mercoledì 17 dicembre 2008

Un po' di news mafaldose










AAAAAAAAAH! Ragazzi, qui al civico 30 di via dell'indipendenza siamo finiti sul tg3, siamo al centro di un evento! Cioè, a dir la verità io non c'ero...però insomma un po' si, non ci dormo mai qui, ma l'affitto lo pago, quindi in qualche modo c'ero lo stesso no?
Beh ecco, in parole povere...è andato a fuoco il palazzo, l'ultimo piano.Ma proprio completamente!
Tetto crollato, fuoco e fiamme e fumo!
Ok va bene, è il palazzo di fianco, però dev'essere stato emozionante per le mie coinquiline no?Insomma sono rimaste in strada dalle 2 alle 7 del mattino, con tutte le sirene, i pompieri, la gente spaventata...
Si lo so. Rientro pienamente nella categoria di quelli che "oh mio dio, un incidente!Spostati che non vedo!"
Non si è fatto male nessuno comunque, tranquilli.












Va bè, altra notizia, altro giro e altro regalo: metteremo in piedi uno spettacolo teatrale serio per presentare il progetto piazza verdi! Anche lì non ci sarò, perchè sarò già partita, però l'idea è stata mia! Lo giuro!








AH! La ragazza che è in cile, e con la quale andrò a vivere, mi ha detto che la stanza sarà ufficialmente mia per fine febbraio! In plaza Brasil!

In realtà lei adesso è in uruguay, ospite di un dj brasiliano conosciuto a una festa...e da quel che ho capito è arrivat fin lì con dei passaggi sui camion, da santiago a buenosaires e poi uruguay...mah...mi fido secondo voi? massiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! o no?











Claudià! Hai trovato qualcuno per la tua stanzetta?




lunedì 1 dicembre 2008

Parigi val bene una... vacanza natalizzzia!!!

allora...SUB-AFFITTO LA MIA STANZA, AMOREVOLISSIMA CHAMBRE DE BONNE, PER LE VACANZE DI NATALE!!!...ripeto: SUB-AFFITTO LA MIA STANZA AMOREVOLISSIMA CHAMBRE DE BONNE PER LE VACANZE DI NATALE!!! la mia stanza amorevolissimachambredebonne è libera e prostituibile dal 20 Dicembre al 10 gennaio. ovviamente non chiedo di prendersene cura il periodo intero... ma mi farebbe comodo che qualcuno le desse una controllatina da un paio di giorni a una settimanella o piu... (cosi mi si da anche un occhio alla posta che se arrivano le bollette e io non le pago...) poi c'è il pesce rosso, il gatto... non è vero.cheddire??? Il non-spazio è gestibile fino ad un massimo di tre persone che amino dormire molto molto vicine in un letto da una piazza e mezza, poco piu... Per una romantica coppia invece è ideale e confortabile.il quartiere è il piu sciccosissimo di Parigi, a cinque minuti dalla tour-re d'Effel. si scrive cosi???anzi, non dovete neanche fare la fatica di avvicinarvisi perchè dalla mia finestra la vedete presque tutta, se allungate la mano potete quasi toccarla... e poi la notte è illuminata ed è bellissima.doccia, cucina, letto, armadio... e che altro vi serve. il bagno forse??? quello è nel corridoio, ma c'è.dentro ci saranno bien oui tutte le mie cose, ma la verità dei fatti è che sono una cavolo di nulla tenete studentessa squattrinata parisienne... quindi nulla di fatto disturberà il vostro movimento ed occupazione dello spazio... e giurin-giurella che quel poco che ho lo lascio in ordine.il prezzo è trattabile...nel senso che me ne frega anche poco. Ecco, se mi lasciate il frigo pieno di cibo ve ne sarò grata fino alla fine dell'erasmus...spegnete le luci quando uscite, perchè la mia stanza è grande 10 metriquatrati ma ha quattro lampade, chissa perchè... quindi consuma come una porta aerei... ecco si, se mi rompete anche solo un bicchiere vi spacco la testa perchè ho dato un fottio di soldi di caparra e c'è una lista precisa delle cose che c'erano gia all'interno dello studiò al mio arrivo... quindi quello numero di oggetti deve mantenersi intatto.che altro dire, non so... fate girare la nouvelle e... che vinca il miglior offerente!


domenica 16 novembre 2008

Giardinaggio...


Visto che bisogna sistemare un po' il giardino...
Ieri la serata si è colorata di musica folk e country, con una band di vecchietti eccezionali, di quelli che galleggiano sul tempo, al Woodstock di Christiania. Putroppo pusher street era già chiusa quando ho deciso che dovevo rifare shopping...
Ma al di là di questo... il motivo per cui parlo di Christiania è che ero lì, con un gruppo autonomamente radunato di Italiani e qualche infiltrato di qua e là, e mi vedo - dal mezzo della mia botta - un vecchietto familiare, il chitarrista... Insomma, parliamo di nostalgia con Paolo e, voilà, salta fuori che, sì, quel vecchietto è uguale al Signor Malinverno, il mio vecchio giardiniere!!! E, indovinate, lavorava anche per Paolo!!!
Eheh... ci siamo persi nei ricordi di infanzia, quando credevo che si chiamasse Malinverno perché difendeva il giardino dal male del "generale Inverno"...
E qui, ora, ci vorrebbe proprio un Malinverno... Sta rispuntando il sole, tra la coltre di nubi brune... ma fino a poco fa pareva che casa mia dovesse decollare nel cielo, tra la pioggia e il vento...
Beh, insomma... siamo tutti impegnati, tutti in mezzo a cose assurde e a movimenti indimenticabili... eppure un minutino in giardino a godersi una boccata d'aria e una sigaretta, una volta ogni tanto fa proprio piacere...
Quindi, per parlare di cose serie: come procede in Italia? Noi stiamo cercando di organizzare degli incontri, dibattiti, lezioni, ricerche... e domani incontriamo l'ambasciatore!
In alto i cuori... per l'immaginazione al potere!!!!

giovedì 13 novembre 2008

Dans notre jardin...


Inotre trovo che Pachistrano abbia dei colori un po spenti...
è un giardino un po in secca
dai fiori un po penduli...
d'acord, ça và...
c'est l'hiver.
...chi si occupa tra un coltello tra i denti e un boccone di cultura
a rinnovarlo???
no dai butei e butelle...
facciamo qualcosa.
lo guardo gia raramente non fatemelo dimernticare del tutto.
Credo che tutti abbiamo qualcosa da raccontarci, mi, si...
io lo so!
potenzialmente potremmo tirarci fuori di tutto.
Dans mon jardinIl y a la poste, y a mes copainsLa caissière du Félix PotainDans mon jardinDans mon jardinIl y a mon chien Il y a sa niche il y a son vinDans mon jardinDans mon jardin Il y a les julots des pas-noyauxY a des usines, y a des poubelles Y a les escrocs de la rue de CourcellesDans mon jardinDans mon jardinY a des déserts sans lendemainY a des vieillards, y a des gaminsY a des grandes forêts de sapinsIl y a de la houle et du crachinDans mon jardinMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinDans mon jardinY a des millions d'hommes en chaleurEt y a des jolies filles qui pleurentDans mon jardinMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinDans mon jardinY a des avions, il y a des trainsDes contrôleurs dans le souterrainDes autoroutes et des cheminsDes aubergines et des MarcelsIl y a la bécane de mon frangin,Dans mon jardiDans mon jardinIl y a des touristes, y a des martiensDes légionnaires et du boudainDes coccinelles et des cafardsDes porcs et des cages à lapinMoi je voudrais bienUn beau matinQu'il y aie une fleur dans mon jardinMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinDans mon jardinY a des dortoirs, y a des crachoirsY a même eu des fours crématoiresY a des couloirs pleins des portraitsDe gens qu'on excusera jamaisMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinUn beau matinMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinDans mon jardinLes cons s'y ramassent à la pelleY a plus de place dans ma poubelleIl y a le feu, il y a le froidIl y a de tout il n'y a de rienDes terrains vagues, des depotoirsDans mon jardinIl y a la mer, las bas au loinMoi je voudrais bienQu'il y aie une fleur dans mon jardinQu'il y aie une fleur dans mon jardinUn beau matinY avait une fleur dans mon jardinMoi j’l’ai pas vuJ’ai marché dessuMoi j’l’ai pas vuMoi j’voudrais bienUn beau matinY avait une fleur dans mon jardinJ’ai marché dessuMoi j’l’ai pas vuMoi j’voudrais bienDans mon jardinMoi j’l’ai pas vuMoi j’voudrais bien
Dans mon jardin

mercoledì 12 novembre 2008

Anche al freddo, lottiamo!

Strano che in questo momento in cui sono in contatto con il mondo le ultime persone con cui riesco a mettermi in contatto siete voi... eppure (lo metto tra parentesi se no suona troppo altisonante o piagnucoloso - siete spesso nei miei pensieri...).
In ogni caso, non c'è spazio per i sentimentalismi in questi momenti di attivismo (terribile, dico io). Quindi...
Parigi, (ossia Claudià) ma come fate a non contattare le altre città?!? I soliti francesi con la puzza sotto al naso! Dai, nei gruppi di facebook ci sono quasi tutte le capitali europee eppure in quelli di coordinamento non ho ancora visto Parigi comparire... e state facendo così tanto!
Ovvio che a Copenhagen non abbiamo una seria comunità italiana (i brigatisti qui non ci arrivavano ;) ma siamo una cinquantina di movimentati e potenziali altri, e forse ricercatori e professori e Aarus (come cazzo si scrive) è con noi, e forse anche i danesi (per quanto i fricchettoni politicizzati non sono abbastanza humoristici da capire lo slogan adotta uno studente italiano... ci hanno chiesto per quanto tempo ci dovrebbero adottare. ma seri seri.).
Fattostà che noi stiamo cercando di coordinarci essenzialmente con Madrid che vanta una delle maggiori comunità italiane e dei più attivi studenti e conseguentemente con le altre città europee sia per i comunicati stampa che per le manifestazioni. Come già dicevo a Niccolove, qui ovviamente non si può iniziare al mattino come non si può protestare all'ambasciata. Inizieremo a 12.00 (con pasta, ovviamente...) e saremo di fronte alla residenza dell'ambasciatore (che è più centrale dell'amabasciata). Abbiamo anche noi contatti con l'ambasciatore e con la comunità italiana e siamo ben attivi...
Che altro dire...
Sono, in effetti, superincasinato tra una cosa e l'altra... ma ho finito il documentario...
quindi sono un pochino più libero!
Avrei una tale marea di cose da raccontare che a) le dimentico b) non riesco a iniziare a scriverle perché non le voglio tralasciare...
Comunque sono sempre lì ;) E la lotta continua, anche qui (per citare il quotidiano dei giovani leninisti...)!
Diamogli un colpo di vita a sto pachistrano... voglio sapere che accade a Bulagna...

lunedì 10 novembre 2008

Alleanza italo-francese....

