Oggi mi ero rotta di studiare e ho deciso di andare a fare la casalinga disperata al supermercato,per svagarmi un po’.
(sono veramente caduta in basso se trovo divertente andare in giro ad osservare qualunque reparto del supermercato).
Quel posto è un vero paradiso,pieno di cose più o meno sfiziose e decisamente fresco con la sua confortevole aria condizionata.
Insomma,dopo un paradisiaco giro tra meloni in offerta e tisane equo e solidale,decido che ho fatto una spesa assolutamente inutile e mi incammino verso la cassa.
Aspettando il mio turno,decido che posso anche mettere di lato quei quattro panini lì(in fondo,che me ne faccio di 14 panini congelati?). furtivamente,allungo la mano verso i panini e li nascondo.
Nessuno mi guarda e io mi sento meno ridicola.
Poi ci ripenso,ho un certo languorino che mi suggerisce di riprendere quei dannati panini e metterli nel congelatore,che staranno bene li e che saremo tutti contenti.
Mentre li prendo,una signora dall’evidente accento straniero (e non vi azzardate a pensare “senti chi parla!”) mi guarda e mi sorride. Io,un po’ imbarazzata,con il mio solito sorrisino ebete, ricambio,stranita da tutta quella gentilezza senza senso.
Mi guarda dall’alto in basso,con una certa aria da compassione,e mi dice.
“brava signorina,fai bene. Deve mangiare. Lei è giovane e pane essere importante.
E’bella..B-E-L-L-A [momento di autostima alle stelle]…[mi guarda un attimo,ritorna l’aria compassionevole]…anche cosi!”.
COOOSA?
ANCHE COSI?
Anche cosi COME?
Si,sono struccata,lo ammetto.
Si,è vero,sono uscita in ciabatte.
Si ho i capelli senza senso,come al solito.
Ho delle borse sotto gli occhi assurde,che neanche chili di fondo tinta riusciranno mai a coprire.
Ma quell’ “anche cosi” mi ha lasciato più che perplessa.
Non sarò una stangona, una di quelle che vedi passare per strada e che osservi fischiando..
ma “anche cosi” è decisamente di cattivo gusto.
Anche perché poi ha aggiunto che lei è mamma e per lei anche i suoi figli sono belli(pur?)cosi come sono.
Che cavolo mi vuole significare?
Avei voluto dirle che il suo tentativo di essere gentile e di inondare il supermercato con il suo senso materno era miseramente fallito.
Ma ovviamente non l’ho fatto.
Ho preso il mio sacchetto,
il mio melone in offerta
i miei pomodorini
il mio maledettissimo“anche cosi”,
e me ne sono andata a casa a mangiare due di quei famosi quattordici panini.
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sabato 21 giugno 2008
domenica 15 giugno 2008
SONO UN'ATEA SENZA IDENTITA' POLITICA
Io odio i comunisti. E sono d’accordo con chi dice che è facile spacciarsi per tali quando si hanno i soldi.
E poi che cacchio vuol dire essere comunisti?
Il comunismo è morto e sepolto. Ma che cazzo di senso ha?
Tutte le persone che si sono spacciate per comuniste poi erano degli odiosi figli di papà con la mercedes. Ma l’importante era avere la kefia,quello si che faceva tanto comunisti (come un mucchio di altre cose).
Odio le persone ricche e (più che) benestanti che fanno i fattoni.
Se fossi ricca io, mi vestirei da ricca e frequenterei locali da ricconi.
E fanculo allo sguardo antropologico ,alla mente aperta e a tutto quello che volete.
Suddai,non voglio dire di essere povera. Sono maledettamente tirchia, questo si, ma ciò non è la diretta conseguenza del fatto che sono la solita riccona tirchia.
Sono una banale borghesuccia del cavolo,che può permettersi di venire a studiare a bologna e spendere soldi che potrebbero essere utili in alcool la sera.
Questo per me vuol dire essere abbastanza borghesi e (più o meno) benestanti.
Poi il fatto di non essere ricca o (più che benestante) si vede da ben altre cose.
Ma no..non sono comunista(!!).
Ucciderei i comunisti,ucciderei i nazisti,ucciderei gli estremismi contradditori e paradossali.
E si, non credo in Dio e non vado in chiesa.
E non perché “non credo nell’istituzione e perché la religione è una cosa personale”,ma perché secolarizzazione e modernizzazione m’hanno fatto diventare un tintinello disincantata.
Se io sono figlia del mio tempo, da mio padre dovrò pur aver preso qualcosa.
E come figlia del mio tempo, sono intimamente incazzata con il mondo, emo, apatica,dolce,stronza, complessata (e tutta una serie di altre contraddizioni)..
sono un po’ di tutto..
..da finire per non essere niente.
Si..
credo che la conseguenza più diretta di essere figlia del signor MIO TEMPO
sia quella di essere
una squilibrata Borderline...
E poi che cacchio vuol dire essere comunisti?
Il comunismo è morto e sepolto. Ma che cazzo di senso ha?
Tutte le persone che si sono spacciate per comuniste poi erano degli odiosi figli di papà con la mercedes. Ma l’importante era avere la kefia,quello si che faceva tanto comunisti (come un mucchio di altre cose).
Odio le persone ricche e (più che) benestanti che fanno i fattoni.
Se fossi ricca io, mi vestirei da ricca e frequenterei locali da ricconi.
E fanculo allo sguardo antropologico ,alla mente aperta e a tutto quello che volete.
Suddai,non voglio dire di essere povera. Sono maledettamente tirchia, questo si, ma ciò non è la diretta conseguenza del fatto che sono la solita riccona tirchia.
Sono una banale borghesuccia del cavolo,che può permettersi di venire a studiare a bologna e spendere soldi che potrebbero essere utili in alcool la sera.
Questo per me vuol dire essere abbastanza borghesi e (più o meno) benestanti.
Poi il fatto di non essere ricca o (più che benestante) si vede da ben altre cose.
Ma no..non sono comunista(!!).
Ucciderei i comunisti,ucciderei i nazisti,ucciderei gli estremismi contradditori e paradossali.
E si, non credo in Dio e non vado in chiesa.
E non perché “non credo nell’istituzione e perché la religione è una cosa personale”,ma perché secolarizzazione e modernizzazione m’hanno fatto diventare un tintinello disincantata.
