lunedì 14 aprile 2008

Graforrea post elettorale

Per la gioia di tutti quelli che mi hanno fatto una testa tanta.
Per gli altri.
Per loro ho votato.
Non era mia la croce che ho inchiodato stamattina sulla scheda.

Mentre uscivo nell'androne lungo e vuoto del seggio 14 ho pensato che queste sono le istituzioni.
Marmoree.
Monumentali.
Sono fasciste già nell'architettura.
Figuriamoci il resto.
E la cosa che mi fa più specie è che sono VUOTE.
Non è come questo mercato, vibrante, attempato, indaffarato.
PIENO, insomma.
E vicino, anzi, interno, al mio vagare.
Questo dovrebbe voler dire governo.

Appena uscito dal seggio 14 ho sentito un conato di vomito.
Adesso mi fa solo male il fegato.
Mi voglio viziare per esserci riuscito.
Per aver fatto quello che credo giusto. Per gli altri.

Il mercato allevia i miei dolori;
mangiare solo mi riporta la pace.
Mi compro una bistecca della frutta dei salumi del formaggio... dimentico il pane (PD!) e sopravvivo alle elezioni.

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