3:06pmNiccolò
ciao claudianovità?
3:06pmClaudia
ciao niccolo...ti stavo per scrivere, a momenti...
si si ci sono delle novita enormi...
3:07pmNiccolò
spara
3:09pmClaudia
il gruppo creato giovedi sera con facebook è lievitato... e ieri al centro pompidou ci siamo ritrovati in 50!!! piu una rappresenzanza per ogni altro piccolo gruppo creatosi in concomitanza con noi nelle ultime settimane a parigi...
3:10pmClaudia
martedi sera in rue de varenne siamo tutti invitati senza limiti di numero all'interno di un circolo culturale, un incontro promosso dal gruppo di docenti universitari e ricercatori italiani a
parigi...
3:11pmClaudia
con loro scriveremo in comunicato stampa, faremo la raccolta firme e stilleremo i punti salienti da discutere al presidio dell'ambasciata venerdi matttina e durante la conferenza stampa con i giornalisti italiani e francesi prima e dopo la manifestazione...
3:12pmNiccolò
beh ottimo
quindi i giornalisti li avete già contattati
3:12pmClaudia
sempre ieri sera abbiamo scoperto di avere il pieno appoggio solidale a manifestare dei sindacati studenteschi parigini e francesi, che stanno creando delle assemble disensibilizzazione alla nostra causa proprio perchè anche loro l'anno scorso hanno subito una riforma, una privatizzazione dell'istruzione simile...mah...noi abbiamo i contatti che abbiamo,tutto quello che potete voi li non lo rifiutiamo...ieri c'era un giornalista del manifesto credo.
3:15pmClaudia
no no aspetta... io credo che i rapporti tra noi e voi diano tutti da costruire... voglio dire, credo che dobbaimo creare un legame tra la manifestazione che voi create li a bologna e quella che creaiamo noi qui a parigi...a questo proposito volevo giusto dirti una cosa…tu ieri mi hai detto che sara sopratutto roma a far parlare di se...quindi ieri sono andata da un ragazzo che cura i contatti tra parigi e le tre università di roma e gli ho chiesto lui come si muovesse rispetto alla manifestazione a roma del 14...perchè voi mi avete chiesto di mandarvi il programma della nostra manifestazione o di scrivere qualcosa d aleggere a bologna durante la manifestazione cosi...ero curiosa di sapere lui e quelli di romacome si fossero organizzati...vuoi sapere cosa mi ha risposto???cosi controllo se sei ancora in linea...
3:18pmNiccolò
si
ci sono
3:18pmClaudia
.-)mi ha risposto: CERTO CHE SONO E SARO IN CONTATTO... LORO INFATTI MI VIDEOCHIAMERANNO...ATTENZIONE VIDEOCHIAMATA...E PROIETTERANNO E MOSTRERANNO A TUTTI QUELLO CHE FAREMO DAVANTI ALL'AMBASCIATA.
sti cazzi dico io...
3:19pmNiccolò
bene bene ottimoe delle altre città d'europa vi hanno detto qlcs?
3:21pmClaudia
no non so niente, volevo chiamare oscrivere a filippo ma so che è preso dalle bombe per l'organizzazione quindi forse non ha neanche senso mettere troppa carne al fuoco. qui d'altra parte abbiamo gi troppi vincoli burocratici nel decidere come qiando e dove fare le cose per riuscire in cosi poco tempo a coordinarci con altre citta europee...
3:21pmNiccolò
mi dici esattamente la vostra piattaforma?

3:22pmClaudia
per atterrare o decollare:-)
3:22pmNiccolò
e cmq mi dici, che tu sappia, in quali altre città si fa qlcs, indipendentemente dal cosa?

3:23pmClaudia
per decollare o per atterrare???
3:24pmNiccolò
ti giuro che sto pensando a una cosa intelligente o simpatica da scriverti ma nn mi viene nullariesci a spiazzarmi!
3:24pmClaudia
eh eh...
3:25pmClaudia
ci chiamiamo onda anomala parigi... ma il gruppo s'appella cosi da meno di 24ore quindi... ti inserisco nella nostra mailing list se vuoi cosi ricevi aggiornamenti giorno per giorno.
3:29pmNiccolò
si grazie
3:29pmClaudia
ottimo...grazie a te.
3:30pmNiccolò
intanto cmq dimmi lo stato attuale delle cose
3:32pmClaudia
te l'ho detto il prossimo incontro e martedi sera... per il resto sriamo cercando un megafono e stampando dei volantini da distribuire nelle nostre università nei licei e nelle scuole italiane a parigi. il venerdi mattina ogniuno di noi appendera uno striscione all'interno della propria università e la manifestazione partira cosi venerdi mattina... con tanti piccoli cortei di italiani e francesi assieme, verso l'ambasciata.in realtà abbiamo anche una line apiu ufficiale e morbida...

Claudia Annechini ha scritto alle ore 15.43
dicevo.. la lineea piu morbida e ufficiale, consicte in due appuntamenti presi per la mattina del 14 uno con il console e uno con l'ambascitore italiano per la consegna di una lettera firmata come documento ufficile di protesta e disapprovazione della comunità di italiani, studenti, docenti ricercatori e chi piu ne ha da ridire... a Parigi.

[continua...]

insomma???
che state facendo li???
pachistrano lo chiudiamo cheddite???
io sono allergica alla polvere e finisce che non ci posso piu accedere se qualcuno non ci da una spolverata!!! ad ogni modo questi sono i piccoli particolari a grandi linee di una rivoluzione che esce dai confini nazionali. siamo tanti e devo ammettere che in tempi record... ci diamo da fare con buoni risultati.
saluti a tutti... spero di sentirvi presto, manifestanti,
Claudia.

martedì 28 ottobre 2008

l'etica è un illusione???

- …si costa un po’. Ai miei tempi, quando mi sono iscritto io, costava 5000euro l’anno, adesso non so piu precisamente. Prendilo un po come un investimento… tieni conto che poi, una volta usciti da Science PO entri a far parte di una griglia professionale per cui non puoi essere pagato meno di un “tot.”. Eeeh si… e questa è una buona cosa insomma. Trovi lavoro subito, subito… tieni conto che io sono uscito meno di… bah. Ora sono professore si, a Science Po. Perché ti forma capisci, poi rimani comunque dentro l’ambiente perché ti forma cosi tanto che… non siamo usciti ormai piu di 5 anni fa, eppure ci presentiamo ancora come studenti di Science Po. È un esperienza che ti rimane dentro, insomma…
-
Vi presento uno “stronzo legittimato”. La sua università alimenta e mantiene un sistema che si riproduce sulle inegualità di status sociale e sull’inegualità sociale quotidiana, parliamo di vita quotidiana. Di vita…
Un uomo di trent’anni che non torna in Italia a meno che non debba, ogni tanto, tornare… che ha smesso di studiare in Italia perché “si era rotto”, questo è anche comprensibile, anch’io me ne sono andata perché mi “ero rotta” di non studiare per noia, ma non sono qui a parlare per Science Po, a lavorare per Science Po, pubblicizzare Science Po, ad indossare la cravatta di Science Po ( quest’ultima cosa è piuttosto eclatante direi…).
Quest’uomo manifesta oggi per Roberto Saviano, davanti ai suoi colleghi, invitati per l’occasione, per fare bella figura, leggendo a voce medio-alta, senza megafono, estratti di GOMORRA.
Hanno riso di noi perfino i poliziotti: si sono presentati sul posto con tanto di pulman e tremor di gionocchia. Alla fine della… “manifestazione” si sono avvicinati e ci hanno detto: abbiamo mogli italiane che a casa quando litighiamo ci tirano padelle e urlano. Questo cos’è? Voi non sapete proprio manifestare…
Quest’uomo, che “si è adoperato” per scrivere una lettera a Saviano e comunicagli che se voleva uscire da quella merda di penisola italiana, lui gli avrebbe in qualsiasi momento cucinato un piatto di pasta… non manifesterà la settimana prossima per l’Università Italiana.
Perché? Perché il fantoccio qui, è stato sfornato da una delle piu grandi Università Private di Parigi; e oggi se da alito ai pensieri ne è l’ologramma…
In Francia ci sono le cosi dette “grandi scuole”, Les Ecoles Superiores, università private, soprattutto ad indirizzo economico, a cui accedi se hai soldi e che ti garantiscono un glorioso futuro professionale d’oro sonante.
Io parlo senza conoscere la realtà de Les Ecoles Superiores(non so neppure come si scrive il loro nome), io generalizzo sapendo di non sapere e sapenso che alcune persone che stimo e ammiro moltissimo qui a Parigi hanno frequentato queste scuole e vi manderanno i loro figli… io sospetto che qualunque genitore vorrebbe garantire una formazione e un lavoro assicurato ai loro figli, penso che avere una condizione economica “agita”non sia una colpa, però puo pesare sulla coscienza quando io “posso” frequentare una scuola e garantirmi una certa prospettiva professionale e il mio amico d’infanzia no...
Potrebbe essere un peso per me, nonché la manifestazione di una grande ingiustizia sociale per tutti.
La mia posizione riguardo la cosa è piuttosto chiara: privato preferibilmente no-grazie, privato è sbagliato.
La mia esperienza e quella di mio fratello credo l’abbiano dimostrato.
Io non avrei accettato un ulteriore controllo sulle mie idee, un ulteriore tentativo di farmi correre in una carreggiata che trovavo fortemente limitante, ottusa, stupida… e mio fratello non avrebbe dovuto sopportare ancora simili criteri di “valutazione umana”, quell’educazione era indegna di un essere intelligente, quell’ambiente sedava, tagliava all’adolescente le gambe che l’avrebbero portato a cercare e a trovare cio che era diverso da come lo raccontavano, da come te lo servivano su un piatto d’argento, sorridendo.
Il creazionismo… ma stiamo scherzando? Ammesso che sia vero, non mi sembra un argomento da imporre agli studenti durante una lezione di scienze… ridicolo.
In entrambi i casi non c’era il rispetto per l’originalità, l’autonomia di pensiero(chiari segni di malattia… non è un ragazzo sano, non è “un bravo ragazzo” se è appena appena diverso dagli altri. Cari prof. voi non avete capito che mio fratello era diverso perché era il migliore, il piu sensibile, il piu curioso… credevate veramente che facendolo rassomigliare algli altri si sarebbe rinsavito e sarebbe stato meglio? Gli mancava l’aria… stava benissimo, lui. Adesso se la crede un poJ…) e veniva esercitata una invisibile misurata al millimetro “violenza” psicologica. Bada bene che questo si puo anche riscontrare nelle scuole pubbliche, ma la pressione è diversa. Non c’è il gravossissimo peso dell’aspetto, educativo, morale-religioso… Non c’era insomma il rispetto per la persona che non rientrasse in uno schema preciso: quello dell’ignorante-marionetta, della persona controllata. A mon avis, non ricordo piu come si dice in italiano, cio che piu spaventa delle istituzioni private è rappresentata dal pericolo di un unica matrice di pensiero per tutti gli studenti*… e voila, ti escono dal liceo e dalle medie e dalle università… precisi come formine, o soldatini con una serie precisissima di direttive da seguire nella vita di tutti i giorni… come “il pinco” che ho ora davanti.
Senza dimenticare che la sua dannanatissima scuola fa perno sui soldi, su chi li ha e non li ha, si fonda insomma su un criterio di accesso che non è meritocratico ma puramente economico quindi si basa sull’esclusione, a danno delle persone meno abbienti… che divienta esclusione etnica una volta considerata la percentuale di persone stranieri/immigrate che possono usufruire di questa possibilità penso(neanche lontanamente.)… in questo modo non solo li escludiamo ma li isoliamo, li distanziamo di netto all’interno della gerarchia delle categorie professionali… io penso. Poi non lo so, sono piu il mago wender che Nostradamus io… io.
Io non voglio poter accedere ad una scuola che non è alla portata di tutti… solo entrandovi a far parte accetto una realtà che non rispetta l’uomo, l’uomo che è uomo come me.
Io penso che cio sia fortemente scorretto… io temo che questo stia accadendo in Italia e non voglio piu guardare negl’occhi un amico/a e sentirmi dire… se passa la legge io mi laureo ma non mi specializzo, non me lo posso permettere. Ancor piu non voglio, non voglio, non voglio incontrare altri ragazzi che mi dicono che in futuro per studiare si trasferiranno all’estero. Vogliamo vedere davvero la mia generazione auto-esiliarsi dall’Italia??? Finchè il Master in Sciences Sociales alla Sorbonne costerà 300 euro all’anno…
Neppure io vorrei studiare in Italia ora come ora, pensandoci non daro i miei soldi, i soldi della mia famillie ad uno Stato che si ingozza in modo incontrollato, sregolato, insano, no vorrei che neppure mio fratello e le mie sorelle non studiassero nell’università italiana… vorrei non vergognarmi cosi tanto di non aprire i giornali di non voler avere notizie dall’italia.
Ieri sono stata a casa di Mauro, mi ha fatto la pasta… giravo per la sua camera/entrata guardandomi attorno, aveva sistemato casa proprio bene, arredato… vedo sul pavimento un enorme televisione: vuoi vedere il tg5??? Dai???
Oddio, che malore… il presidente del consiglio dal… Conferenza del chissalcazzocosa Paesi Asiatici, si esprime sul sentimento di protesta che smuove la penisola Italiana, dice: Non capisco il comportamento della sinistra, proprio quando dovremmo essere piu uniti…
checcosa??? Checcosavuoldire??? E poi… Fai il finto offeso? Abbiamo un presidente che da un pulpito mondiale risponde alla propria nazione come un bambino che fa i capricci? Uniti per cosa? Perché cosi un giorno tu possa avere una, cento, mille università a tuo nome??? cosi stai sicuro che nessuno piu nessuno ti verra contro ma lavoreranno tutti per te… uniti per il senso o per il non senso??? Perché per me, che studio ora studio in un ambiente libero, fiorente, ricco di iniziative, io che tutte le settimane entro in un ufficio che brulica di giovani ricercatori da tutto il molto che hanno gia 5, 6, pubblicazioni alle spalle e collaborano nella gestione di una cattedra che ha tre lezioni a settimana, alternandosi… di modo che ogniuno possa avere voce, portare il proprio contributo pluridisciplinare alla nostra prospettiva di ricerca per dare la possibilità anche a noi di lanciarci in campi del tutto nuovi, laboratori di studio appena aperti, d’avanguardia… ecco, per me che sono una studentessa, questa legge non ha alcun senso.
A me… che la settimana prossima partecipero ad un ciclo di conferenze pazzesche sulla Post Modernità (organizzate dal centro di ricerca ceaq), tagliare le gambe alla ricerca non ha alcun senso… ricerca è anche questo e ancora altro, per esempio il non abituarmi mai a docenti con un paio di anni piu di me… con la laurea, se ti distingui, se lavori per… se te lo meriti, puoi gia insegnare.
Mah… non c’è nulla di piu inebriante qui per me che sentirmi dentro la storia, mentre si ipotizzano e si cercano e si scoprono e si reinventano e si nominano le cose… e io capisco perché i dottorandi i collaboratori e i ricercatori di Maffesoli sono soprattutto italiani. Perché il lavoro che loro fanno qui a Parigi, in Italia non esiste. …à mai piu?