Se io sono figlia del mio tempo, da mio padre dovrò pur aver preso qualcosa.
E come figlia del mio tempo, sono intimamente incazzata con il mondo, emo, apatica,dolce,stronza, complessata (e tutta una serie di altre contraddizioni)..
sono un po’ di tutto..
..da finire per non essere niente.
Si..
credo che la conseguenza più diretta di essere figlia del signor MIO TEMPO
sia quella di essere
una squilibrata Borderline...
martedì 3 giugno 2008
Home Sweet Home
Discussione interessante in Via Lodovico Berti stamane. Dall’alto della sua formazione cattolica, Eleonora,studiando diritto di famiglia, affermava la necessità di dare ai gay dei diritti.
“cioè questi qua,una volta che stanno insieme…Cioè,perché non dagggli dei diritti. Cioè almeno cusci questi hanno anche dei doveri! Dal momento che c’hanno anche dei diritti,sono necessariamente legati da/a qualche dovere. Cioè, ma te pensa?! Siamo uno stato civile? [penso intendesse dire “laico”] e allora comportiamoci da stato civile e facciamo in modo che questi qui (dove la categoria dei “questi qui” spazia dagli omosessuali alle coppie di fatto) abbiano i dovuti diritti……”. Dopo questo interessantissimo discorso, l’esordio più bello è stato quando ha affermato “se mme sentisse me madre direbbe che sto diventanno anticattolica!”, con quel misto di romanaccio grezzo e marchigiano “senigalliese”(come cacchio si dirà?) o senegalese (fantastica la scena in cui,sul treno,Eleonora, parlando con un africano, gli dice di essere di Senigallia, la cui cosa fa emozionare cosi tanto l’africano, in un primo momento senza ragione, ma successivamente illuminando Eleonora e sbottando in un “Senegal??? Anche io Senegal!”).
Insomma, gli avvenimenti in casa non sono sempre cosi culturalmente elevati.
In fondo Eleonora stava consapevolmente “monologandosi” (che bello coniare termini del tutto fuori da ogni regola linguistica), mentre io continuavo a ripetere “si,raggione c’hai!” e silvietta, la quale ha più volte esplicitamente espresso il suo rifiuto nel voler affrontare codesti “impegnati” argomenti (non che sia un’idiota. Anzi. Semplicemente si vergogna), che continuava a sbottare in “ah” “ah-ah” privi di qualsiasi reale interesse per la discussione.
Insomma. A parte questi momenti, gli argomenti in casa toccano decisamente livelli più bassi e spaziano dal commentare “quel coglionazzo di Carmine è brutto e tamarro” (uomini e donne) e “marco è proprio un gran maleducato!” (amici) fino a lasciarci andare ad espressioni molto più colorite,dove esprimiamo la nostra volontà di voler essere alla pari con gli uomini con l’atteggiamento più idiota del mondo, ossia comportandoci come un gruppo di camionisti arrapati che commentano ogni tipo di essere vivente che incrociamo mentre cambiamo canale,guardiamo inutili programmi ( vi posso assicurare che,alla fine,quando avete conosciuto i personaggi e i meccanismi, in qualche modo finiscono con il prendervi), guardiamo la pubblicità, facciamo zapping etc etc..
La nostra casa è un vero e proprio rifugio di ochette stressate perché “c’ho-le-mie-cose” o perché “mi-manca-un-uomo”….tra momenti karaoke in compagnia di tiziano ferro e laura pausini e momenti di “comunichiamotramitemsnanchesesiamosoloaduemetrididistanza”, in fin dei conti ci divertiamo a vivere insieme. E più vivo con loro,più adoro vivere con loro. E,nonostante a volte mi chieda quanto siamo brave a rispecchiare stupidi stereotipi femminili, non cambierei coinquiline per nessuna ragione al mondo.
“cioè questi qua,una volta che stanno insieme…Cioè,perché non dagggli dei diritti. Cioè almeno cusci questi hanno anche dei doveri! Dal momento che c’hanno anche dei diritti,sono necessariamente legati da/a qualche dovere. Cioè, ma te pensa?! Siamo uno stato civile? [penso intendesse dire “laico”] e allora comportiamoci da stato civile e facciamo in modo che questi qui (dove la categoria dei “questi qui” spazia dagli omosessuali alle coppie di fatto) abbiano i dovuti diritti……”. Dopo questo interessantissimo discorso, l’esordio più bello è stato quando ha affermato “se mme sentisse me madre direbbe che sto diventanno anticattolica!”, con quel misto di romanaccio grezzo e marchigiano “senigalliese”(come cacchio si dirà?) o senegalese (fantastica la scena in cui,sul treno,Eleonora, parlando con un africano, gli dice di essere di Senigallia, la cui cosa fa emozionare cosi tanto l’africano, in un primo momento senza ragione, ma successivamente illuminando Eleonora e sbottando in un “Senegal??? Anche io Senegal!”).
Insomma, gli avvenimenti in casa non sono sempre cosi culturalmente elevati.
In fondo Eleonora stava consapevolmente “monologandosi” (che bello coniare termini del tutto fuori da ogni regola linguistica), mentre io continuavo a ripetere “si,raggione c’hai!” e silvietta, la quale ha più volte esplicitamente espresso il suo rifiuto nel voler affrontare codesti “impegnati” argomenti (non che sia un’idiota. Anzi. Semplicemente si vergogna), che continuava a sbottare in “ah” “ah-ah” privi di qualsiasi reale interesse per la discussione.
Insomma. A parte questi momenti, gli argomenti in casa toccano decisamente livelli più bassi e spaziano dal commentare “quel coglionazzo di Carmine è brutto e tamarro” (uomini e donne) e “marco è proprio un gran maleducato!” (amici) fino a lasciarci andare ad espressioni molto più colorite,dove esprimiamo la nostra volontà di voler essere alla pari con gli uomini con l’atteggiamento più idiota del mondo, ossia comportandoci come un gruppo di camionisti arrapati che commentano ogni tipo di essere vivente che incrociamo mentre cambiamo canale,guardiamo inutili programmi ( vi posso assicurare che,alla fine,quando avete conosciuto i personaggi e i meccanismi, in qualche modo finiscono con il prendervi), guardiamo la pubblicità, facciamo zapping etc etc..
