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mercoledì 16 luglio 2008

siracusa dreaming



Bergamo, mezza estate mezza sera.
Per quanto cerchi di scimmiottare Baricco o la Tamaro dalla tapparella a mezz'asta non galoppano i luminosi destrieri multicolore dell'arcobaleno, la brezza fresca non mi porta col pensiero alla verde Irlanda, nè tantomeno lo scirocco riesce a far vorticare gli orobici propilei in larghi gesti barocchi.
Allora mi volto, con lo sguardo ispirato alla Verlaine, ad osservare al di là della siepe leopardiana che è la finestra di questo pentalocale.
Vedo solo la colf dei vicini che, tra un geranio e l'altro, mi osserva come per dire " che cacchio vuoi ".

Desisto e mi spoglio della poesia che non mi s'addice, sposando una sana prosa lombarda, che qui si lavora e non si ha tempo per le smandolinate meridionali.
Ho lasciato una Bologna semideserta poco prima che gli ultimi, sparuti indigeni avessero deposto gli ultimi insetticidi davanti all'esercito invasore di zanzaroni geneticamente modificati dall'assunzione massiccia di bayer e off nèpuntinèunti, per tornare all'ovile provinciale.
Semideserto anch'esso, e in via di colonizzazione da parte dell'invincibile armata di invertebrati volanti.
A mò di benvenuto tra l'altro, una zanzara gerarca ha deciso di marchiarmi l'orecchio con una svastica prudente ( non nel senso di prudenza, ma di prurito ).

Ma non è questo che conta.
Quel che conta è la posizione di totale imbruttimento nella quale mi trovo ( e nella quale sguazzo, ca va sans dire ).
In sostanza mi ritrovo immerso fino alle volitive ascelle nella borghesia più improduttiva che proletario ricordi.
Mentre attendo il ritorno di qualche orobico disperso in giro per l'Europa, mi ritrovo sostanzialmente solitario per gran parte della giornata, che riempio, da buon operatore culturale, con qualsiasi medium mi capiti a tiro.
E allora ecco che la cara, vecchia televisione mi si dà peggio della liceale delle storielle con il suo bastimento di documentari e informazione giornalistica balneare, la stampa mi propone ottimi motivi per dichiararmi prigioniero politico, il cinema rimediato sul quindicipollici del portatile ( non sono abbastanza cinefilo per andare in sala da solo ) offre ottimi b-movies di italica stirpe e la rete delle reti tutto il resto, tra cui comunicare con una Sandy che ormai le manca solo la lupara e il postare le confessioni di una mente pericolosa su questo blog.

In questi giorni l'apogeo dello stress è rappresentato dall'impresa di prenotare uno stramaledetto bungalow in villaggi turistici affollatissimi, in alta stagione e con prezzi proibitivi, da un popolo che, secondo raitre o retequattro a seconda del colore del governo, è ormai per due terzi in stato di pressochè totale indigenza. Trattengo lo pfui a mezzabocca, poi non resisto e lo scrivo. Pfui.

Per il resto nulla di nuovo sul fronte nord-occidentale, a parte un ringraziamento all'ottico che è riuscito a dar forma, come un Michelangelo post-moderno, ai ray-ban praticamente nuovi sui quali mi ero seduto una sera pre-esame, non per populistico sfregio al Sistema e ai suoi stupidi status symbol ma per più semplice goffa imperizia.

Stay tuned che tanto qui di tempo per scrivere ne ho a pacchi.

Filostrato,
con una maglietta orrenda regalatagli da mammà

sabato 12 aprile 2008

casalingo disperato.

Dopo un interminabile viaggio di quasi tre ore ( da divano a divano :-) anche filostrato è tornato, orobico tra gli orobici.
Atmosfera strana nella bassa, borghese bergamo bigotta.
Qui nessuno pensa che Si Possa Fare.
Non lo penso neanch'io, quando decido di evitare di incatenarmi ai cancelli della scuola magistrale per evitare l'ovvio responso delle urne e propendo per una giornata di shopping alquanto qualunquista.

Non si preoccupino i miei consulenti per il look, sono rimasto fedele alla linea ( 2 maglie e 2 magliette tutte o nere o marroni o entrambi :-)

Sapete, l'omino del cervello a più riprese mi fa presente l'esame di mercoledì.
Io gli rido in faccia, canzonandolo e dandogli dello stupido secchione, ma appena mi volta le spalle singhiozzo.