Io non so di cosa sto parlando,
io vivo le cose senza riuscire ad imparare a teorizzarle,
io vado all’università e mi fermo a chiaccherare con i professori e il loro sapere mi entra come elettricità sotto la pelle… io parlo di cio che conosco, e cio che conosco sono praticamente solo emozioni.
Loro mi fanno scegliere cio che amo e cio che odio e nella fattispecie questo corrisponde all’amore per le scienze sociali e l’odio per l’ingiustizia(dal micro al macro, a partire dal guardiano della basilica del sacro cour che col piede fa lo sgambetto al bastone su cui si regge il vecchio che chiede l’elemosina all’entrata, fino alla legge 133 Gelmini-Tremonti), che non è genericamente “il male”, non un idea astratta, inconsistente… ma è qualcosa di radicato in processi sociali, politici, economici camuffati, ma identificabili (Saviano dice: io so. Io so e ne ho le prove proprio perché il male è mal camuffato, mai del tutto celato, semplicemente dissimulato, cosi evidente…).
Camuffati, neppure tanto bene… il nostro governo è palesemente un circo, il nostro presidente un porco-ignorante e il sindaco di Verona (che vieta ai comboniani di esporre la bandiera della pace perché simbolo politicamente simpatico alla sinistra e che quindi potrebbe fomentare chissà quali manifestazioni di dissenso otre la popolazione veronese ecc ecc) un maledetto farabutto-fascista.
Tutti tutti mostri da noi creati, non c’è il demonio, o ancora peggio, non sono “cose che sono capitate per caso” cosi “puntoebbasta”, dall’uomo create e l’uomo le deve sradicare… io non so ora e nel mio futuro all’occasione cosa mi si presenterà nel mio percorso, ma dove potro scegliere……………..........................................no.
Manifestate Manifestate Manifestate. Manifestate finche…………………………..bah.
L’etica è un illusione.

Per citare mia sorella in negativo:certe cose noi in Italia noi ce le sognamo!!!
Risponde indirettamente Battiato: e poi non trovate che il mondo sia felice di essere brutto???
A dodici anni ho letto Utopia… come un topolino.


*La scuola è il primo luogo in assoluto dove l’individuo apprende cio che “è meglio fare”, “meglio non fare”, “giusto” e il mio preferito “non sta bene”. Dietro tutte queste frottole: “è meglio fare”, “meglio non fare”, “giusto” e il mio preferito “non sta bene”, il cosidetto senso comune… si nascondono i farabutti, le loro malefatte e le prove delle loro malefatte.

lunedì 20 ottobre 2008

AVVISO IMPORTANTE


DOMANI, MARTEDì 21 OTTOBRE 2008, SI LAUREA L'ANTROPOLOGO PANTEISTA!!!!
ORE 15 AL 32 DISCUSSIONE!

RACCOMANDO QUINDI A TUTTI QUANTI DI PARTECIPARE E SOPRATTUTTO UN ABBIGLIAMENTO CONSONO, OVVERO IL PIù ASSURDO POSSIBILE, NONCHè UNA BUONA DOSE DI SCHERZI E ALCOOL.

RENDIAMO INDIMENTICABILE PER LUI, PER NOI E PER TUTTA LA CITTà QUESTO GIORNO!

HAHAHAHHAHAHAAAA(RISATA DIABOLICA)

lunedì 13 ottobre 2008

xXx Disel Party Paris, qualcuno è stato qui...









Une fête mondiale pour les 30 ans de la marque 10 octobre 2008
Renzo Rosso a l’habitude de voir les choses en grand. Alors, lorsque sa marque Diesel célèbre ses 30 ans d’existence, le fondateur ne se contente pas d’une soirée en petit comité. Il s’offre une fête de 24 heures non stop dans le monde entier. Coup d’envoi de la Diesel XXX Party? Samedi 11 octobre à 18heures à Tokyo. Suivront des soirées dans 17 villes du monde entier : Pékin, Dubaï, Tel Aviv, Athènes, Amsterdam, Milan, Zurich, Munich, Paris, Stockholm, Copenhague, Barcelone, Oslo, Helsinki, Londres et São Paulo...

ParisDeaselxXxParty Video Promo...fatevi quattro risate senza scioccarvi.

http://www.fashionblog.it/post/6215/xxx-diesel-video-porno-comico

martedì 7 ottobre 2008

Giusto per farvi sapere...

... AMO IVO! Mi ha appena tranquillizzato dicendo che mi riconoscono gli esami, anche se apparentemente sono simili a quelli che ho già dato a Bologna! Aaaaah, che brav'uomo!

lunedì 6 ottobre 2008

Un po' di novità...

Dunque, ragazzi... che dire?
E' da tanto tempo che non sento/vedo molti di voi... direi la maggior parte. Siamo sparsi per il globo, al momento... ma questo non toglie che abbiamo ancora il pachistrano... quindi...
PERCHE' AVETE SMESSO DI SCRIVERE?!?
Ok, ho capito che in un momento di capitalizzazione dell'economia globale e di crisi finanziaria come questo la privatizzazione e il protezionismo ci portano a una fioritura di blog più piccoli e individualisti... e non voglio criticarli, anzi, mi regolerò conseguentemente a questo trend e aprirò anche la mia attività... però... ogni tanto... qualche notiziola...
Ad esempio... io adesso ne ho una BOMBA:
ho iniziato a mettere su facebook le foto!
Lo so... facebook... anche per me ha una serie di problemi... ma è il modo più veloce per uploadarle... E, in effetti, il progetto è ancora ad una fase che, malgrado gli sforzi colossali, chiamerei embrionale... sono arrivato quasi alla fine della Sicilia... E sì, ho messo su le foto alla cazzo... non corrette, non selezionate in alcun modo... solo girate. Però, intanto, godetevele! Non mi fate sentire di aver sprecato queste ore passate a downloadare e uploadare...
E con questo... a presto, nel mio nuovo blog (gne gne, alla facciaccia di Bob!;)

sabato 4 ottobre 2008

Ma sono le pupille a immaginare mondi su quali sognare o sono i mondi a essere da sogno?