La nostra casa è un vero e proprio rifugio di ochette stressate perché “c’ho-le-mie-cose” o perché “mi-manca-un-uomo”….tra momenti karaoke in compagnia di tiziano ferro e laura pausini e momenti di “comunichiamotramitemsnanchesesiamosoloaduemetrididistanza”, in fin dei conti ci divertiamo a vivere insieme. E più vivo con loro,più adoro vivere con loro. E,nonostante a volte mi chieda quanto siamo brave a rispecchiare stupidi stereotipi femminili, non cambierei coinquiline per nessuna ragione al mondo.
P.S.
spero di non essere stata assolutamente "smelensa" in sto post
P.P.S.
Chi è, grande T,che non è dotato di ciò che tu chiami "sense of humor"?
lunedì 26 maggio 2008
COME SI COMBATTE L'INSONNIA?
soffro di Insonnia.
no,forse non è proprio insonnia.
E poi,penserete, è ancora presto..che mi lamento a fare?
Si lo so, è presto...ma vi posso assicurare che mi aspetta una lunga ed interminabile notte.
ho provato a fare qualcos'altro. leggere,guardare la tivi..ma,come dice toni servillo(in "le conseguenze dell'amore"), in fondo l'unico pensiero che hanno gli insonni è quello di dormire (ho vagamente storpiato la frase originale...oltre a soffrire d'insonnia, soffro anche di scarsa memoria..). posso fare qualunque altra cosa, ma il pensiero di non riuscire a dormire mi innervosisce. ogni patetico rumore mi fa sussultare. il mio frigo sembra svegliarsi di notte. emette strani suoni..e di giorno se ne sta zitto zitto; ogni volta che lo guardo addormentato e silenzioso, so che mi sta prendendo per i fondelli e che pensa "ci vediamo stanotte,povera fessa!"..
bò,chi lo sa..magari i suoni li emette pure di giorno,ed io non me ne accorgo. ma mi piace pensare che in questa casa almeno qualcuno oltre me la notte stia sveglio.
penso che sia questa casa, o il fatto di stare sola in questa camera che ha qualcosa che mi fa sentire a disagio...Non so.
sta di fatto che sono insofferente e nervosa. E sinceramente anche un pò stanca e stranamente desiderosa di stare a un pò a casa mia.
chi te l'ha fatto fare di andare cosi lontano se poi ti devi lamentare,dite voi?
suddai..non mi sto lamentando. solo...è casa mia e ogni tanto mi manca...ma sarà normale,penso..
in fondo c'ho passato 20anni.
non ho assolutamente niente di interessante da dire (che novità,eh?).
solo pensieri sconessi di una povera idiota che si è convinta di soffrire di insonnia mentre invece si caga sotto dalla paura come se avesse ancora sei anni.
eppure a sei anni dormivo tranquilla..(?)
Bè,comunque.
vi lascio.
andrò a mettermi a letto e a fissare il soffitto pensando a cose assolutamente idiote.
no,forse non è proprio insonnia.
E poi,penserete, è ancora presto..che mi lamento a fare?
Si lo so, è presto...ma vi posso assicurare che mi aspetta una lunga ed interminabile notte.
ho provato a fare qualcos'altro. leggere,guardare la tivi..ma,come dice toni servillo(in "le conseguenze dell'amore"), in fondo l'unico pensiero che hanno gli insonni è quello di dormire (ho vagamente storpiato la frase originale...oltre a soffrire d'insonnia, soffro anche di scarsa memoria..). posso fare qualunque altra cosa, ma il pensiero di non riuscire a dormire mi innervosisce. ogni patetico rumore mi fa sussultare. il mio frigo sembra svegliarsi di notte. emette strani suoni..e di giorno se ne sta zitto zitto; ogni volta che lo guardo addormentato e silenzioso, so che mi sta prendendo per i fondelli e che pensa "ci vediamo stanotte,povera fessa!"..
bò,chi lo sa..magari i suoni li emette pure di giorno,ed io non me ne accorgo. ma mi piace pensare che in questa casa almeno qualcuno oltre me la notte stia sveglio.
penso che sia questa casa, o il fatto di stare sola in questa camera che ha qualcosa che mi fa sentire a disagio...Non so.
sta di fatto che sono insofferente e nervosa. E sinceramente anche un pò stanca e stranamente desiderosa di stare a un pò a casa mia.
chi te l'ha fatto fare di andare cosi lontano se poi ti devi lamentare,dite voi?
suddai..non mi sto lamentando. solo...è casa mia e ogni tanto mi manca...ma sarà normale,penso..
in fondo c'ho passato 20anni.
non ho assolutamente niente di interessante da dire (che novità,eh?).
solo pensieri sconessi di una povera idiota che si è convinta di soffrire di insonnia mentre invece si caga sotto dalla paura come se avesse ancora sei anni.
eppure a sei anni dormivo tranquilla..(?)
Bè,comunque.
vi lascio.
andrò a mettermi a letto e a fissare il soffitto pensando a cose assolutamente idiote.
Una [ancora giovane] Buonanotte
(cavolo, il frigo sta già cominciando la sua sinfonia notturna....H E L P)
^_^
sabato 17 maggio 2008
Sproloqui Pseudo-Antropologici
Ho sempre pensato (in realtà è da circa due anni che lo penso, ma utilizzare avverbi come “sempre” o “mai”,seppur cosi categorici e in qualche modo fuorvianti,fa sempre un certo effetto) che l’Antropologia fosse alla base di ogni sapere o,per dirla in maniera diversa, rappresentasse il fulcro di ogni sapere. Come se fosse in grado di sostenere la medicina, il diritto,l’economia. Come se fosse in grado di inquadrarle,in qualche modo.
La verità dell’antropologia sta proprio nel fatto di non possedere una verità.
Ha ragione Claudia quando dice che una parte di lei ha voluto studiare antropologia per poter arrivare a capire la Verità. Anche per me è stato cosi. ..In fondo mi aspettavo che no ne avrei trovata una.