Diciamo una cosa: Sky è una droga, e su questo non ci piove.
Il problema è che quando Gianni Mura, da delle dispense mal fotocopiate, urla e strepita contro il tempo e il governo per la mancanza di una legislazione del patrimonio audiovisivo italiano, le reti di Murdoch diventano Orribilmente più interessanti.
Al che filostrato passa la notte guardando:

1. l'ultimo discorso di Doppiavù ( quello buono ) a Roma
2. Sue Emittenza che dice che leva il bollo auto non prima di aver lodato e dichiarato Mangano
un eroe ( condannato all'ergastolo per crimini mafiosi )
3. tiggì sportivo ( arrivato al basket mi sono stancato )
4. un bellissimo documentario sulla sfida tra Coca-Cola e Pepsi-Cola ( sic )
5. due film, " vero come la finzione " ( il titolo originale era " stranger than fiction ", io allargherei il test psicoattitudinale alla categoria dei titolisti italici ) che vi consiglio caldamente perchè è proprio bello ( non ho voglia di sfoggiare lessico tecnico e funambolismi verbali da critico gobbo e bianchiccio ) e " profumo: storia di un assassino ": uno di quei film che, se visto previa lettura dello splendido romanzo, vi fa ringraziare con una preghierina ad-hoc la maestra Silvia per avervi insegnato a leggere nel settembre 1991.

Teledipendenza a parte, le giornate le trascorro con Mammà che mi porta la colazione a letto e mi chiama Gioia Infinita ( lo scrivo solo perchè so che vi disgusta ;-) e il babbo che impazzisce tra programmi di fotoritocco e il blocco tasti del cellulare.

Serate tranquille, tra bergamotti nomadi e stanziali, cercando di evitare, e cascando regolarmente, nell'argomento elezioni 2008.
Che fa alzare il tono della voce. Assieme alla Vodka. Qui Alberto Sordi non se lo meritano, ma a volte mi vien da rimpiangere quelli che " Franza o Spagna basta che se magna " o i bombaroli vari.
Tra l'altro, se i berlusconiano non è stupido diventa tutto così difficile, cavolo.

Guardo con gli occhi a pallina lo schermo luminescente, mi pare di aver esaurito gli argomenti e un pò mi intristisco per questa vitavuota vuotavita.

A presto gente, e ricordate che
Si
Può
Fare!
( uff non ci credo )

Filostrato, teledipenente & democratico ( ci sarà un collegamento? )

P.S( andy ): la prossima volta che vedi il tu amico lavoratore, fallo sedere su una comoda poltrona, dopodichè con passi cadenzati estrai dall'immensa libreria dell'intelletuale decadente il " canzoniere " di Francesco Guccini, inforca un paio di occhiali tondi con lenti ben spesse e leggigli, come se leggessi l'Amleto, il testo della canzone " i Fichi ", scritta dal maestro sul finire del secolo scorso.
Il testo gucciniano " i Fichi", da non confondere con quello di un subalterno epigono " i Crauti ", è notoriamente uno dei più preganti della sua letteratura musicale, ricca di metafore sociali, allusioni politiche, spunti crepuscolari ed epifanie da libretto di aforismi.
Ok ok, ho finito ,me vado, non spingete!
Bye.

lunedì 7 aprile 2008

mi si nota di più se non vengo?

Buonanotte amici della notte, stanotte, come ogni notte, concludiamo il palinsesto del pachistrano.
Veniamo a voi con questa mia addirvi che, come ben sapete, filostrato domani non parteciperà al vinitaly.
Va che ci ho pensato seriamente e fino a pochi secondi fa la sveglia del cellulare era fissata alle sei e trenta, ma il Vostro ha fatto due brevi calcoli.

Sono le tre passate, e Laurence Fishburne anche stanotte mi ha abbandonato.
Neanche la letteratura mediorientale riesce a farmi varcare le dorate soglie del meritato riposo.
Ora, avete idea di come posso essere fastidioso e infastidito dopo aver dormito le mie canoniche dodici ore quotidiane? Beh provate ad immaginarmi alle 9 del mattino tra benvestiti avvinazzati in stand sovraffollati dopo due ore scarse di sonno.
Per quanto siate peccatori indefessi, non vi meritate ancora piaghe simili.

Vi auguro di passare una felice mattinata tutti aggrovigliati come alghe in acque salmastre, ancora lacustri ma in attesa di abbandonarvi al grande immenso oceano mare di Tocai, Bardolini e vin degli Agosta.

Io tenterò di studiare queste benedette dispense, redatte da gente insonne come me, che purtroppo tra lo sfogarsi su un blog e lo stendere una relazione tecnica sulle differenze di approccio alla catalogazione del patrimonio audiovisivo nella scuola italiana e francese hanno scelto la seconda, noiosamente sadica opzione.

Il porco freddo ha fatto la sua ( scrofa ) figura, ora Marta dorme serenamente, sognando un mondo senza spigoli.
Tutto nella kasa okkupata tace, e devo dire che un pò mi piace.
Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia.

Filostrato, che non guarda in bocca a caval Donato ( ma neanche a Filippo )

domenica 6 aprile 2008