di me ho da dire:
l'aterazione psicofisica è un dolce
raggiungere la fine di un conflitto,
quello delle voci interiori.
Ebbene sì, io e l'Altro,
(sì Tolla, proprio quel figlio ora riconosciuto
che ho scoperto di avere preparando l'esame di PSICOLOGIA DELLA MEMORIA)
abbiamo fatto pace per qualche ora,
una di quelle tregue che permettono di raccogliere i cadaveri e i feriti dopo giorni e giorni di fisica lotta, sotto le mura assediate delle mie intime verità
(quelle che io difendo sbandierando una copertura labile di fervido orgoglio femminile),
per una degna sepoltura.
Questa notte, quella in cui voglio condurvi... dentro di me non si combatte.
io e il mio nemico oggi, nella volontà della tregua, siamo una cosa sola.
Notturna è una camminata interminabile fino al chiaro della luna e indietro
La prima stazione è il dopolavoro ferroviario;
siamo pronti a partire, bagagli in mano, orizzonti lontani negli occhi.
Dietro ci sono le attese sotto la pioggia, delle pizze deludenti;
davanti tutti i sogni della notte effervescente.
La locomotiva, pigra, lascia il suo posto al centro della piazza e inizia a sbuffare fumo nelle praterie selvagge di Bologna.
Noi paghiamo per il concerto e ci sediamo fuori, anche noi a sbuffare fumo e a contattare gli alieni cinesi.
Le distanze si riempiono di aspettative.
Inizia il concerto, o quello che è, dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Inizia con un po' di confusione da parte nostra:
c'è un cadavere sul palco...
ma suonano con la maschera? Ma che sta facendo? Ma si vede?
certo che quel tizio li poteva imballare dietro le quinte quei pacchi!
Poi lo schermo si riempie di linee, frasi, disegni e parole che si evolvono e tracciano il profilo di un poeta scomparso, vivo nei tratti morbidi dell'acquerello.
tutto è cosi vicino che sembra ti poter toccare il foglio col naso...
I cantanti non cantano, gli astanti non a-stanno: in piedi non resistiamo.
Pasolini pure se n'è andato; ha lasciato solo i suoi libri:
Per quali strade il cuore si trova pieno, perfetto anche in questa mescolanza di beatitudine e dolore?
Il cielo si gonfia e piove.
Su le tamerici salmastre ed arse. Sui nostri vestimenti leggeri
Per dio, siamo zuppi ora che il ponte di via Stalingrado è passato con i suoi rossi ricordi di tempi ormai lontani, con il suo ora di pioggia.
Il viaggio continua, incerto, di portico in portico, di tappa in tappa.
Cerchiamo il cuore pulsante della notte.
I più si arrendono alla pioggia; gli irriducibili sognatori ancora credono che ogni goccia possa nascondere un pesce arancione.
Guardiamo l'acqua, cerchiamo il confine tra la pioggia e il sereno, che gioca a nascondino con la luna. Basta perdersi in un sorriso e varcare la soglia.
La prima stazione è il dopolavoro ferroviario;
siamo pronti a partire, bagagli in mano, orizzonti lontani negli occhi.
Dietro ci sono le attese sotto la pioggia, delle pizze deludenti;
davanti tutti i sogni della notte effervescente.
La locomotiva, pigra, lascia il suo posto al centro della piazza e inizia a sbuffare fumo nelle praterie selvagge di Bologna.
Noi paghiamo per il concerto e ci sediamo fuori, anche noi a sbuffare fumo e a contattare gli alieni cinesi.
Le distanze si riempiono di aspettative.
Inizia il concerto, o quello che è, dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Inizia con un po' di confusione da parte nostra:
c'è un cadavere sul palco...
ma suonano con la maschera? Ma che sta facendo? Ma si vede?
certo che quel tizio li poteva imballare dietro le quinte quei pacchi!
Poi lo schermo si riempie di linee, frasi, disegni e parole che si evolvono e tracciano il profilo di un poeta scomparso, vivo nei tratti morbidi dell'acquerello.
tutto è cosi vicino che sembra ti poter toccare il foglio col naso...