Tutte le discipline in qualche modo hanno l’arroganza di pensarsi come in qualche modo portatrici di una qualche verità,in qualche modo assoluta. L’atteggiamento antropologico mi sembrava cosi rivoluzionario, cosi fuori dagli schemi, cosi in qualche modo culturalmente non influenzato che la mia passione per questa disciplina si è trasformata in qualche maniera in una qualche forma di credo e fede cieca ed incondizionata.
L’ho già ripetuto; in qualche modo l’antropologia mi fa nuotare in un mare di costruzioni culturali dove non riesco a cogliere niente di naturale, vero ed oggettivo. Mi sono ritrovata cosi tanto in questo atteggiamento antropologico del relativizziamo-ogni-cosa che c’ho quasi perso la salute mentale. Davvero, non sto esagerando.
Non me la sono vissuta con distacco, mi ci sono buttata con cosi tanta passione che mi ci sono persa dentro.
Ho cosi relativizzato ogni cosa, persino il concetto di essere uomini e donne,che in certi momenti ho persino pensato di essere “bisessuale” (nel senso di non ritrovarmi neanche nella più estrema categoria dell’essere “femminile”)
Penso che lo shock più grande sia stata relativizzare l’identità sessuale e di genere.
Non mi sto dichiarando né omosessuale,né bisessuale, né categoricamente eterosessuale.
Le differenze biologiche esistono. In fondo io ho una vagina e mio fratello c’ha un pene,per dire.
Questo è un dato incontestabile e sicuramente espressione di differenze di “genere” in qualche modo universali ed oggettive.
Ma non c’è solo questo.
Anche il modo in cui viviamo il sesso,non vi sembra culturalmente determinato?
Il sesso è una vera e propria performance culturale.
Quanto c’è di vero e biologico in ciò che ci attrae sessualmente,in ciò che ci fa provare piacere?
Il sesso non è poi una cosa cosi naturale.
Inoltre se fosse qualcosa di semplicemente naturale ed istintivo, noi limiteremo esso alla sola procreazione. Noi non facciamo sesso solo per procreare. Anzi. Facciamo sesso per provare piacere, ma non solo piacere puramente fisico. Lo facciamo per relazionarci con l’altro,perché ci sembra la forma più estrema di intimità tra due persone. Facciamo sesso per vendetta,a volte,o per noia. Per amore..per un sacco di motivi diversi che,guarda caso, non sono "mai" supportati da motivazioni di tipo biologico.
Adesso: se il sesso è in qualche modo ricerca del piacere fisico (dove per fisico intendo comunque qualcosa che riguarda un modo squisitamente culturale di viverlo)..perchè non viverlo anche con persone ,come dire, uguali a noi da un punto di vista fisiologico…??
Cavolo,non so spiegarmi..ed in realtà questo discorso mi imbarazza enormemente.
Quello che voglio dire è: tecnicamente siamo tutti bisessuali..nel senso che siamo tutti né uomini né donne. Nel senso che se leggiamo queste differenze come due categorie culturali di costruzione dell’identità,possiamo giocare con esse e possiamo costruire in maniera più o meno consapevole la nostra identità sessuale..
Cavolo..non sono chiara..
Non riesco ad esserlo.
Volevo solo aprire una qualche discussione intorno a questo tema,sul quale,per altro, contavo di farci una tesi.
Do la colpa di questo mio sproloquio al fatto di stare leggendo il libro per l’esame di sociologia. Questo m’ha dato la voglia di ragionare un po’ su quello che stavo leggendo e,per evitare di parlare da sola, ho deciso di scriverci un post.
Kiss
La verità dell’antropologia sta proprio nel fatto di non possedere una verità.
Ha ragione Claudia quando dice che una parte di lei ha voluto studiare antropologia per poter arrivare a capire la Verità. Anche per me è stato cosi. ..In fondo mi aspettavo che no ne avrei trovata una.
Tutte le discipline in qualche modo hanno l’arroganza di pensarsi come in qualche modo portatrici di una qualche verità,in qualche modo assoluta. L’atteggiamento antropologico mi sembrava cosi rivoluzionario, cosi fuori dagli schemi, cosi in qualche modo culturalmente non influenzato che la mia passione per questa disciplina si è trasformata in qualche maniera in una qualche forma di credo e fede cieca ed incondizionata.
L’ho già ripetuto; in qualche modo l’antropologia mi fa nuotare in un mare di costruzioni culturali dove non riesco a cogliere niente di naturale, vero ed oggettivo. Mi sono ritrovata cosi tanto in questo atteggiamento antropologico del relativizziamo-ogni-cosa che c’ho quasi perso la salute mentale. Davvero, non sto esagerando.
Non me la sono vissuta con distacco, mi ci sono buttata con cosi tanta passione che mi ci sono persa dentro.
Ho cosi relativizzato ogni cosa, persino il concetto di essere uomini e donne,che in certi momenti ho persino pensato di essere “bisessuale” (nel senso di non ritrovarmi neanche nella più estrema categoria dell’essere “femminile”)
Penso che lo shock più grande sia stata relativizzare l’identità sessuale e di genere.
Non mi sto dichiarando né omosessuale,né bisessuale, né categoricamente eterosessuale.
Le differenze biologiche esistono. In fondo io ho una vagina e mio fratello c’ha un pene,per dire.
Questo è un dato incontestabile e sicuramente espressione di differenze di “genere” in qualche modo universali ed oggettive.
Ma non c’è solo questo.
Anche il modo in cui viviamo il sesso,non vi sembra culturalmente determinato?
Il sesso è una vera e propria performance culturale.
Quanto c’è di vero e biologico in ciò che ci attrae sessualmente,in ciò che ci fa provare piacere?
Il sesso non è poi una cosa cosi naturale.
Inoltre se fosse qualcosa di semplicemente naturale ed istintivo, noi limiteremo esso alla sola procreazione. Noi non facciamo sesso solo per procreare. Anzi. Facciamo sesso per provare piacere, ma non solo piacere puramente fisico. Lo facciamo per relazionarci con l’altro,perché ci sembra la forma più estrema di intimità tra due persone. Facciamo sesso per vendetta,a volte,o per noia. Per amore..per un sacco di motivi diversi che,guarda caso, non sono "mai" supportati da motivazioni di tipo biologico.
Adesso: se il sesso è in qualche modo ricerca del piacere fisico (dove per fisico intendo comunque qualcosa che riguarda un modo squisitamente culturale di viverlo)..perchè non viverlo anche con persone ,come dire, uguali a noi da un punto di vista fisiologico…??