Ci sono dei posti dove, non so se per loro stessi o per gli occhi con i quali in quel momento li guardiamo, che evocano un mondo un po' fatato, da romanzo. Luoghi dove lo sguardo si perde nei particolari e la mente lo segue a catena, fluidamente. Dove c'è quell'atmosfera che è quasi come fosse sospesa nella nebbia, o meglio in una nuvola, su di una bolla di sapone, non so se mi spiego...



Mi è capitato poche volte di perdermi in questa nebulosa di sensazioni così particolare: qualche esempio.



Amsterdam.

in agosto e con un tempo da lupi. Ci aggiravamo per il centro e finiamo per assoluto caso (cercavamo semplicemente un po' di calduccio) in un mini-mini localino jazz. Di quelli seminterrati, fumosissimi, con le luci soffuse, pieni pieni di gente d'ogni tipo, qualcuno da solo, semplicemente con una pipa e un bicchiere di super alcolico non meglio identificato.

Cavolo, sarà stato anche per il buon livello di THC che avevo in circolo, ma mi sembrava di essere immersa in pieno in un sogno alla lisa simpson....con i fumetti cerebrali con le note che ballavano e stampato in testa un brano dell'antologia di spoon river...



Bologna.

Primi di ottobre. In giro un po' di corsa con l'antropologo panteista a pancia piena e io a pancia vuota a cercare locali per la festa di laurea. Pomeriggio passato amabilmente a cincischiare in giro, il tempo fugge dal controllo un po' troppo spesso ultimamente.

Mi infilo in una ferramenta per fare copia delle chiavi, onde evitare di essere chiusa fuori casa, di nuovo. Negozio stretto stretto e luuuuuuuuuuungo! Strapieno, ma dico strapieno di...boh...qualsiasi cosa, ovunque. Cose che ti penzolano sulla testa, ceste piene di cianfrusaglie più o meno utili per la casa o il bricolage sui pavimenti, espositori in ordine sparso, catene da bici, maniglie per porte attaccate al muro fino in alto in alto assieme a corde, cacciaviti colorati, tubetti di colla, stedini, viti, bulloni, bulloncini dorati ferrosi argentati.... Un bancone luuuuuuuuungo, con una parete aaaalta, tutta fitta di mensole che sembravano salire all'infinito. E piene zeppe di scatole quadrate, perfettamente allineate, dove al posto delle etichette avevano appiccicato sopra un esemplare del contenuto.Geniale!

Mi è subito venuta in mennte la Città incantata, di myazaki, dove c'è quella parete immensa pieeena di cassetti, gestita dall'uomo delle caldaie. Presente?

Cavolo che fortuna essere capitata qui!E poi il tutto un po' in penombra, perforza!Con tutto quello che c'è stipato da dove passa la luce?

Ma soprattutto...tre comessi usciti da...boh, tre favole diverse...soggetti incredibili. Un cocainomane, una gianna nannini con la raucedine, e lerch, quello della famiglia adams.

Mentre io mi perdevo a curiosare, completamente stordita e affascinata, l'antropologo panteista si irrigidiva sempre di più: "che posto orribilmente inquietante"(guardandomi con la tipica espressione da antropologo panteista un po' scocciata e un po' sarcastica)

"ma se è stupendo!, Domani vengo e fotografo tutto, bisognerebbe farci un cortometraggio qua dentro, eh Niccolooooòòò?Un po' come le antiche farmacie, tutte di legno e piene di boccette, o le biblioteche settecentesche, o..."

SIGNORINA LE SUE CHIAVI!30 EURO!aaaaaaaaaaaah!

Però ne è valsa la pena.

sabato 27 settembre 2008

Smag af Nord

Nel momento in cui cambia il vento, ti prende una sensazione strana. Sotto il cielo argentato di un Nord tanto onirico quanto reale, tutte le immagini di quello che è successo fino ad ora, tutte le pagine dei volumi precedenti, si sono messe a volteggiare nella stanza, come foglie mosse dal vento. Quelle foglie, che mi turbinano attorno, sono le foto di viaggi, momenti condensati in un ricordo, tanto vago quanto chiaro, adesso, nei miei occhi.

E in quei giorni, in cui il vento cambia, appena prima che ti porti via con sé, quando ancora stai assistendo a come tutto, attorno, viene sospinto più in là, beh, in quei momenti vedo la mia vita, tutte le vite, tremare, quasi di freddo, forse di paura, di fronte alle nuvole che incombono, di fronte al cambiamento che non si farà attendere a lungo.

Il cambiamento, qui, è già abbastanza concreto quanto le pareti, ancora spoglia, della mia stanza, quanto l’aria che entra dalla porta finestra, gelida di quello squisito soffio del Nord. E se guardo fuori dal balcone, non c’è scampo. La mia nuova vita, la mia nuova esperienza, è qui. E ho tutto il tempo per realizzarlo. Forse troppo tempo.

Il tempo che non mi prendevo da due anni. Il tempo vuoto, che si riempie di fumo o di whisky come le ampolle di qualche laboratorio della fantasia e preme per caricarsi di un po’ del peso di tanta bellezza e tanto timore.

La mia barca ha appena preso il largo, il vento si sta alzando, l’orizzonte è chiaro e steso davanti a me. Devo solo preparare le vele. Nemmeno. Già fatto. Devo solo attendere. Non tanto la meta, quanto l’avventura. Il viaggio in sé, che strapperà ogni istante allo scrupoloso sguardo dell’ozio per gettarlo nel calderone dell’ansia, dell’improvvisazione, della vita.

E allora aspetto, sapendo che dovrei prepararmi, immobile, come in quelle scene, nei film, in cui i protagonisti ti fanno infuriare e stanno mezzora fermi lì, capendo tutto quello che gli si sta per scaricare addosso ma senza la forza, il coraggio o la volontà di muoversi.

In quello stesso atteggiamento, non rassegnato ma immobile, sto di fronte al computer, nella mia nuova stanza, all’ottavo piano della casa per studenti di Ørestad, da dove posso vedere il cielo troppo luminoso per essere plumbeo che rimbalza sui tetti di Christianshavn, all’orizzonte, vagamente confuso dalla bruma che sembra affiorare dalla terra piatta per aggiungere un po’ di magia all’aria, forse generata dalla forza di un Nord ancora immerso nei miti.

Di fronte ai libri, alle mille cose da fare, da preparare, da vedere e visitare. Sto fermo. Aspetto che si abbattano tutte su di me, come so che faranno. Per poi lamentarmi di essermi fatto cogliere impreparato. Ma forse questa impreparazione è proprio il sapore del brivido che freme e risale la schiena, che colora di avventura l’aprire la porta. O forse il vento del Nord mi ha già reso un po’ matto. Forse qualcosa di scandinavo mi è entrato dentro, chi lo sa, con quel boccone di marmellata di lamponi, o con quella boccata d’aria di Helsingør.

Nel dubbio non mi muovo, per non farlo scappare via. Aspetto di procurarmi la mia pipa, il mio tabacco, di curare la barba e gli occhiali puliti anche nel design e scrutare il grigio specchio dell’Østersøen.

Insomma, sì, sono a casa, ancora una volta, ancora tra pareti sconosciute.

venerdì 26 settembre 2008

Ma se cambiano le case cambiano anche le cose?

Cambi di casa, traslochi, polvere, guanti, strano (per me)bisogno di trovare un posto ad ogni cosa.Imbarazzi con coinquilini sconosciuti, liste della spesa, subito dimenticate su una scrivania ancora sconosciuta.
Per me il trasloco in una nuova casa significa anche un formicolio strano in fondo alla pancia, che ti spinge a mettere a posto, chiudere, chiarire alcune cose rimaste in sospeso da tempo.
Non so voi, ma in qualche modo mi sembra siamo un po' tutti nella stessa barca, nello stesso scatolone se preferite...
Claudia: micromonolocale a paris
Filo: destinazione ignota a copenaghen(ma dove va l'acca?)
Flora e cri: trasloco in via mascarella
Io: inquilina fantasma in via indipendenza
Tolla Marta Gallo: Via torleone
Niccolò:non si sa ancora ma il cambio di cose e di casa è sicuro
Eccetera eccetera....
Dovremmo prendere una mappa di bologna e segnare tutto con delle nuove bandierine colorate...che ne dite?
E poi la facciamo una serata di inaugurazione del nuovo anno?
Matimaf
ps: il 9 ottobre, giovedì, seratona mi raccomando!C'è un compleanno!(per una volta un'occasione seria per una sbronza :))

lunedì 22 settembre 2008

LIMBO...

Dunque, giusto per dimostrare che il mio elettrocardiogramma non si è appiattito in qualche paese del mondo, scrivo due righe tra una valigia pesantissima da fare e uno zaino leggerissimo da disfare.
Sono sopravvissuto al Marocco e alla Spagna e, cosa forse più difficile, al secondo mese rispettivamente con Bob e zio Pasquale.
Il Marocco credo abbia lasciato a tutti, oltre a un po' di sabbia nello zaino, anche un po' nell'anima. I racconti li lascio a quando avrò più tempo e meno pensieri per la testa...
Adesso in realtà sono solo pieno di aspettative/dubbi/speranze/problemi...
Così per darvi un assaggio modernista, direi quasi joyssiano, di quello che mi passa per la testa riporterò un flusso di coscienza:
(sono seduto in camera con la finestra aperta, malgrado l'aria sia frescolina...) ...ecco, quello che mi mancherà di casa è l'odore dell'autunno di verbania, l'olea, il calicantus che non sentirò forse mai quest'anno, gli odori del calduccio dentro e del freschetto fuori, tutti quegli odori che hanno fatto speciali tanti momenti della mia vita... poi cazzo devo ancora dire ai miei che li vedo tipo per mezza giornata e non una intera... e devo finire le valigie invece non c'ho un cazzo voglia e mi ritrovo a festeggiare e invitare il mondo a casa "per salutarli"... e i vestiti sono lì sul pavimento dello studio, sono troppo pochi e troppo conci. E forse troppo leggeri. E quelli che mi piacciono, non so che fine fanno... e dio porco se adesso ci sono 4-7 gradi quanto cazzo farà freddo??? E io che ho freddo qui adesso con la finestra aperta... maledetto caldo sahariano a cui mi ero appena adattato... e mi fanno pure male i denti con la pulizia... e mi porterei tutta la stanza ogni volta che la guardo... tutti i libri, come sceglierne due o tre? Vuoi che non mi possa servire a un certo punto Dylan Thomas? O Cortazar, o Paz, o Ovidio, o Pound... Oppure un pennello o un colore in più? O le cose per shodo? O la macchina da scrivere? O il candelabro? Oddio, è impossibile...e le mie liste di cose fondamentali mancano sempre di qualcosa... tipo... vediamo... ecco: la cintura. Merda... devo ripensarci un po' su. Ma chi c'ha voglia? Vado a giocare a Zelda con la wii, quasi quasi...
Ok, ecco un'idea di come girano le cose qui... da tipo 3-4 giorni... Quindi capitemi se non vi scrivo ancora... in una settimana al massimo mi sarò stabilito nel mio bell'appartamentino con singola due bagni cucina sala e altr@ tre inquilin@ e tre balconi (che spero non si siano già fottuti gli altri!!!) a solo 8 km dalla facoltà... ahah... che mi farò in metro tutte le mattine... a piedi tutte le notti... allora sarò più loquace... e avrò un bel po' di cose da raccontare, a quanto pare!

venerdì 19 settembre 2008

Paris...

























