sabato 27 settembre 2008

Smag af Nord

Nel momento in cui cambia il vento, ti prende una sensazione strana. Sotto il cielo argentato di un Nord tanto onirico quanto reale, tutte le immagini di quello che è successo fino ad ora, tutte le pagine dei volumi precedenti, si sono messe a volteggiare nella stanza, come foglie mosse dal vento. Quelle foglie, che mi turbinano attorno, sono le foto di viaggi, momenti condensati in un ricordo, tanto vago quanto chiaro, adesso, nei miei occhi.

E in quei giorni, in cui il vento cambia, appena prima che ti porti via con sé, quando ancora stai assistendo a come tutto, attorno, viene sospinto più in là, beh, in quei momenti vedo la mia vita, tutte le vite, tremare, quasi di freddo, forse di paura, di fronte alle nuvole che incombono, di fronte al cambiamento che non si farà attendere a lungo.

Il cambiamento, qui, è già abbastanza concreto quanto le pareti, ancora spoglia, della mia stanza, quanto l’aria che entra dalla porta finestra, gelida di quello squisito soffio del Nord. E se guardo fuori dal balcone, non c’è scampo. La mia nuova vita, la mia nuova esperienza, è qui. E ho tutto il tempo per realizzarlo. Forse troppo tempo.

Il tempo che non mi prendevo da due anni. Il tempo vuoto, che si riempie di fumo o di whisky come le ampolle di qualche laboratorio della fantasia e preme per caricarsi di un po’ del peso di tanta bellezza e tanto timore.

La mia barca ha appena preso il largo, il vento si sta alzando, l’orizzonte è chiaro e steso davanti a me. Devo solo preparare le vele. Nemmeno. Già fatto. Devo solo attendere. Non tanto la meta, quanto l’avventura. Il viaggio in sé, che strapperà ogni istante allo scrupoloso sguardo dell’ozio per gettarlo nel calderone dell’ansia, dell’improvvisazione, della vita.

E allora aspetto, sapendo che dovrei prepararmi, immobile, come in quelle scene, nei film, in cui i protagonisti ti fanno infuriare e stanno mezzora fermi lì, capendo tutto quello che gli si sta per scaricare addosso ma senza la forza, il coraggio o la volontà di muoversi.

In quello stesso atteggiamento, non rassegnato ma immobile, sto di fronte al computer, nella mia nuova stanza, all’ottavo piano della casa per studenti di Ørestad, da dove posso vedere il cielo troppo luminoso per essere plumbeo che rimbalza sui tetti di Christianshavn, all’orizzonte, vagamente confuso dalla bruma che sembra affiorare dalla terra piatta per aggiungere un po’ di magia all’aria, forse generata dalla forza di un Nord ancora immerso nei miti.

Di fronte ai libri, alle mille cose da fare, da preparare, da vedere e visitare. Sto fermo. Aspetto che si abbattano tutte su di me, come so che faranno. Per poi lamentarmi di essermi fatto cogliere impreparato. Ma forse questa impreparazione è proprio il sapore del brivido che freme e risale la schiena, che colora di avventura l’aprire la porta. O forse il vento del Nord mi ha già reso un po’ matto. Forse qualcosa di scandinavo mi è entrato dentro, chi lo sa, con quel boccone di marmellata di lamponi, o con quella boccata d’aria di Helsingør.

Nel dubbio non mi muovo, per non farlo scappare via. Aspetto di procurarmi la mia pipa, il mio tabacco, di curare la barba e gli occhiali puliti anche nel design e scrutare il grigio specchio dell’Østersøen.

Insomma, sì, sono a casa, ancora una volta, ancora tra pareti sconosciute.

venerdì 26 settembre 2008

Ma se cambiano le case cambiano anche le cose?

Cambi di casa, traslochi, polvere, guanti, strano (per me)bisogno di trovare un posto ad ogni cosa.Imbarazzi con coinquilini sconosciuti, liste della spesa, subito dimenticate su una scrivania ancora sconosciuta.
Per me il trasloco in una nuova casa significa anche un formicolio strano in fondo alla pancia, che ti spinge a mettere a posto, chiudere, chiarire alcune cose rimaste in sospeso da tempo.
Non so voi, ma in qualche modo mi sembra siamo un po' tutti nella stessa barca, nello stesso scatolone se preferite...
Claudia: micromonolocale a paris
Filo: destinazione ignota a copenaghen(ma dove va l'acca?)
Flora e cri: trasloco in via mascarella
Io: inquilina fantasma in via indipendenza
Tolla Marta Gallo: Via torleone
Niccolò:non si sa ancora ma il cambio di cose e di casa è sicuro
Eccetera eccetera....
Dovremmo prendere una mappa di bologna e segnare tutto con delle nuove bandierine colorate...che ne dite?
E poi la facciamo una serata di inaugurazione del nuovo anno?
Matimaf
ps: il 9 ottobre, giovedì, seratona mi raccomando!C'è un compleanno!(per una volta un'occasione seria per una sbronza :))

lunedì 22 settembre 2008

LIMBO...