Cavolo,non so spiegarmi..ed in realtà questo discorso mi imbarazza enormemente.
Quello che voglio dire è: tecnicamente siamo tutti bisessuali..nel senso che siamo tutti né uomini né donne. Nel senso che se leggiamo queste differenze come due categorie culturali di costruzione dell’identità,possiamo giocare con esse e possiamo costruire in maniera più o meno consapevole la nostra identità sessuale..
Cavolo..non sono chiara..
Non riesco ad esserlo.
Volevo solo aprire una qualche discussione intorno a questo tema,sul quale,per altro, contavo di farci una tesi.
Do la colpa di questo mio sproloquio al fatto di stare leggendo il libro per l’esame di sociologia. Questo m’ha dato la voglia di ragionare un po’ su quello che stavo leggendo e,per evitare di parlare da sola, ho deciso di scriverci un post.
Kiss
sabato 10 maggio 2008
La Gente Sta Male....e io No
Ho sempre pensato di essere pazza,intimamente perversa,paurosamente psicopatica.
A volte ho pensato che avrei fatto meglio ad andare da uno psicologo.
Le cose che faccio,che dico, che perseguo non hanno un senso. Sono la ragazza A-SENSO.
La mia insensatezza strutturale, che contraddistingue qualunque cosa io faccia..il mio non ritrovarmi in niente, i miei stereotipi stereotipati, tutto sembra non avere nessun senso…
Ma io non sono pazza.
Non è che vero che sono perversa…
Sono una delle persone più normali del mondo,ed è la prima volta che pronuncio la parola “normalità” accompagnandola con un rilassante respiro di sollievo.
La verità è che la gente psicopatica,intimamente perversa ed in qualche modo disgustosa è là fuori.
Ho incontrato un sacco di persone “malate” e non me ne sono accorta. Mi sono sempre sentita “sporca”quando non lo ero assolutamente. Quando lo erano gli altri.
Io costruisco solo i miei castelli di sabbia, il mio mondo pieno di preconcetti su “come dovrebbe essere..” questo o quello. Ma la verità è che,alla fine,sogno ad occhi aperti. La verità è che non sono cambiata. Sono la stessa ragazza della foto di qualche anno fa con i capelli corti,piegata su se stessa con il mento poggiato sulle ginocchia…La mia pecca sta nell’essere eccessivamente falsa con me stessa, di volermi deliberatamente prendere per il culo…di voler nascondere quella me stessa che non so perché volevo che finisse in qualche posto nell’oblio…
È bello riscoprirmi ingenua….
Sono pulita..mi sento pulita. Mi sento limpida…Mi sento felice.
voi?
Scusate,post cazzone.
Ma non mi sentivo cosi da un sacco…
Volevo rendervi in qualche modo partecipi della mia pacata felicità…
..e,perchè no,rendermi ridicola senza imbarazzo :)
Bacio
A volte ho pensato che avrei fatto meglio ad andare da uno psicologo.
Le cose che faccio,che dico, che perseguo non hanno un senso. Sono la ragazza A-SENSO.
La mia insensatezza strutturale, che contraddistingue qualunque cosa io faccia..il mio non ritrovarmi in niente, i miei stereotipi stereotipati, tutto sembra non avere nessun senso…
Ma io non sono pazza.
Non è che vero che sono perversa…
Sono una delle persone più normali del mondo,ed è la prima volta che pronuncio la parola “normalità” accompagnandola con un rilassante respiro di sollievo.
La verità è che la gente psicopatica,intimamente perversa ed in qualche modo disgustosa è là fuori.
Ho incontrato un sacco di persone “malate” e non me ne sono accorta. Mi sono sempre sentita “sporca”quando non lo ero assolutamente. Quando lo erano gli altri.
Io costruisco solo i miei castelli di sabbia, il mio mondo pieno di preconcetti su “come dovrebbe essere..” questo o quello. Ma la verità è che,alla fine,sogno ad occhi aperti. La verità è che non sono cambiata. Sono la stessa ragazza della foto di qualche anno fa con i capelli corti,piegata su se stessa con il mento poggiato sulle ginocchia…La mia pecca sta nell’essere eccessivamente falsa con me stessa, di volermi deliberatamente prendere per il culo…di voler nascondere quella me stessa che non so perché volevo che finisse in qualche posto nell’oblio…
È bello riscoprirmi ingenua….
Sono pulita..mi sento pulita. Mi sento limpida…Mi sento felice.
voi?
Scusate,post cazzone.
Ma non mi sentivo cosi da un sacco…
Volevo rendervi in qualche modo partecipi della mia pacata felicità…
..e,perchè no,rendermi ridicola senza imbarazzo :)
Bacio
lunedì 28 aprile 2008
SENDIIIIII MAAAAAA...L'AMORE E' UN'IDEA O UN SENTIMENTO???????
Partiamo da un presupposto:
l’Antropologia è una stronza. Da quando la studio, mi ha seriamente sconvolto. La sua capacità di relativizzare ogni cosa mi spiazza,mi confonde, mi fa nuotare in un mare di costruzione culturali dove non riesco a trovare niente di puro, niente di “vero”, niente di naturale…
superato il presupposto,rifaccio la domanda sopra citata:
l’amore è un sentimento o un ideale?
Cosa c’è di puro e naturale nell’amore?
Cosa è l’amore?
Badate bene che non sono una che sta troppo a pensare all’amore, e sono anche particolarmente lontana dalla concezione romantica di questo..ma..già che ci siamo…
Cosa ho scoperto? Tante cose.
Una tra queste è il fatto di poter amare contemporaneamente più persone. La monogamia (almeno come “atteggiamento mentale”) non è assolutamente naturale. Non è vero che noi siamo predisposti ad amare una sola persona..e non è neanche vero che esiste una anima gemella in quanto tale..
Esistono le persone che più ci corrispondono, con cui ci troviamo bene..che sentiamo di amare…
Ma potrebbero queste essere più di una?
Non voglio fare un inno alla poligamia. Dico solo che…
L’amore non è un sentimento,alla fin fine. È una idea, che influenza le nostre emozioni, i nostri comportamenti, il nostro modo di vivere in coppia…
Forse trovare la persona giusta significa semplicemente trovare una persona che ha le stesse idee al riguardo…una persona che ha la tua stessa idea d’amore.
