Per un momento ho pensato di commentare i due post nati come funghi nelle ultime ore. Poi ho guardato l'orologio... 5.29.
No, non è il caso.
Poi ho pensato a cosa avevo da dire... .
No, non è il caso.
Quindi mi decido per un commento-post sul quale probabilmente un sonno improvviso mi stenderà, ma necessario perché io possa addormentarmi.
Dunque... noto con piacere (forse pure un po' di ribrezzo) che le nostre vite-al-di-là non sono poi così diverse. Apparte quei sapori speciali di ciascuno (a casa mia non ci sono Gioia Infinita, ma Ti Do Una Sistemata Ai Capelli?!, non ci sono ginecologhe, soprattutto cilene, ma ansie da partenze e medici sportivi) il tempo si strascina avanti.
Noto anche che Mati è riuscita a scrivere. E con mia grandissima sorpresa non ha trovato il pulsante per eliminare l'intero blog!
Infine noto che (tranne Mati che vive un suo universo fatto probabilmente di allucinazioni) c'è una certa preoccupazione diffusa sul tema che fare... insomma, si può o no? E preoccupazioni ben riposte.
E non sto qui ad annoiarvi con quello che ho scritto su queste preoccupazioni.
Vi dirò solo che PD (e non è l'omonimo partito) non ho praticamente bevuto nulla e sono addirittura arrivato a rifiutare quasi per intero uno scotch invecchiato offertomi da una vecchia e stupenda amica del passato, compagna di intrattenimenti di classe.
E vedersi questa spada di Damocle senza attaccarsi alla bottiglia... uff... insomma Bukowski e Dylan Thomas non ci sarebbero riusciti.
Dopo tutto ciò e diverse ore passate al gelo di una Verdania davvero gelida a sentire battute dixie da tipi ubriachi pur di non attraversare le valli per tornare a piedi...
Posso dire di essere un Filippo nuovo. E capirete cosa intendo.
Intanto sono un Filippo stanco.
domenica 13 aprile 2008
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