Paris Pariiiiiis Paris Paris Paaaaaaaris Paris Paris Paris Paris Paaaaaaaaaaaaris Paris Paris Paris Pariiiiiiiis Paris Paris Paris Paris Pariiiiiiiiiis Paris Paris Paris Paris Paaaaaaaris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paris Paaaaaaaaris Paris Paris Paris Pariiiiiiis Paris Paris Paris... ... ... ... ... ...

domenica 14 settembre 2008

MAROOOCCCOOOOOO!!!!

martedì 2 settembre 2008

Buona strada!

E così, mi dicono che Claudia è partita... e io non l'ho neanche salutata... per evitare che riaccada volevo fare un saluto generale a tutti quanti siano in procinto di partire!Un "in bocca al lupo" di rito di cui so già non ce ne sarà bisogno e un sorriso che nasconde tanta invidia di voi che ve ne andate in giro per il mondo!Buona strada a tutti!

mercoledì 27 agosto 2008



ENIVREZ-VOUS

Il faut être toujours ivre. Tout est là: c'est l'unique question. Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. Mais de quoi? De vin, de poésie ou de vertu à votre guise. Mais enivrez-vous. Et si quelquefois, sur les marches d'un palais, sur l'herbe verte d'un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous vous réveillez, l'ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l'étoile, à l'oiseau, à l'horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, demandez quelle heure il est; et le vent, la vague, l'étoile, l'oiseau, l'horloge, vous répondront: "Il est l'heure de s'enivrer! Pour n'être pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous; enivrez-vous sans cesse! De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise."


UBRIACATEVI Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi. E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."

Charles Baudelaire

domenica 27 luglio 2008

Un Romeo Veronese è Un Romeo Campanilista.....


Da Romeo e Giulietta di William Shakespeare.
Ho scoperto che era già nelle intenzioni di Shakespeare
scrivere 4 righe per sottolineare il campanilismo Veronese...
E io che credevo non potesse starsene lontano dalla sua bella!
Ho sempre trovato stridente questa targa, almeno quanto il rumore del gesso sulla lavagna,
il rumore del gesso sulla lavagna nelle mani della maestra Luigina alle elementari.
Adesso la guardo allibita... Quando è vissuto Shakespeare???
fra il XVI e il XVII secolo... Merda.



« There is no world without Verona walls,
But purgatory, torture, hell itself.
Hence-banished is banish'd from the world,
And world's exile is death: then banished,
Is death mis-term'd: calling death banishment,
Thou cutt'st my head off with a golden axe,
And smilest upon the stroke that murders me »

« Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona:
c'è solo purgatorio, c'è tortura, lo stesso inferno;
bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo;
e l'esilio dal mondo vuol dir morte. E quindi
dire esilio è dire morte con altro termine, falso ed improprio;
e tu, a chiamar esilio la mia morte, mi mozzi il capo con un'ascia d'oro,
e sorridi del colpo che m'uccide. »


La risposta và trovata nei geni, cosi dice mia nonna...

Il miglior canto è quello dell'uccello che canta sul proprio albero genealogico, così dice Jodorosky.

Jacques Yonnet,
era consapevole che una città è fatta sopratutto del sangue delle persone che la abitano
(e in via accessoria del vino che bevono, ma questa è un altra storia...
più la Nostra, direi).

giovedì 24 luglio 2008

Barzelletta...

Verona, centro storico,
20 Luglio 20008,ore 18:00.
Ci sono una Rumena,
un'Albanese,
un Brasiliano,
una Veronese
e un Africano seduti al tavolo di un bar per un aperitivo.

La Rumena parla per prima,
è una ragazza bellissima,
giovane bionda, con gli occhi azzurrissimi,
dice:
io vorrei farmi un tatuaggio.
Vorrei tanto disegnarmi il simbolo di PLAY BOY qui,
sul fianco destro! E alza un poco la maglietta...
guarda il Brasiliano e chiede: ci sono tanti travestiti che girano per strada in Brasile???

La ragazza Albanese si mette a ridere, e prende la parola.
dice che è in italia da quattro anni:
Quando tre anni fà dissi a mia madre che uscivo con un ragazzo qui a Verona, Albanese anche lui, però del sud dell'Albania,
mia madre pianse e si mise a gridare dall'altra parte del telefono:
Basta!!! tu non lo devi piu vederere!!!
lo sai, loro sono diversi da noi, noi non li sopportiamo!!!
Ragionano in modo diverso, siamo incompatibili!!!
io e tuo padre siamo contro questa cosa...
sono passati tre anni e loro si stanno per sposare,
sua madre ignora che lui sia tutt'ora il suo ragazzo.

Questo le è venuto in mente oggi, perchè prendendo l'ordine al tavolo,
un uomo- "terrone", come dite qua voi in italia, mi ha chiesto:
-cos'è quella bandiera su quella facciata.
-non lo so signore...
-come non lo sà???
-non è lei qui di Verona?
-signore a dir la verità io non sono neanche italiana...
-AH, no??? e di dov'è???
-Albanese signore...
-Albanese???
l'espressione dell'uomo cambia e si fà sprezzante:
-IO ODIO GLI ALBANESI...
La moglie sobbalza sulla sedia -Caro, ma cosa dici???
...quando sono tornata al tavolo per chiudere il conto il signore mi ha detto un po imbarazzato:
-ecco, e questi sono per lei.
5 euro di mancia...
-Signore, se li tenga.
E me ne sono andata.
A qusto punto tuuti guardano l'Africano,
lui è chiaramente straniero in terra straniera: dicci la tua storia!
-No, no io sono nato là, ma sono stato adottato piccolissimo. Sono Veronese io. Nonm saprei giudicarmi altrimenti: i miei genitori, i miei nonni, i miei cugini, i miei amici sono di qua. Non c'è una storia da raccontare fuori da questa città...

okkey, chiarificato che l'Africano è il piu italiano di tutti messi assieme, il Brasiliano pensa che sia giunto il suo momento di parlare: io ho 26 anni e prima dei 24 non mi sono mai comprato neppure una camicia da solo. Nella mia casa, da mia madre e mio padre ero servito in tutto. non ho mai dovuto fare nulla per me...
poi, quando è morto mio padre io ho pensato fosse giunto il momento di cambiare.
sono venuto in italia a prendere la cittadinanza e con me avevo 2000 euro. l'affitto del mio appartamento costava 250 euro al mese. nel giro di poco tempo mi sono ritrovato senza soldi anche solo per mangiare, in tre mesi sono dimagrito 19kg. In brasile io ho fatto due università private, pagate dai miei genitori, mi sono laureato in "cuoco", io. Ecco io non lo volevo dire ma sono andato anche alla Caritas un giorno, per chiedere se avevano qualcosa da mangiare. non l'avevano, mi hanno detto... non l'avevano!
la prima volta che mi sono comprato le sigarette qui in italia il tabaccaio mi ha insultato: voi siete il problema dell'Itali!!!-ha detto.
Ma "va bene, va bene!!!" penso io!
Laciamo dire che Brasile è giungla, Brasile è scimmia, Brasile è travestiti! a questa gente non importa...
Cala il silenzio, lui guarda me che lo ascolto.
-tu sei diversa dagli altri, tu sei diversa in questa città.
E per la mia diversità comunque a volte discriminata -penso io- dalla mia città, dalla mia famiglia, dai miei amici, dai miei cari.

mercoledì 23 luglio 2008

Sono la sete della brace di tornare ramo

Sentite... non potevo sopportare di vedere che nessuno scrive, tutti spensierati per l'estate... Ma soprattutto c'è bisogno di cambiare ogni tanto i post...
Quindi...
Come mi pare ovvio sono tornato a soffrire di insonnia, visto che qui l'attività tende a spegnersi verso l'1. Lo zanio, ancora semi vuoto, aspetta il suo momento, sempre più vicino, in terra, accanto al sacco a pelo. La scelta dei libri è sempre il momento più sofferto.
Cerco, inutilmente, di affaticarmi durante il giorno.
Ieri sera, per passare il tempo, mi sono visto "Il cacciatore di aquiloni". Ovviamente avevo già iniziato a leggerlo... senza riuscire a finirlo... Troppo toccante. Ok, il film, a quanto pare, non è da meno. Sono riuscito a dormire bene dopo, comunque.

Ultimamente sono irrequieto.
Non c'è tranquillità per chi è già partito.
L'attesa dilata solo il desiderio.
Il mistero del viaggio, l'ansia di orizzonti nuovi, di nuvole diverse, di voci, costumi, colori, suoni e odori mai visti eppure già assaporati. Tutto questo turbina in ogni sguardo del viaggiatore che ha già lo zaino in spalla ma è trattenuto da qualcosa.
Non voglio essere trattenuto.
Non voglio che dei pensieri mi pungano la notte.
Non voglio che qualcuno mi faccia rigirare nel letto.
Non voglio fare fatica a respirare.
Insomma, ho bisogno che la strada cambi attorno a me, che il clima trascolori in una sfumatura di verde spento dal caldo, che si sciolga nelle spiagge rocciose e che si incendi in un tramonto vivo solo delle grida dei muezzin.

رجاء

Beh... carico lo zaino in spalla e sono pronto.

Poi, è il rullo dei giornali a battere il tempo della vita;
ma le falene a stento distinguono la luna dalle luci
e la mela non coglie la sua fine.
Così le giornate del tempo dilatato scivolano
nel nulla delle zanzare e dei libri non finiti.
Non parlo;
sono tra quelli anch'io,
che truccano le carte e crollano
nell'irrequieta gloria dell'incoscienza.

E così si inizia.