Nell’amore troviamo quello cerchiamo. L’amore risponde ad i nostri bisogni.
È per questo che non si può definire né delineare. L’amore racchiude in sé un sacco di cose…può significare un sacco di cose per un sacco di persone diverse..
Tralasciando il grande problema se definire l’amore come ideale /sentimento..sicuramente l’amore è la “cosa” più egoista del mondo..
L’amore non nasce dal bisogno di “Dare” qualcosa, ma esattamente dal bisogno opposto: quello di ricevere.
No? Non è cosi? Forse alcuni direbbero che non è cosi. Che il loro primo pensiero quando si innamorano è fare felice l’altro. Ma è veramente cosi?
Quanto sono complicate le relazioni..e quanto sono ambigue!!
Ripeto ogni giorno a me stessa che è necessario chiudersi in un caldo e rassicuramene isolamento interiore, giurando di non permettere a nessuno di capirmi ed “entrarmi dentro” (nonostante l’ambiguità della frase,no ne trovo nessun' altra cosi evocativa..)..crogiolandomi nel vuoto che a volte sento dentro..
A volte mi chiedo quanto durerà….e quando io stessa crollerò..
Magari un giorno anche io mi scoprirò “romantica”..e,sconfitta, mi abbandonerò all’(o nell'???? stupida ignoranza grammaticale!!!)illusione di credere che l’amore sia un sentimento forte e genuino..e non una stupida idea complicata di cui penso di poter fare a meno..
Ho solo detto un mucchio di stronzate banalissime..
E magari mi pentirò anche di aver pubblicato queste idiozie..
Ma mi solleva il fatto che questo blog nasca come angolo dei pensieri cazzoni…
Contribuisco,cosi, a renderlo tale…
Viva via la mia idiozia!!!!!!
:)
l’Antropologia è una stronza. Da quando la studio, mi ha seriamente sconvolto. La sua capacità di relativizzare ogni cosa mi spiazza,mi confonde, mi fa nuotare in un mare di costruzione culturali dove non riesco a trovare niente di puro, niente di “vero”, niente di naturale…
superato il presupposto,rifaccio la domanda sopra citata:
l’amore è un sentimento o un ideale?
Cosa c’è di puro e naturale nell’amore?
Cosa è l’amore?
Badate bene che non sono una che sta troppo a pensare all’amore, e sono anche particolarmente lontana dalla concezione romantica di questo..ma..già che ci siamo…
Cosa ho scoperto? Tante cose.
Una tra queste è il fatto di poter amare contemporaneamente più persone. La monogamia (almeno come “atteggiamento mentale”) non è assolutamente naturale. Non è vero che noi siamo predisposti ad amare una sola persona..e non è neanche vero che esiste una anima gemella in quanto tale..
Esistono le persone che più ci corrispondono, con cui ci troviamo bene..che sentiamo di amare…
Ma potrebbero queste essere più di una?
Non voglio fare un inno alla poligamia. Dico solo che…
L’amore non è un sentimento,alla fin fine. È una idea, che influenza le nostre emozioni, i nostri comportamenti, il nostro modo di vivere in coppia…
Forse trovare la persona giusta significa semplicemente trovare una persona che ha le stesse idee al riguardo…una persona che ha la tua stessa idea d’amore.
Nell’amore troviamo quello cerchiamo. L’amore risponde ad i nostri bisogni.
È per questo che non si può definire né delineare. L’amore racchiude in sé un sacco di cose…può significare un sacco di cose per un sacco di persone diverse..
Tralasciando il grande problema se definire l’amore come ideale /sentimento..sicuramente l’amore è la “cosa” più egoista del mondo..
L’amore non nasce dal bisogno di “Dare” qualcosa, ma esattamente dal bisogno opposto: quello di ricevere.
No? Non è cosi? Forse alcuni direbbero che non è cosi. Che il loro primo pensiero quando si innamorano è fare felice l’altro. Ma è veramente cosi?
Quanto sono complicate le relazioni..e quanto sono ambigue!!
Ripeto ogni giorno a me stessa che è necessario chiudersi in un caldo e rassicuramene isolamento interiore, giurando di non permettere a nessuno di capirmi ed “entrarmi dentro” (nonostante l’ambiguità della frase,no ne trovo nessun' altra cosi evocativa..)..crogiolandomi nel vuoto che a volte sento dentro..
A volte mi chiedo quanto durerà….e quando io stessa crollerò..
Magari un giorno anche io mi scoprirò “romantica”..e,sconfitta, mi abbandonerò all’(o nell'???? stupida ignoranza grammaticale!!!)illusione di credere che l’amore sia un sentimento forte e genuino..e non una stupida idea complicata di cui penso di poter fare a meno..
Ho solo detto un mucchio di stronzate banalissime..
E magari mi pentirò anche di aver pubblicato queste idiozie..
Ma mi solleva il fatto che questo blog nasca come angolo dei pensieri cazzoni…
Contribuisco,cosi, a renderlo tale…
Viva via la mia idiozia!!!!!!
:)
giovedì 24 aprile 2008
la banalità della sincerità
Odio la sincerità.
Dai su..non diciamo balle. Non diciamo che amiamo quando le persone sono sincere,quando noi siamo sinceri..quando tutto il mondo è sincero. Che il mondo sarebbe più bello se tutti dicessimo la verità..che l’ipocrisia è una brutta bestia.
Sono tutte delle stronzate.
E sapete qual è la cosa più paradossale? Che io,per essere una persona che incita all’ipocrisia, sono abbastanza sincera. Il paradosso più incredibile,oltretutto, è che sono sincera proprio nel momento in cui non dovrei esserlo. E dico la verità nel momento in cui dovrei mentire,fingere,costruire una seconda verità…
Com’è il detto? “predicare bene e razzolare male?”. Bene: io predico male e razzolo peggio.
Ma vi immaginate che mondo sarebbe se tutti dicessimo sempre quello che pensiamo?
Se tutti dicessimo la “verità”?
Sarebbe decisamente un mondo di merda.
Bisogna essere furbi. Bisogna capire quando bisogna dire le cose e quando no. Bisogna capire quando dire menzogne o no.