I cantanti non cantano, gli astanti non a-stanno: in piedi non resistiamo.
Pasolini pure se n'è andato; ha lasciato solo i suoi libri:
Per quali strade il cuore si trova pieno, perfetto anche in questa mescolanza di beatitudine e dolore?
Il cielo si gonfia e piove.
Su le tamerici salmastre ed arse. Sui nostri vestimenti leggeri
Per dio, siamo zuppi ora che il ponte di via Stalingrado è passato con i suoi rossi ricordi di tempi ormai lontani, con il suo ora di pioggia.
Il viaggio continua, incerto, di portico in portico, di tappa in tappa.
Cerchiamo il cuore pulsante della notte.
I più si arrendono alla pioggia; gli irriducibili sognatori ancora credono che ogni goccia possa nascondere un pesce arancione.
Guardiamo l'acqua, cerchiamo il confine tra la pioggia e il sereno, che gioca a nascondino con la luna. Basta perdersi in un sorriso e varcare la soglia.
Se avrete la pazienza di seguirci...
io e Filippo vi porteremo nel nostro piccolo cinema onirico
alla proiezione delle 02.30
al Portico dei Servi e in Piazza Maggiore...
Ci sediamo sotto i portici, sotto il cielo, per un'altra fumosa partenza.
Ci sediamo proprio sotto alle telecamere.
Dei carabinieri. Ma continuiamo il nostro cammino notturno.
Il cammino di Cristo. Come nella parabola del cammino notturno di Cristo e delle quattro mani. Sfogliamo la serata da sotto il portico.
Tolla ci raggiunge; in silenzio ci manipola, si assicura di non dover fare il cavaliere e si garantisce una scorta fino a casa.
Noi seguiamo il cammino nella notte verso le piazze di una Bologna umida e invasa da meccanici insetti spazzini.
Premessa: questa settimana densa d'acqua mi fà sentire come
"Monologo di Isobel metre guarda la pioggia piovere su Macondo",
e io imbarco acqua come una vasca da giardino.
Umoralmente parlando.
Ma ieri camminando per Bologna,
di colore arancione e blu notte
e luccicosa, piu che genericamente illuminata, di luci artificiali...
sembrava di stare dentro una di quelle foto scattate
dal buon vecchio amico Oxley in Canada.
così pensavamo io e Filippo (era concorde? no lui si sentiva piu in un quadro impressionista, dalle macchie sfuocate...
ma c'è sempre il dubbio che siano gli occhiali)
in botta!
eravamo troppo attivi per andare a dormire subito...
pur avendo lo spettro di cristo e il giudeo-cristiano (uno per tutti, come il milite ignoto) a spaurirci...
e quindi dopo una camminata spedita a fendere la folla umana di via Petroni...
ci spalmiamo (di peso, dal petto al naso) contro il vetro di un bar,
che fà da "PARAPETTO" tra il portico e la strada.
dove avrebbero dovuto esserci sedie e tavoli...
infatti noi vorremmo un te caldo.
il bar è chiuso.
già...
dove lo trovi un bar aperto a quest'ora.
già...
pero ci starebbe proprio no?
non è freddo.
ci vorrebbe un bar per bere un te in una piazza aperta.
o su un balcone.
sii...
ma noi non abbiamo un balcone.
e guardare la gente e le macchine passare.
sii...
Cristo prosegue il suo cammino nella Roma Antica
e attraversa le strisce di via S.Vitale per andare dai Vecchi...
noi lo staimo a guardare.
sicuro, non si ferma dai Vecchi, và a studiare lui...
E come la storia della lepre e della tartaruga.
noi siamo le due lepri.
guardiamo le nuvole muoversi.
blu sullo sfondo blu.
