sabato 12 luglio 2008

un cavaliere semi sconosciuto e la val Trebbia

Da quanto tempo tu, cavaliere d'argento, la stavi rincorrendo?
Il sorriso fanciullesco...
Da quanto tempo la cercavi bramoso dietro ogni ansa del fiume?
lo sguardo vispo,occhi che infondono dolcezza...
Da quanto avevi reso speciale il rapporto col tuo destriero seguendo le linee curve che sensualmente salgono adattandosi con cura alle linee antiche della valle?
La vitalità sfrenata che rasenta la sfrontatezza...
Dal vostro primo, fugace incontro ti aveva stregato: i suoi morbidi veli accarezzano provocanti la mente di ogni torbido sognatore...

4 commenti:

Pachistrano ha detto...

qui si fa poesia stilnovista mentre io prosaicamente sudo al centronord.
abbiate pietà checcavolo.

Filostrazio

Pachistrano ha detto...

Non stilnovista, io direi, ma ermetica. E profonda. E scavata nell'animo, nelle emozioni, forse troppo scoperte dalle recenti piogge, dell'autore.
Insomma, a volte l'autore, credo, cerca di non vedere quello che vede già troppo bene per non parlarne.

Anonimo ha detto...

oh,
my,
god.

Anonimo ha detto...

sorriso sincero, incontri fugaci..la non voglia momentanea di vedere, studiare negli occhi di qualcuno che vorresti conoscere..ma che poi tante barriere, le barriere del mondo odierno ti impediscono di vedere.stanchezza, rabbia e rassegnazione per una tragedia a cui nn si riesce a dare un perchè...d'altronde nn sarebbe tragedia se si potesse spiegare.addio dany