Dunque, giusto per dimostrare che il mio elettrocardiogramma non si è appiattito in qualche paese del mondo, scrivo due righe tra una valigia pesantissima da fare e uno zaino leggerissimo da disfare.
Sono sopravvissuto al Marocco e alla Spagna e, cosa forse più difficile, al secondo mese rispettivamente con Bob e zio Pasquale.
Il Marocco credo abbia lasciato a tutti, oltre a un po' di sabbia nello zaino, anche un po' nell'anima. I racconti li lascio a quando avrò più tempo e meno pensieri per la testa...
Adesso in realtà sono solo pieno di aspettative/dubbi/speranze/problemi...
Così per darvi un assaggio modernista, direi quasi joyssiano, di quello che mi passa per la testa riporterò un flusso di coscienza:
(sono seduto in camera con la finestra aperta, malgrado l'aria sia frescolina...) ...ecco, quello che mi mancherà di casa è l'odore dell'autunno di verbania, l'olea, il calicantus che non sentirò forse mai quest'anno, gli odori del calduccio dentro e del freschetto fuori, tutti quegli odori che hanno fatto speciali tanti momenti della mia vita... poi cazzo devo ancora dire ai miei che li vedo tipo per mezza giornata e non una intera... e devo finire le valigie invece non c'ho un cazzo voglia e mi ritrovo a festeggiare e invitare il mondo a casa "per salutarli"... e i vestiti sono lì sul pavimento dello studio, sono troppo pochi e troppo conci. E forse troppo leggeri. E quelli che mi piacciono, non so che fine fanno... e dio porco se adesso ci sono 4-7 gradi quanto cazzo farà freddo??? E io che ho freddo qui adesso con la finestra aperta... maledetto caldo sahariano a cui mi ero appena adattato... e mi fanno pure male i denti con la pulizia... e mi porterei tutta la stanza ogni volta che la guardo... tutti i libri, come sceglierne due o tre? Vuoi che non mi possa servire a un certo punto Dylan Thomas? O Cortazar, o Paz, o Ovidio, o Pound... Oppure un pennello o un colore in più? O le cose per shodo? O la macchina da scrivere? O il candelabro? Oddio, è impossibile...e le mie liste di cose fondamentali mancano sempre di qualcosa... tipo... vediamo... ecco: la cintura. Merda... devo ripensarci un po' su. Ma chi c'ha voglia? Vado a giocare a Zelda con la wii, quasi quasi...
Ok, ecco un'idea di come girano le cose qui... da tipo 3-4 giorni... Quindi capitemi se non vi scrivo ancora... in una settimana al massimo mi sarò stabilito nel mio bell'appartamentino con singola due bagni cucina sala e altr@ tre inquilin@ e tre balconi (che spero non si siano già fottuti gli altri!!!) a solo 8 km dalla facoltà... ahah... che mi farò in metro tutte le mattine... a piedi tutte le notti... allora sarò più loquace... e avrò un bel po' di cose da raccontare, a quanto pare!

venerdì 19 settembre 2008

Paris...

























Paris Pariiiiiis Paris Paris Paaaaaaaris Paris Paris Paris Paris Paaaaaaaaaaaaris Paris Paris Paris Pariiiiiiiis Paris Paris Paris Paris Pariiiiiiiiiis Paris Paris Paris Paris Paaaaaaaris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paaaaaaaaris Paris Paris Paris Pariiiiiiis Paris Paris Paris... ... ... ... ... ...

domenica 14 settembre 2008

MAROOOCCCOOOOOO!!!!

martedì 2 settembre 2008

Buona strada!

E così, mi dicono che Claudia è partita... e io non l'ho neanche salutata... per evitare che riaccada volevo fare un saluto generale a tutti quanti siano in procinto di partire!Un "in bocca al lupo" di rito di cui so già non ce ne sarà bisogno e un sorriso che nasconde tanta invidia di voi che ve ne andate in giro per il mondo!Buona strada a tutti!