Confesso al mio compagno di pellegrinaggio
che ho sempre desiderato varcare la linea dove prima piove e un metro dopo non piu,
ad occhio e croce gli dico che piu o meno secondo me questa sta infondo a Piazza Androvandi, ma è solo una supposizione perchè infondo io questa line a non l'ho mai trovata quindi dubito che esista... è un po come la storia degli animali che cercavano l'orizzonte, ma non lo potevano trovare perchè una volta raggiunto dinnanzi ne avevano sbito un altro. e continuarono tutti insieme a girare... una giraffa, una scimmia, un rinoceronte finchè non capirono che era impossibile raggiungere l'orizzonte.
...
un muretto!
ci vuole un muretto!
andiamo al Portico dei Servi!
sii...
scendiamo dal marciapiede, attaversiamo l'incrocio, facciamo 2m...
ci fermiamo, ci giriamo.
prima pioveva, ora non piove piu.
guardiamo con piu attenzione, ci confrontiamo:
li piove... qui non poive piu.
li ci sono le goccioline che cadono sull'asfalto, sui san pietrini e sulla superfice delle pozzanghere... qui, no. Sui freschi pensieri che l'anima... non piove piu!
ora bisogna solo convincere l'incredubiltà che anche lei varcato con noi la tanto vagheggiata soglia...
ci sediamo al Portico dei Servi...
placida conversazione a brandelli:
non so...
ci vorrebbe...
sai cosa...
non so se bere un sorso del mio te verde dalla bottiglietta verde di plastica o...
fumare una sigaretta...
una cannina...
secondo me... una cannina!
sii, perfetto ma non una...
no no... una cannina...
PAUSA
inizia l'attività di produzione artigianale di cannina.
gambe stanche stese sul pavimento del portico...
ehi, guarda quello come cammina...
racconti di cassaforti piene di bucce d'arancia ammuffite!
fil...
um?
ci sono le telecamere li?
...si si.
una è li!
e puntata della'ltra parte...
e quella li?
su di noi...
...
...
ah.
E qui i salti di tono, di stile, di stadi psichici avrà già annoiato tutti. O i più.
I meno, comunque, che sono ancora qui, vorranno sapere se le telecamere dei carabinieri hanno avuto qualche ripercussione su di noi... Beh, vuoi perché le forze dell'ordine erano intente a fare altro, vuoi perché hanno avuto pietà del nostro microcannino, fattostà che io e Claudia siamo rimasti illesi sotto il portico.
Di fronte a San Petronio, Claudia mi rivela che sono invisibile sullo sfondo
bolognese;
Cazzo fil! sai che tutte le volte mi giro e non ti vedo!? mi piglia un colpo... sei vestito dello stesso identico colore delle colonne e sei fermo immobile! ti confondi! sai sembri...
Sono un Gargoyle nella notte,
un po sfigato come Gargoyle, perchè sei qui da solo... dove sono tutti gli altri che stanno ai piedi delle altre colonne? beh dai... ma lo troviamo qualcuno... che ti fa compagnia, qui, a fare il Gargoyle, dopotutto non sarà un cosi brutto mestiere! di giorno ti ignorano, la sera ti sgretoli un pò...
risvegliato per un concerto,
però! ...e che concerto!
deluso, bagnato,
ma consolato dalla Luna, grande meringa spumosa di fronte alla Lampada
che le da' vita ogni notte, malgrado stormi di estive mosche nere.
guarda la luna com'è vicina alla torre.
l'uomo della luna ora entra nell'orologio...
...chi?
l'uomo che vive sulla luna con il suo cane.
ha il compito di accendere la luna ogni notte.
mmm... sai, non lo so fill, non ne sono convinta.
io di questa luna direi che è piu una meringa... bianca, vista dall'alto!
quindi è la meringa che illumina, che fà luce?
no, no, certo che no... è la lampadina che le stà dietro!
Sotto l'abat-jour del cielo una gargolla è indecisa se essere Tirannosauro o Grifone.
c'è un tirannosaurus rex su S.Petronio...
lo vedo ma a me sembra un grifone!
allora, seguimi... ti faccio fare un gioco troppo bello!
entra nel gioco! pensa che ci stai dentro...
