domenica 13 luglio 2008

TUONO

A dire il vero le cose che vorrei scrivere si accumulano e si accumulano... e alla fine non scrivo niente, mi pare ovvio... ma come qualcuno già sa, tornare in famiglia mi fa tornare ottocentescamente aristocratico. E questo getta i suoi rilessi anche sul mio modo di scrivere. E mi sto contenendo. A dire il vero li getta anche sul mio modo di essere.
Sì, insomma, vi scrivo da una quiete oziosa e allo stesso tempo ben desiderosa di filantropicamente gettersi nella direzione di una qualche impresa al servizio dell'umanità. Oh, adesso corro e prendo il mio cavallo e...
Ok, ok... ridimensioniamo i toni.
Posso ancora controllare le mie crisi di personalità, credo.
Quindi, che aggiornamenti?
Vedo un po' di silenzio, quindi deduco che non è la mia ritrovata estiva e casalinga filoaristocrazia che mi spinge a posticipare sempre ogni cosa nella cotonosa e avvolgente calma estiva, ma che è un fenomeno che interessa tutti...
Beh, qui la calma estiva è praticamente una barriera, interrotta solo dai temporali, all'ordine della mezza giornata, con grandine talvolta e fulmini a cascata su casa mia. Ma non voglio parlare di cambiamenti climatici, se non in virtù della loro capacità di spiegare ben altri cambiamenti.
Immagino a questo punto di aver già annoiato a sufficienza i lettori di questo post, sostanzialmente inutile...
Eppure c'era qualcosa che volevo dire.

L'apparizione
di profili di luce,
improvvisa,
nel buio
di una notte
fradicia
accende per un istante
l'immobilità terrorizzata
del tempo,
di luce violacea.

No, niente, mi sono scordato.
Sarà per la prossima volta.

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