Dalla grata della mia angusta cella
vedo alberi sorridermi
tetti gremiti della mia gente
finestre che per me piangono e pregano
dalla grata della mia angusta cella
vedo la tua grande cella.

giovedì 17 luglio 2008

Avvistamenti estivi

Scusate l'intrusione improvvisa e -parafrasando Elena- telegrafica. STOP
Avvistata in Verbania La Destro o sua sosia STOP
Con mia enorme sorpresa e sconcerto STOP
Spero solo sosia che si presti a foto per i nostri fini ludici STOP
Tenterò di rintracciare STOP

mercoledì 16 luglio 2008

siracusa dreaming



Bergamo, mezza estate mezza sera.
Per quanto cerchi di scimmiottare Baricco o la Tamaro dalla tapparella a mezz'asta non galoppano i luminosi destrieri multicolore dell'arcobaleno, la brezza fresca non mi porta col pensiero alla verde Irlanda, nè tantomeno lo scirocco riesce a far vorticare gli orobici propilei in larghi gesti barocchi.
Allora mi volto, con lo sguardo ispirato alla Verlaine, ad osservare al di là della siepe leopardiana che è la finestra di questo pentalocale.
Vedo solo la colf dei vicini che, tra un geranio e l'altro, mi osserva come per dire " che cacchio vuoi ".

Desisto e mi spoglio della poesia che non mi s'addice, sposando una sana prosa lombarda, che qui si lavora e non si ha tempo per le smandolinate meridionali.
Ho lasciato una Bologna semideserta poco prima che gli ultimi, sparuti indigeni avessero deposto gli ultimi insetticidi davanti all'esercito invasore di zanzaroni geneticamente modificati dall'assunzione massiccia di bayer e off nèpuntinèunti, per tornare all'ovile provinciale.
Semideserto anch'esso, e in via di colonizzazione da parte dell'invincibile armata di invertebrati volanti.
A mò di benvenuto tra l'altro, una zanzara gerarca ha deciso di marchiarmi l'orecchio con una svastica prudente ( non nel senso di prudenza, ma di prurito ).

Ma non è questo che conta.
Quel che conta è la posizione di totale imbruttimento nella quale mi trovo ( e nella quale sguazzo, ca va sans dire ).
In sostanza mi ritrovo immerso fino alle volitive ascelle nella borghesia più improduttiva che proletario ricordi.
Mentre attendo il ritorno di qualche orobico disperso in giro per l'Europa, mi ritrovo sostanzialmente solitario per gran parte della giornata, che riempio, da buon operatore culturale, con qualsiasi medium mi capiti a tiro.
E allora ecco che la cara, vecchia televisione mi si dà peggio della liceale delle storielle con il suo bastimento di documentari e informazione giornalistica balneare, la stampa mi propone ottimi motivi per dichiararmi prigioniero politico, il cinema rimediato sul quindicipollici del portatile ( non sono abbastanza cinefilo per andare in sala da solo ) offre ottimi b-movies di italica stirpe e la rete delle reti tutto il resto, tra cui comunicare con una Sandy che ormai le manca solo la lupara e il postare le confessioni di una mente pericolosa su questo blog.

In questi giorni l'apogeo dello stress è rappresentato dall'impresa di prenotare uno stramaledetto bungalow in villaggi turistici affollatissimi, in alta stagione e con prezzi proibitivi, da un popolo che, secondo raitre o retequattro a seconda del colore del governo, è ormai per due terzi in stato di pressochè totale indigenza. Trattengo lo pfui a mezzabocca, poi non resisto e lo scrivo. Pfui.

Per il resto nulla di nuovo sul fronte nord-occidentale, a parte un ringraziamento all'ottico che è riuscito a dar forma, come un Michelangelo post-moderno, ai ray-ban praticamente nuovi sui quali mi ero seduto una sera pre-esame, non per populistico sfregio al Sistema e ai suoi stupidi status symbol ma per più semplice goffa imperizia.

Stay tuned che tanto qui di tempo per scrivere ne ho a pacchi.

Filostrato,
con una maglietta orrenda regalatagli da mammà

Pensieri di nulla

L'esatate sta scivolando via lentamente tra cieli azzurri e prati di quel verde brillante che sa di infinito, al suono di down by the seaside, che fà molto hawaiiano un pò retrò.
I pomeriggi afosi passati al riparo delle persiane, in camera a riflettere di nulla aspettando la sera, una coperta ed una birra pensando all'anno trascorso come ad un addio... Pensare che ciò che è stato non tornerà... La paura del futuro, il timore del cambiamento, di ciò che è sempre in forse, sono un chilosà detto con allegra malinconia...Ma la vita è così, non riesci a trovare un attimo di tregua, di felice stallo in ciò che hai, in ciò che hai costruito. Mi sento una casa dei ricordi, un reliquiario di belle esperienze, perchè quelle brutte, le tristezze passate, quando sono passate, prendono quella patina impermeabile che le rende meno dolorose. E cerchi di nasconderle in quell'ultimo cassetto di memoria che non si apre mai, che non vuoi aprire e che se apri richiudi sempre...Fuga, chiamiamola pure con il suo nome, anche se detto così fa brutto... Sembra qualcosa che non si dovrebbe fare, qualcosa di sbagliato, perchè i problemi vanno affrontati, non si possono evitare...Ma chi lo dice?! Ogni tanto un pò di rassegnazione ci vuole, ci sentiamo supereroi che possono agire su tutto, ma non è vero, certe cose sono più grandi di noi...Almeno più grandi di me, che dal mio metro e mezzo è già tanto se sono più alta di una formica. Con questo non voglio dire che trovo "giusto" lasciarsi scivolare le cose addosso in uno stato di passività cosciente, perchè alla lunga si arriva a sentirsi persone inermi, ma continuare ad arrancare in cerca di qualcosa a volte può essere deleterio. A riflettere troppo si arriva a perdere la spontaneità...
Spontaneità, un' altra bella parola, molto romantica...Ma che cozza con la vita di tutti i giorni, che viene stretta in una morsa di autocoscienza e utopia, tra quello che siamo e quello che vorremmo essere... Se riuscissimo ad essere quello che vorremmo, poi saremmo ancora noi? Il nostro istinto, le emozioni incontrollate, i nostri scatti d'ira/d'affetto, i momenti deliranti in cui di quello che pensano gli altri non te ne può fregare di meno, dove andrebbero a finire?! E' un discorso aperto, dove ogni pensiero si scontra con il suo opposto altrettanto valido... Dove trovare, come raggiungere un compromesso? non l'ho mai scoperto.
Oggi sono disfattista, domani chissà, avrò già cambiato idea... e che male c'è? La coerenza va bene, ma la vita non è coerente, è in divenire... e secondo me, divenire e coerenza non vanno molto d'accordo... Come cambiare rimanendo gli stessi?!

lunedì 14 luglio 2008

Farsi male con dell'acrilico secco è difficile, ma non impossibile

Beh, con le mani sporche mi fermo e scrivo. E' tornato il sole, finalmente, a Verbania.
E, inspiegabilmente, sono le otto.
Merda. Temo di aver perso una giornata intera su metà di quello che sto facendo.
Bah. Il vento sospira per me, ancora freddino dei temporali appena passati.
Chissà come mai, ma sento che ci sarebbe bisogno di qualcosa per dare un senso a questa giornata.
L'ordine che ho fatto è fittizio.
Ho ancora tutti i viaggi a partire da Praga da sistemare, tutte le cose che ho scritto da due anni a questa parte mai rilette. Insomma, si, sembra ordinata la stanza, e mi accontento.

Ok, pensavo di mettere una cosa che ho ritrovato dopo tanto tempo, ma forse non ne vale la pena...
Quindi...
Che si fa?
Qui ormai è ora di mangiare...
Vado avanti a scrivere fino a che non mi chiamano...
A commiserarmi per aver deciso troppo tardi e troppo male quel colore, che è caldo e sembra in primo piano quando non dovrebbe esserlo...
Lo raffredderò domani.
O sta notte, se viene boicottata lo stesso.
Il brutto è che non ho una casa MIA dove invitare la gente.
Mah...

E oggi, come si suol dire, è un'altro giorno.
Diciamo pure che in realtà non combino troppo. Ma leggo, scrivo, faccio ordine, restringo i libri un po' come Merlino, dipingo e mi ammazzo. Insomma, per usare un termine straniero ma molto in voga, relax.
Ma oggi, oggi, poco fa, insomma, è successa una cosa eccezionale. Dopo la solita uscita lampo, giusto il tempo di fare un po' il folle, con tutti che mi lasciano con le coppie e le coppie poi che mi lasciano a piedi nemmeno all'una, sono tornato a casa.
E, ora viene il bello, la mia stanza era l'unica illuminata.
Dalla luna.
Sì, la luna era entrata in camera correndo lungo il sentiero di riflessi che se leggerete Roverandom capirete come si fa a percorrere e illuminava la mia stanza.
A dire il vero la illumina tutt'ora.
In effetti sto scrivendo a lume di luna.
Insomma, le cronache verbanesi non sono così emozionanti e piene di avvenimenti.
Ma di sicuro aiutano a ubriacarsi di luce di stele, lucciole ed erba appena tagliata.
Il mondo non mancherà di stupirci, di farci sentire vecchi, giovani, questo e quello, ma alla fine...
Attore: Niente…proprio niente…
Scrittore: Cosa?
Attore: Senza senso. E’ vuoto.
Scrittore: Il finale.
Attore: Certo. Di che altro stavamo parlando? Del finale.
Scrittore: Stiamo sempre parlando del finale.
Attore: Perché è irrimediabile.
Scrittore: Ammetto che è poco soddisfacente.
Attore: Poco soddisfacente? Non è neanche credibile. Il trucco è di cominciare dal finale quando si scrive una commedia. Basta trovare un buon finale di effetto e poi si torna indietro, e si scrive il resto.
Scrittore: Ci ho provato. Ho fatto una commedia senza un inizio.
Attore: E’ assurdo.
Scrittore: Assurdo? Cosa è assurdo?
Attore: Ogni commedia deve avere un inizio, un centro e una fine.
Scrittore: Perché?
Attore: (con sicurezza) Perché tutto nella natura ha un inizio, un centro e una fine.
Scrittore: E il cerchio allora?

Non è per niente questo che volevo dire. Non è questo, per niente.

Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock
di Thomas Stearns Eliot

S'io credesse che mia risposta fosse
A persona che mai tornasse al mondo,
Questa fiamma staria senza più scosse.
Ma perciocché giammai di questa fondo
Non tornò vivo alcun, s'i' odo il vero,
Senza tema d'infamia ti rispondo.


Allora andiamo, tu ed io,
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo
E ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche;
Strade che si succedono come un tedioso argomento
Con l'insidioso proposito
Di condurti a domande che opprimono...
Oh, non chiedere « Cosa? »
Andiamo a fare la nostra visita.

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

La nebbia gialla che strofina la schiena contro i vetri,
Il fumo giallo che strofina il suo muso contro i vetri
Lambì con la sua lingua gli angoli della sera,
Indugiò sulle pozze stagnanti negli scoli,
Lasciò che gli cadesse sulla schiena la fuliggine che cade dai camini,
Scivolò sul terrazzo, spiccò un balzo improvviso,
E vedendo che era una soffice sera d'ottobre
S'arricciolò attorno alla casa, e si assopì.