è un sabato sera tardissimo,
tu e un tuo amico siete ubriachi marci e gli ultimi superstiti di una serata orrenda
in un bar, uno di quelli bui con le luci un po basse, di periferia.
hai presente?
è ora di chiusura e sei solo tu, il tuo amico in un angolo in stato semi-scosciente
e la tipa del bar che pulisce il pavimento appiccicoso col moccio...
tu ti sei bevuto tutto, tuttissimo...
ma infilando per caso la mano in tasca scopri di avere gli ultimi 50cent,
ci sei!?
allora, traballante ma deciso...
ti avvicini a quella parete del locale con le macchinette per giocare...
salti la slot machine e vai dritto alla macchinetta dove puoi trovare piu giochi,
quiz, carte e... il gioco delle differenze!!!
quello con le due immagini vicine accostate
che dovrebbero essere perfettamente uguali e invece...
devi trovare i difettini impercettibili e toccarli con dito.
questi diventano cerchietti verdi o x rosse... o vivceversa, non so.
hai capito?
si!
ci sei?
si!
...bene.
ora voltati, guarda la superba gigantesca immagine di S. Petronio che hai davanti agl'occhi.
Trova e tocca col dito le differenze
tra le due metà della facciata.
Sotto i portici di Piazza Maggiore si radunano i fedeli
della nuova setta giudaico-cristiana della religione della Doccia e del Bagno.
è la religione che fondo io, te lo giuro...
è un po di tempo che ci sto pensando...
è una religione per l'igene spirinteriore...
ti conviene provare, poi stai benissimo.
Gli iniziati conducono i neofiti attraverso spogliatoi immacolati,
dentro a stanze al vapore e doccie da cui non c'è via di scampo.
Nel frattempo l'Acqua sacra ha raggiunto anche i nostri culi.
La via del ritorno volta le spalle alla meringa celeste,
ma la passeggiata notturna nasconde ancora scoperte e sorprese.
Incontriamo un Enver Cem con relativa fanciulla ventosa
e nel segreto dell'illegalità, come nelle catacombe,
celebriamo la notte con un bombolone al cioccolato.
La notte schiude le sue labbra ed è già passata,
rimpiazzata da una mattina azzurra, limpida di voci di rondini.
E la passeggiata all'interno di una notte
ha lasciato i suoi frutti sul cuscino,
rimboccate le coperte ai suoi figli.
Ed eccoci Signori e Signori,
all'ultimo accordo vibrante
e alla vetta del nostro pellegrinaggio notturno,
piantiamo la bandierina,
con cristo per cristo e...
in Bologna.
Difficile ricostruire i passi di quella notte,
qualcono deve essersi mangiato le molliche di pane che lasciavamo dietro di noi per non scordarci mai l'ebrezza della notte e il delirio...
forse il Sonno,
forse la sanità mentale,
il primo brivido di freddo una volta a casa, appena sotto le coperte?
il primo solletichio per fame la mattina? ...colazione!
tolla?
filippo stesso...
naaà...
si siamo incontrari alle Porte dell'Amnesia il giorno seguente, sò che non puo essere stato lui, non mi ha tradito. Quindi...
queste briciole.
le uniche rimaste, sono qui.
in questo post.
...un po confuso, arrossisce.
...con la camicia spiegazzata e i bottoni sbagliati.
...emozionato come un bambino il giorno della prima comunione.
l'abbiamo spinto fuori di casa Pachistrano a spallate altrimenti...
fosse stato per lui...
il naso fuori non ce lo metteva.
Attende che Fill lo rammendi un pochettino
c'è molto da correggere, sì
dal momento che le sue parole sono state saccheggiate e vilentate
dal copia incolla del mio spirito d'iniziativa.
Mi scuso, ma puntavo anche all'effetto sorpresa...
Questo perchè volevo dire...
come sempre tutt'altro.
e cioè...
gli atti di sincerità li facciamo solo per essere sinceri nei confronti di noi stessi.
Quindi, facciamoli tra noi e noi.
Tanto è lo stesso.
Notte.
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