Dopo un interminabile viaggio di quasi tre ore ( da divano a divano :-) anche filostrato è tornato, orobico tra gli orobici.
Atmosfera strana nella bassa, borghese bergamo bigotta.
Qui nessuno pensa che Si Possa Fare.
Non lo penso neanch'io, quando decido di evitare di incatenarmi ai cancelli della scuola magistrale per evitare l'ovvio responso delle urne e propendo per una giornata di shopping alquanto qualunquista.
Non si preoccupino i miei consulenti per il look, sono rimasto fedele alla linea ( 2 maglie e 2 magliette tutte o nere o marroni o entrambi :-)
Sapete, l'omino del cervello a più riprese mi fa presente l'esame di mercoledì.
Io gli rido in faccia, canzonandolo e dandogli dello stupido secchione, ma appena mi volta le spalle singhiozzo.
Diciamo una cosa: Sky è una droga, e su questo non ci piove.
Il problema è che quando Gianni Mura, da delle dispense mal fotocopiate, urla e strepita contro il tempo e il governo per la mancanza di una legislazione del patrimonio audiovisivo italiano, le reti di Murdoch diventano Orribilmente più interessanti.
Al che filostrato passa la notte guardando:
1. l'ultimo discorso di Doppiavù ( quello buono ) a Roma
2. Sue Emittenza che dice che leva il bollo auto non prima di aver lodato e dichiarato Mangano
un eroe ( condannato all'ergastolo per crimini mafiosi )
3. tiggì sportivo ( arrivato al basket mi sono stancato )
4. un bellissimo documentario sulla sfida tra Coca-Cola e Pepsi-Cola ( sic )
5. due film, " vero come la finzione " ( il titolo originale era " stranger than fiction ", io allargherei il test psicoattitudinale alla categoria dei titolisti italici ) che vi consiglio caldamente perchè è proprio bello ( non ho voglia di sfoggiare lessico tecnico e funambolismi verbali da critico gobbo e bianchiccio ) e " profumo: storia di un assassino ": uno di quei film che, se visto previa lettura dello splendido romanzo, vi fa ringraziare con una preghierina ad-hoc la maestra Silvia per avervi insegnato a leggere nel settembre 1991.
Teledipendenza a parte, le giornate le trascorro con Mammà che mi porta la colazione a letto e mi chiama Gioia Infinita ( lo scrivo solo perchè so che vi disgusta ;-) e il babbo che impazzisce tra programmi di fotoritocco e il blocco tasti del cellulare.
Serate tranquille, tra bergamotti nomadi e stanziali, cercando di evitare, e cascando regolarmente, nell'argomento elezioni 2008.
Che fa alzare il tono della voce. Assieme alla Vodka. Qui Alberto Sordi non se lo meritano, ma a volte mi vien da rimpiangere quelli che " Franza o Spagna basta che se magna " o i bombaroli vari.
Tra l'altro, se i berlusconiano non è stupido diventa tutto così difficile, cavolo.
Guardo con gli occhi a pallina lo schermo luminescente, mi pare di aver esaurito gli argomenti e un pò mi intristisco per questa vitavuota vuotavita.
A presto gente, e ricordate che
Si
Può
Fare!
( uff non ci credo )
Filostrato, teledipenente & democratico ( ci sarà un collegamento? )
P.S( andy ): la prossima volta che vedi il tu amico lavoratore, fallo sedere su una comoda poltrona, dopodichè con passi cadenzati estrai dall'immensa libreria dell'intelletuale decadente il " canzoniere " di Francesco Guccini, inforca un paio di occhiali tondi con lenti ben spesse e leggigli, come se leggessi l'Amleto, il testo della canzone " i Fichi ", scritta dal maestro sul finire del secolo scorso.
Il testo gucciniano " i Fichi", da non confondere con quello di un subalterno epigono " i Crauti ", è notoriamente uno dei più preganti della sua letteratura musicale, ricca di metafore sociali, allusioni politiche, spunti crepuscolari ed epifanie da libretto di aforismi.
Ok ok, ho finito ,me vado, non spingete!
Bye.
sabato 12 aprile 2008
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