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

E di sicuro ci sarà tempo
Di chiedere, « Posso osare? » e, « Posso osare? »
Tempo di volgere il capo e scendere la scala,
Con una zona calva in mezzo ai miei capelli -
(Diranno: « Come diventano radi i suoi capelli! »)
Con il mio abito per la mattina, con il colletto solido che arriva fino al mento,
Con la cravatta ricca e modesta, ma asseríta da un semplice spillo -
(Diranno: « Come gli son diventate sottili le gambe e le braccia! »)
Oserò
Turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà

Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?
E ho già conosciuto le braccia, conosciute tutte -
Le braccia ingioiellate e bianche e nude
(Ma alla luce di una lampada avvilite da una leggera peluria bruna!)
E' il profumo che viene da un vestito
Che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate a un tavolo, o avvolte in uno scialle.
Potrei rischiare, allora?-
Come potrei cominciare?

. . . . . . . . . . . .

Direi, ho camminato al crepuscolo per strade strette
Ed ho osservato il fumo che sale dalle pipe
D'uomini solitari in maniche di camicia affacciati alle finestre?...

Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli
Che corrono sul fondo di mari silenziosi

. . . . . . . . . . . . .

E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata... stanca... o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e, i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,
Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po' a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l'eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.

E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze, la marmellata e il tè,
E fra la porcellana e qualche chiacchiera
Fra te e me, ne sarebbe valsa la pena
D'affrontare il problema sorridendo,
Di comprimere tutto l'universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda che opprime,
Di dire: « lo sono Lazzaro, vengo dal regno dei morti,
Torno per dirvi tutto, vi dirò tutto » -
Se una, mettendole un cuscino accanto al capo,
Dicesse: « Non è per niente questo che volevo dire.
Non è questo, per niente. »
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? -
E' impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
« Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire. »

. . . . . . . . . . .

No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo;
Io sono un cortigiano, sono uno
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l'avvio a una scena o due,
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo,
Deferente, felice di mostrarsi utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di nobili sentenze, ma un po' ottuso;
Talvolta, in verità, quasi ridicolo -
E quasi, a volte, il Buffone.

Divento vecchio... divento vecchio...
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo.

Dividerò i miei capelli sulla nuca? Avrò il coraggio di mangiare una pesca?
Porterò pantaloni di flanella bianca, e camminerò sulla spiaggia.
Ho udito le sirene cantare l'una all'altra.

Non credo che canteranno per me.

Le ho viste al largo cavalcare l'onde
Pettinare la candida chioma dell'onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l'acqua bianca e nera.

Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d'alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.

domenica 13 luglio 2008

E se mi rado il pube?

Come promesso inserisco la "canzone" (ci vule del coraggio a definirla tale) che, in un momento di delirio collettivo, è stata scritta a 8 mani o giù di li e che diventerà LA hit parade dell'estate...
"E se mi rado il pube?"
Yo te quiero merendero
Luisa Corna come Jacomo Agostin
Tu profumo m'è compagnero,
resti sempre un merendero.
Y quando spunta l'erba la mando a pascolar!
Come vorrei essere una vacca da latte...
e mangiare le cacche.
Di lì Di là
Dodò dodò didà
Evviva il papa, il papa Giovanni, lui è il papa della bontà!
Chicco di grano marcio,
sparisci o ti tiro un calcio.

Arrangiamento musicale by Michele.

Bene, si lo so, non ha senso... ma non poteva non entrare tra i ricordi di tutti i momenti deliranti passati insieme e, soprattutto, sarebbe stato molto egoistico da parte nostra non rendervi partecipi di questa cazzata!

TUONO

A dire il vero le cose che vorrei scrivere si accumulano e si accumulano... e alla fine non scrivo niente, mi pare ovvio... ma come qualcuno già sa, tornare in famiglia mi fa tornare ottocentescamente aristocratico. E questo getta i suoi rilessi anche sul mio modo di scrivere. E mi sto contenendo. A dire il vero li getta anche sul mio modo di essere.
Sì, insomma, vi scrivo da una quiete oziosa e allo stesso tempo ben desiderosa di filantropicamente gettersi nella direzione di una qualche impresa al servizio dell'umanità. Oh, adesso corro e prendo il mio cavallo e...
Ok, ok... ridimensioniamo i toni.
Posso ancora controllare le mie crisi di personalità, credo.
Quindi, che aggiornamenti?
Vedo un po' di silenzio, quindi deduco che non è la mia ritrovata estiva e casalinga filoaristocrazia che mi spinge a posticipare sempre ogni cosa nella cotonosa e avvolgente calma estiva, ma che è un fenomeno che interessa tutti...
Beh, qui la calma estiva è praticamente una barriera, interrotta solo dai temporali, all'ordine della mezza giornata, con grandine talvolta e fulmini a cascata su casa mia. Ma non voglio parlare di cambiamenti climatici, se non in virtù della loro capacità di spiegare ben altri cambiamenti.
Immagino a questo punto di aver già annoiato a sufficienza i lettori di questo post, sostanzialmente inutile...
Eppure c'era qualcosa che volevo dire.

L'apparizione
di profili di luce,
improvvisa,
nel buio
di una notte
fradicia
accende per un istante
l'immobilità terrorizzata
del tempo,
di luce violacea.

No, niente, mi sono scordato.
Sarà per la prossima volta.

sabato 12 luglio 2008

un cavaliere semi sconosciuto e la val Trebbia

Da quanto tempo tu, cavaliere d'argento, la stavi rincorrendo?
Il sorriso fanciullesco...
Da quanto tempo la cercavi bramoso dietro ogni ansa del fiume?
lo sguardo vispo,occhi che infondono dolcezza...
Da quanto avevi reso speciale il rapporto col tuo destriero seguendo le linee curve che sensualmente salgono adattandosi con cura alle linee antiche della valle?
La vitalità sfrenata che rasenta la sfrontatezza...
Dal vostro primo, fugace incontro ti aveva stregato: i suoi morbidi veli accarezzano provocanti la mente di ogni torbido sognatore...

lunedì 7 luglio 2008

Litterae

Da questa clausura forzata, da questa pigrizia imposta da imposte chiuse dalle nuvole, cerco di trarre spunti per capire un po' cosa sta succedendo. Almeno questo è quello che in un primo momento mi sorprendo a pensare.
In realtà correggo la rotta... non si può sempre capire.
E allora prendiamo queste emozioni così come sono, affondiamoci la testa per uscirne coi capelli bagnati e gli occhi rossi. Rinunciamo per un po' alle lenti di questo fuoco, di questo incenso che da dentro mi affumica con un'inquieta curiosità, facile preda dei sospiri più inudibili.
Sento le fibre del mio corpo distendersi e, lentamente, travestirsi di marmo nelle note di un bebop distante, con sguardi di calavere ammiccanti e impiumate.
I granelli del tempo mi rimangono tra i denti e me ne dimentico, al mattino, quando mi perdo nei riflessi dell'acqua attraversata dal sole. Desidero, ovviamente, riempirmi i polmoni di questo suo odore, sfogliare le pagine fatte a mano di una vita dipinta a toni nuovi.
Possono anche suonare stonate, ma questa musica è la mia casa, dove riposo gli occhi; la palestra in cui mi addestro a non guardare.
Le nuvole, poco per volta, si aprono, ma il sole è quasi scomparso ormai, insieme a tutti i confini delineati, in quell'ora in cui ogni tratto è parte di un'unica macchia sensualmente uniforme e indistinta.

"Dice che farà brutto per altri due giorni almeno"

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. ut melius, quidquid erit, pati.
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem quam minimum credula postero.


Non chiedere, o Leuconoe (è illecito sapero) qual fine
Abbiano a te e a me assegnato gli dei,
e non scrutare gli oroscopi babilonesi. Quant’è meglio accettare
quel che sarà! Ti abbia assegnato Giove molti inverni,
oppure ultimo quello che ora affatica il mare Tirreno
contro gli scogli, sii saggia, filtra vini, tronca
lunghe speranze per la vita breve. Parliamo e intanto fugge l’astioso
tempo. Afferra l’oggi, credi al domani quanto meno puoi.

(la traduzione di Canali è la migliore...)

Quanto è brutto voler sapere il futuro, no? Quanto odio il meteo. Lasciamo all'oggi almeno la speranza nel domani. Magari il sole ci sorprenderà.
Nel frattempo, nel crepuscolo incerto e vago, dove le figure si affacciano dalle ombre e la mente può correre libera nella realtà, vedo un postino spuntare dal buio.
Come rispondere alla mille lettere non arrivate a destinazione? Ai telegrammi non recapitati, persi, smarriti nel cammino?
Prendo carta, penna, inchiostro e una busta bella grande.
Rifletto, chino su me solo, nel foglio bianco, e riaffiorano emozioni lontante e prossime, confuse, anche loro, in un indistinto e vago dolore tra le costole.
Il cielo sbava tutti i colori ordinati dalla vita; passa, umido di nuvole, sopra ai caran d'ache della realtà e al crepuscolo conclude il suo lavoro in un tripudio di fuoco.
Anche il foglio dev'essere umido. Perché umide sono le sensazioni che sono finite nei cassetti più intimi della mia carne, le memorie, bagnate dal tempo, bagnate di quell'umidità un po' muffa tipica di quello che è passato, che è rimasto indietro, in una cantina ancora non ritinteggiata. Umido di lacrime, salmastre di gioia e malinconia.
Ma non basta.
Sì, perché quello che si ha sfiorato una volta sta rinchiuso solo per poter essere liberato, come gli uccelli per le vie di Benares, che i mercanti vendono per vederli volare via dalle gabbie. Allora la lettera si dovrà aprire, come la porticina di quelle gabbie, lasciando in libertà i sorrisi, le lacrime, i baci, i fremiti.
Una musica vibra nelle corde di ogni spettacolo di marionette; e ogni corda fa il suo percorso, libera di seguire la sua bambola, e risuona di toni diversi, echeggiando anche sul foglio spalancato, dentro la stanza più intima della memoria.
Anche l'odore riempie quella stanza di fragranze sempre esotiche nella loro banale freschezza estiva o nel loro ricercato livore invernale.
Le temperature, le misure, le consistenze declinano l'ambiente in mille scenografie differenti e con il gusto di sapori solidi e concreti, fatti di mani, di muscoli, di impasti e di padelle speziate scrivono nella lettera la grammatica di ogni secondo, per suggerire una voce, una goccia di questo inchiostro speciale che è il ricordo. Il sogno.
Questo io scriverei, con questo abbraccerei senza condizioni, senza pudori, quasi senza corpo, sicuramente senza barriere, tutti quelli che ancora attendono, o che non ricordano più, un sorso di vita in compagnia.
E a sugellare la lettera le mie labbra si schiuderebbero in un sussurro che sveglia gli occhi di ogni secondo, gonfi di emozioni, per dire che questo è la vita ed è il nulla.
Questo scriverei, se non mi fossi addormentato sulla poltrona, al fresco di una piovosa aria lacustre.

domenica 6 luglio 2008

Racconto a Post-eriori

Premessa:Questa è una bozza di post abbandonata nei meandri del pachistrano che Cl., durante un'assurda serata a Verona, mi ha ricordato di aver lasciato a metà. Ho deciso di completarla. Come al solito mafaldamente in ritardo.(il fatto risale a un paio di settimane fa)
Orbene andiamo a incominciàr! tralalalaà

Volevo condividere con voi una cosa strana che mi è successa ieri sera.

