L'esatate sta scivolando via lentamente tra cieli azzurri e prati di quel verde brillante che sa di infinito, al suono di down by the seaside, che fà molto hawaiiano un pò retrò.
I pomeriggi afosi passati al riparo delle persiane, in camera a riflettere di nulla aspettando la sera, una coperta ed una birra pensando all'anno trascorso come ad un addio... Pensare che ciò che è stato non tornerà... La paura del futuro, il timore del cambiamento, di ciò che è sempre in forse, sono un chilosà detto con allegra malinconia...Ma la vita è così, non riesci a trovare un attimo di tregua, di felice stallo in ciò che hai, in ciò che hai costruito. Mi sento una casa dei ricordi, un reliquiario di belle esperienze, perchè quelle brutte, le tristezze passate, quando sono passate, prendono quella patina impermeabile che le rende meno dolorose. E cerchi di nasconderle in quell'ultimo cassetto di memoria che non si apre mai, che non vuoi aprire e che se apri richiudi sempre...Fuga, chiamiamola pure con il suo nome, anche se detto così fa brutto... Sembra qualcosa che non si dovrebbe fare, qualcosa di sbagliato, perchè i problemi vanno affrontati, non si possono evitare...Ma chi lo dice?! Ogni tanto un pò di rassegnazione ci vuole, ci sentiamo supereroi che possono agire su tutto, ma non è vero, certe cose sono più grandi di noi...Almeno più grandi di me, che dal mio metro e mezzo è già tanto se sono più alta di una formica. Con questo non voglio dire che trovo "giusto" lasciarsi scivolare le cose addosso in uno stato di passività cosciente, perchè alla lunga si arriva a sentirsi persone inermi, ma continuare ad arrancare in cerca di qualcosa a volte può essere deleterio. A riflettere troppo si arriva a perdere la spontaneità...
Spontaneità, un' altra bella parola, molto romantica...Ma che cozza con la vita di tutti i giorni, che viene stretta in una morsa di autocoscienza e utopia, tra quello che siamo e quello che vorremmo essere... Se riuscissimo ad essere quello che vorremmo, poi saremmo ancora noi? Il nostro istinto, le emozioni incontrollate, i nostri scatti d'ira/d'affetto, i momenti deliranti in cui di quello che pensano gli altri non te ne può fregare di meno, dove andrebbero a finire?! E' un discorso aperto, dove ogni pensiero si scontra con il suo opposto altrettanto valido... Dove trovare, come raggiungere un compromesso? non l'ho mai scoperto.
Oggi sono disfattista, domani chissà, avrò già cambiato idea... e che male c'è? La coerenza va bene, ma la vita non è coerente, è in divenire... e secondo me, divenire e coerenza non vanno molto d'accordo... Come cambiare rimanendo gli stessi?!
mercoledì 16 luglio 2008
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