Qualcuno diceva che “ci sono menzogne che semplificano la vita, cosi come ci sono verità che la complicano”. Questa frase potrebbe apparire meschina,in un certo senso. Lo è? Non lo è?
Che importa? È realista. È VERA.
Ma io non imparo mai.
E forse sono troppo poco furba per poter essere ipocrita quando ce ne sarebbe di bisogno.
Dai su..non diciamo balle. Non diciamo che amiamo quando le persone sono sincere,quando noi siamo sinceri..quando tutto il mondo è sincero. Che il mondo sarebbe più bello se tutti dicessimo la verità..che l’ipocrisia è una brutta bestia.
Sono tutte delle stronzate.
E sapete qual è la cosa più paradossale? Che io,per essere una persona che incita all’ipocrisia, sono abbastanza sincera. Il paradosso più incredibile,oltretutto, è che sono sincera proprio nel momento in cui non dovrei esserlo. E dico la verità nel momento in cui dovrei mentire,fingere,costruire una seconda verità…
Com’è il detto? “predicare bene e razzolare male?”. Bene: io predico male e razzolo peggio.
Ma vi immaginate che mondo sarebbe se tutti dicessimo sempre quello che pensiamo?
Se tutti dicessimo la “verità”?
Sarebbe decisamente un mondo di merda.
Bisogna essere furbi. Bisogna capire quando bisogna dire le cose e quando no. Bisogna capire quando dire menzogne o no.
Qualcuno diceva che “ci sono menzogne che semplificano la vita, cosi come ci sono verità che la complicano”. Questa frase potrebbe apparire meschina,in un certo senso. Lo è? Non lo è?
Che importa? È realista. È VERA.
Ma io non imparo mai.
E forse sono troppo poco furba per poter essere ipocrita quando ce ne sarebbe di bisogno.
martedì 15 aprile 2008
Ma Sei Sicura Che Non Mi Racconti Bugie??
Secondo voi perché le mamme (o è in particolare solo la mia?) non si fidano neanche un po’ dei loro pargoli?
Oggi sono stata a pranzo da una mia amica che era sola a casa.
Madonna…casa sua è fantastica. Abita un in mega villone con piscina e giardino inglese. Uno spettacolo…una di quelle case da giornale,insomma.
Dopo un sano pranzo (abbiamo iniziato con un’ insalata, affermando con veemenza che volevamo essere quanto più “salutari”, e abbiamo completato con un quartino imbottito con salame e formaggio), torno soddisfatta a casa,pronta per affrontare un noiosissimo libro sui sistemi religiosi.
Premessa: io mi incazzo con mia mamma circa una volta ogni 15 minuti (ha il magico dono di farmele girare ogni quando apre bocca)…comunque….dicevo…..
Stavo studicchiando,più o meno tranquillamente, quando ad un certo punto entra mia mamma, con aria perplessa e un po’ intimorita, chiedendomi: “ma tu mi racconti sempre la verità?”- “non mi dici mai bugie,vero?”..sono rimasta allibita per qualche secondo. Dove voleva andare a parare? Se la mia memoria non mi inganna, in questo periodo non ho assolutamente fatto niente da “bad girl”..anzi!! sono stata buona buona come un cagnolino ammaestrato.
In sintesi non pensava che io avessi mangiato veramente con la mia amica. Mi ha chiesto : “ma hai veramente mangiato con Carla, oggi?”, con aria fastidiosamente minacciosa…..
Adesso: Sono io permalosa? O semplicemente non sopporto le stronzate?
Dove cavolo sarei dovuta essere? Con chi,poi?
Mia mamma pensa che io faccio una vita assolutamente fuori le righe, da rock star drogata e ninfomane, insomma.
Oggi ero andata a fumarmi una sigaretta in mansarda, e secondo lei mi ero andata a fare una canna,perché invece di dire “maschilismo” ho detto “pelvinismo”. Ma si può? Sono semplicemente idiota di natura, non ho mica bisogno di farmi una canna per sparare cazzate. Possibile che non lo ha ancora capito? E sono sua figlia, oltre tutto.
Oppure quella volta che ha trovato un pezzettino di un materiale non identificato a terra.
Sapete che pensava? Che fosse ecstacy. Ma vi rendete conto???? ecCosa??? Incredibile. Ha detto che mi avrebbe portato a fare le analisi, che non mi potevo opporre al suo volere e alla sua autorità. Il bello è che più ridevo, più confermavo secondo lei i suoi dubbi! Come se la mia risata (che in realtà significava “ma ti sei completamente bevuta il cervello?”) significasse “cavolo-che-faccio-mi-ha-beccato-e-siccome-non-so-come-reagire-rido”..(le risate se l'è fatte anche lei quando abbiamo scoperto che era solo dentifricio..)
In sintesi. Cosa posso fare?
Devo cominciare a drogarmi veramente,a questo punto.
Sapete la teoria psicologica della “profezia che si autoavvera?”; quando un ragazzo commette un errore, magari per una sola volta, e gli altri cominciano ad etichettarlo come “delinquente”,per esempio, con il risultato che lui poi lo diventa veramente?
Ecco: se diventerò drogata,sballata, pazza…un giorno…..sarà solo colpa sua…E delle sue incredibile paranoie..
Ma adesso basta..riprendo a studiare..ma prima…

Dopo tutto, ce lo aspettavamo....
Oggi sono stata a pranzo da una mia amica che era sola a casa.
Madonna…casa sua è fantastica. Abita un in mega villone con piscina e giardino inglese. Uno spettacolo…una di quelle case da giornale,insomma.
Dopo un sano pranzo (abbiamo iniziato con un’ insalata, affermando con veemenza che volevamo essere quanto più “salutari”, e abbiamo completato con un quartino imbottito con salame e formaggio), torno soddisfatta a casa,pronta per affrontare un noiosissimo libro sui sistemi religiosi.
Premessa: io mi incazzo con mia mamma circa una volta ogni 15 minuti (ha il magico dono di farmele girare ogni quando apre bocca)…comunque….dicevo…..