Dunque: sono
le 3 e mezza di notte, torno a casa, come al solito guardo con sospetto il marciapiede che gira intorno al giardino per evitare le terribili lumache...

Arrivo al portoncino posteriore e accendo la luce, controllo che non ci siano lumache e sto per infilare la chiave nella toppa...ma...cos'è??? Giusto giusto sul mezzo della porta c'è un oggetto strano e non meglio identificato...UNA PIGNA!?!

Cosa diavolo ci fa una pigna così grossa lì? Chi ce l'ha messa? Forse la mamma voleva avvisarmi di qualcosa?Mi guardo un po' intorno, cercando di capire...no, non abbiamo nessun albero che possa produrre pigne in giardino. E poi non può essere caduta per caso giusto lì in mezzo...

Strano, molto strano...ma...aspetta, questa pigna è un po' versa dall'idea-pigna classica...mi avvicino...tra il mio naso e la pigna ci sono pochi centimetri.OOOCCRISTO! E' un uccello!Faccio un balzo indietro...

Mi guardo attorno di nuovo e mi rendo conto della stranezza della faccenda, che cacchio mi guardo attorno a fare?L'uccello è immobile, pietrificato, adesso che ho capito dove è posizionato il becco, mi avvicino di nuovo e ci scrutiamo per un po', segue i miei movimenti con la testa ma non si sposta di un centimetro...E adesso?

Rimango imbambolata per un po' ( voi avrete in mente la mia espressione)

Ci guardiamoentrare o non entrare? Sogno? Rompo il sogno o inizio a parlrci come fosse la cosa più normale del mondo?

Mi avvicino di nuovo...e di nuovo pochissimo spazio tra l'uccello e il mio naso.(niente facili battute maliziose per favore). Di nuovo ci guardiamo per un po'.

Immobile.
Lui è immobile.

Decido che è il caso di recuperare un briciolo di raziocinio. Devo entrare.

Mi avvicino e faccio girare le chiavi nella toppa. Tlac. Ngniiiik. Apro la porta a metà.

Niente.Immobile.Ma non morto. Vivo e immobile. Occhietti che mi seguono.

Passiamo all'azione. Lo sfioro con il maglione in direzione giardino.

Immobile.

Lo faccio di nuovo e di nuovo rimango imbambolata e sconmcertata per la ritrovata immobilità-desta.

Finchè, al terzo tocco, come stupito per il riseglio da un incantesimo, svolacchia via trufolando...

Vado a nanna chiedendomi come mai non abbiamo assieme al panettiere o al macellaio anche un buon aruspice di fiducia...

scala a chiocciola









Che schifo la vecchiaia,ormai ci siamo. dice lui.




Beh, dai non proprio.Dice lei.Diciamo che abbiamo girato un angolo.

No.Per me più che un angolo, sto scendendo da una scala a chiocciola.dice lui.



Bell'immagine...una scala a chiocciola. dice lei.
Si sorridono in silenzio.

S.O.S Pachistrano




Sblocchiamo il Blog!
Please.

martedì 1 luglio 2008

CHI LEGGE E GIUDICA è UN INCAPACE, PUNTA LA VITA COME UN RAPACE.

Io vi avverto sempre quando i contenuti sono... forti.
Vi autorizzo a terrorrizzarvi e scoraggiarvi da subito
e NON, per nessuno motivo, proseguire la criptica lettura.


Trasloco Bologna-Verona.
Giugno, Luglio, Agosto mesi di transizione inattiva della'anima, se ne stà in amaca e riposa...
Giugno, Luglio, Agosto penichella dell'anima.

Impacchettare la vita è un incredibile lavoro di campo.

Scatoloni e scatoloni e scatoloni e scatoloni...
l'ultimo è il mio preferito
lo riempi sempre di tutte le cose
a cui non sei riuscito a trovare un posto in precedenza.
il Raziocinio è lo scoch con cui li imballi.

Eppure, in questi tralochi,
non c'è mai uno scatolone in cui ti inscatoli tu,
così dovrebbe essere
a mio parere.
Claudia nell'anno Bolognese 07/08.
...a mio diritto ne sono stata protagonista,
ora, tra questi pacchi,
mi rimane il biglietto in prima fila
alla messa in scena della vita qui.
...bel casin!

...cio che sei dipende da come ti senti.
Dalle 4:47 alle 5:08 osservo il cielo diventare azzurro.
Fine dello spettacolo triste.
Manca di tatto chi applaude.
Catarsi è pace, con questa me ne vò...
Sono serena.
Scendo le scale.
Apro le porte.
Il mondo si chiude in sè stesso come due mani a trattere l'acqua.

Innamorarsi di un'idea
con gambe e braccia d'uomo
può creare
impotenti moti ondosi
nel corpo e nell'anima di una donna...
L'innamoramento...
ogni mio gesto è atto creativo nei confronti del mondo.

Sogni in notturna appiccicosi sulla pelle
come zucchero filato che ti rimane sciolto sulle dita...
odioso.
Caldi e teneri come
bocca,
bocca-tazza,
crema-capuccino
al mattino.

Aimè,
d'oro e rosso
come lo sono le rose finte di plastica
da tutto a 1euro,
coi contorni dei petali delineati da brillantini.

Dalla tua bocca bevo come da un calice...
solo chiodi.
Dalla mia, mentre respiro e inspiro,
escano petali rosa
ali ali aleggiano nella stanza...
finchè muoviamo l'aria non si possono posare
cadono su di noi, dopo, mentre dormiamo.
Al mattino la stanza è azzurra e fredda
come un mattino d'inverno in cui scopri la neve...
...io esco dal congelatore.
ti ho aiutato a scaldare questa cella frigorifera.


I simboli sono acqua
in e attorno a noi
come il licquido amniotico in cui siamo immersi prima di nascere.

il nostro corpo li assorbe
ancor prima di noi,
ancor prima che la testa che ci portiamo sul collo li traduca in parole.
le parole sono ruggine negl'ingranaggi del linguaggio.

Puoi imparare a leggere se sei analfabeta
e lo fai,
ma non puoi leggermi il labiale
se io intenzionalmente ne confondo la scansione.

Puoi credere che io non sappia scrivere l'italiano
se credi nell'esistenza di una lingua che con con le sue leggi vincoli ciò che voglio dire,
se credi che esista una lingua per esprimere
le proiezioni che anno luogo nel mio cervello.
la musica è questione di abitudine nell'udire determinati suoni...
abbonati al mio cineforum e in due, tre appuntamenti apprezzerai.

PARENTESI INFANZIA:
Quando cammini a piedi nudi in giardino
puoi pensare che quella non sia casa tua.

sai che la casa te la porti appresso
sei una lumachina

sai che il giorno, un giorno qualsiasi, verrà
e tu getterai le fondamenta.

Oggi puoi camminarre soltanto
con quei piedi a radici che ti ritrovi
ad ogni tuo passo
penetrano nel terreno a cercare l'acqua
raggiungono il cuore della terra
e trovano fuoco.
L'audacia e l'ingordigia frequentano la nostra età.
...tu dei tuoi rami sei un contadino zelante
coi tuoi occhi accarezzi i boccioli
sai che dei frutti sarai il primo a cibarti.

...cio che sei dipende da come ti senti.
ciò che io ti chiedo e di giocare il mio gioco:
inventa chi sei per esperienze sensazionali nuove.

Gioca con me ad unire i puntini,
non li cercare vicini vicini.
I pigri mi annoiano.
Nessuno è semplice,
nessuno è normale,
è una questione di adesione ad uno schema di previdibilità.
la gente preferisce sempre non essere disturbata
sul treno dell'ordinarietà.

...chi è che và ad un colloquio di lavoro e per prima cosa si toglie le scarpe?
...chi è che in una cena galante beve dal bicchiere del vicino di posto invece che dal proprio?
(...chi ha studiato l'esame di Tecniche?)

Regole: Divieto di...

spogliare la fantasia, la fantasia si veste a strati;
ammanettarsi i polsi;
togliere le scarpe da corsa;
contenersi: porsi del limiti di espansione fisica e mentale;
sentirsi "non troppo a disagio".
Leggittimo dare una spiegazione dell'ultima voce:
il disagio è a mio parere uno stato dall'allerta in cui si è più che produttivi.


E permesso:
sorriddere amorevolmenrte se ce n'è un motivo:
e sbloccati la faccia da quella paralisi!

Un consiglio:
non fare mai progetti in doppia.
meglio fare progetti in singola.
In caso tu voglia scomparire... paf!
questi rimangono intatti
nel taschino interno del tuo gilet.

Dimentica ciò che sei nel momento in cui lo seim,
ricorda, guardando indietro,
perchè hai fatto quel che hai fatto,
tendi la mano alle immagini vivide
portale avanti con te
infilale in saccoccia:
saranno un buon pasto
quando sarai affamato di senso.

...Avvolte basta un odore per materializzarti in ricordo.
odore d'erba
e diveti verde dalla testa ai piedi,
odore di mare
e ti ricopri di sale,
odore di te
e mi chiudo a riccio.

-tu non vuoi fare l'antropologa!
-no! io lo sono!
tu lo vuoi diventare anche per gli altri.

Ogniuno ha la sua corsa da fare
e si sceglie il proprio circuito.

Sui sedili di un cinematografo spento
diventiamo gemelli eterozigoti per alcuni pensieri,
scivoliamo sulla stessa lunghezza d'onda,
quando siamo connessi alla stessa linea.


Esistono storie di tempi passati
riempiono libri dai fogli bucati
ogni volta che li sfogliamo
con le nostre lacrime li bagnamo
se poi arrivi alla pagina con "l'orecchietta"
è meglio se ti procuri una barchetta.

...da vecchi si finisce col raccontare sempre le stesse storie.
c'è da sceglierle subito belle!


Rigraziare tutti gentilmente il Sig.Pekku
per l'indiscutibile successo del suo esorcismo.
Davvero Grazie...
mi sento meglio.