Stavo studicchiando,più o meno tranquillamente, quando ad un certo punto entra mia mamma, con aria perplessa e un po’ intimorita, chiedendomi: “ma tu mi racconti sempre la verità?”- “non mi dici mai bugie,vero?”..sono rimasta allibita per qualche secondo. Dove voleva andare a parare? Se la mia memoria non mi inganna, in questo periodo non ho assolutamente fatto niente da “bad girl”..anzi!! sono stata buona buona come un cagnolino ammaestrato.
In sintesi non pensava che io avessi mangiato veramente con la mia amica. Mi ha chiesto : “ma hai veramente mangiato con Carla, oggi?”, con aria fastidiosamente minacciosa…..
Adesso: Sono io permalosa? O semplicemente non sopporto le stronzate?
Dove cavolo sarei dovuta essere? Con chi,poi?
Mia mamma pensa che io faccio una vita assolutamente fuori le righe, da rock star drogata e ninfomane, insomma.
Oggi ero andata a fumarmi una sigaretta in mansarda, e secondo lei mi ero andata a fare una canna,perché invece di dire “maschilismo” ho detto “pelvinismo”. Ma si può? Sono semplicemente idiota di natura, non ho mica bisogno di farmi una canna per sparare cazzate. Possibile che non lo ha ancora capito? E sono sua figlia, oltre tutto.
Oppure quella volta che ha trovato un pezzettino di un materiale non identificato a terra.
Sapete che pensava? Che fosse ecstacy. Ma vi rendete conto???? ecCosa??? Incredibile. Ha detto che mi avrebbe portato a fare le analisi, che non mi potevo opporre al suo volere e alla sua autorità. Il bello è che più ridevo, più confermavo secondo lei i suoi dubbi! Come se la mia risata (che in realtà significava “ma ti sei completamente bevuta il cervello?”) significasse “cavolo-che-faccio-mi-ha-beccato-e-siccome-non-so-come-reagire-rido”..(le risate se l'è fatte anche lei quando abbiamo scoperto che era solo dentifricio..)
In sintesi. Cosa posso fare?
Devo cominciare a drogarmi veramente,a questo punto.
Sapete la teoria psicologica della “profezia che si autoavvera?”; quando un ragazzo commette un errore, magari per una sola volta, e gli altri cominciano ad etichettarlo come “delinquente”,per esempio, con il risultato che lui poi lo diventa veramente?
Ecco: se diventerò drogata,sballata, pazza…un giorno…..sarà solo colpa sua…E delle sue incredibile paranoie..
Ma adesso basta..riprendo a studiare..ma prima…

Dopo tutto, ce lo aspettavamo....
venerdì 11 aprile 2008
POST A-SENSO
In realtà non sono abbastanza ispirata..e neanche particolarmente tranquilla e felice per poter scrivere un post divertente, o quanto meno non triste…ma tenterò..
Che dire.
Sono tornata in Terronia. Fa caldo…E’ stato bello scendere dall’aereo (già di per se zeppo di siciliani) e sentire dire ad una donna (probabilmente rivolgendosi a suo marito) visibilmente in difficoltà con la sua valigia: “Andò, pigghia sta minkia di valiggia!!”. Avrei voluto abbracciarla.
Qua siamo tutti un po’ “sandy”. Sarò una inutile “sandy” tra i “sandy”..nessuno noterà il mio accenDo, la mia cadenza…per un attimo,grazie a questo pensiero, ho sfiorato la felicità.
Caltanissetta è sempre più brutta. Sporca, squallida. Ci sono troppi nisseni. T r o p p i .
A volte penso di non volerlo essere (Nissena,dico). Mi piacerebbe dire di essere nata…mmm..non so…in qualsiasi altro posto.
O no..forse non si dovrebbero rinnegare le radici..ma quali radici,poi? Uff.
Cmq…arrivo a casa. Viene subito a trovarmi un amico. Cominciamo a parlare e io poi interrompo il discorso sugli Afterhours (durava già da mezzora,uffy!) per dirgli che avevo ascoltato alcune(poche) canzone di Guccini e che avrei voluto tanto conoscerlo meglio.
Sapete cosa mi ha risposto? E cosi vi riassumo in due parole la mentalità nissena.
Mi ha detto che non capisce perché tutti quelli che vanno a Bologna poi tornano tutti intellettuali. C’è bisogno di andare a bologna per fare i filosofi?
E questo tutto perché volevo solo approfondire la mia scarsa conoscenza su Guccini.
“andate a lavorare” – “vi farei venire a lavorare da me per un giorno e poi vediamo se fate ancora i filosofi..” avrei voluto ucciderlo. Il mio (già alto) grado di “permalosità” stava crescendo sempre più..soprattutto perché non è che mi parlava un povero figlio di puttana costretto a lavorare per fame..mi parlava un figlio di papà ricco e viziato che era troppo pigro per studiare e quindi ha preferito lavorare illudendosi che quello fosse il sogno della sua vita.
Uff. non dovrei,vero? Non dovrei sputtanarlo cosi. E non dovrei neanche rinnegare la mia città, e la sua mentalità. Perché si. È triste ammetterlo, ma la Sicilia ha tanti,troppi difetti.
Cazzo: Quando gli stereotipi diventano rappresentazione della realtà.
Vabbene: la Sicilia non è tutta mafia e no, mi dispiace, non ho mai conosciuto un mafioso personalmente (purtroppo non se ne vanno in giro con una speciale tessera riservata ai soci )…..e la Sicilia non è neanche tutta mare,miei cari! Io vivo in un fottutissimo posto sperduto dell’entroterra, a circa un ora di distanza dal mare. Questo era solo per avvertire quelli che pensano che la Sicilia sia tutta costa. NON E’ VERO.
Vabbene: Sto divagando. E il post non è neanche lontanamente simpatico. Passo e chiudo,quindi.
P.S.
Claudia capisco, SINCERAMENTE, la tua paura per le cavallette
P.P.S.
Sempre meglio la Benettia che la mononucleosi. Almeno non si trasmette…no?..
Che dire.
Sono tornata in Terronia. Fa caldo…E’ stato bello scendere dall’aereo (già di per se zeppo di siciliani) e sentire dire ad una donna (probabilmente rivolgendosi a suo marito) visibilmente in difficoltà con la sua valigia: “Andò, pigghia sta minkia di valiggia!!”. Avrei voluto abbracciarla.
Qua siamo tutti un po’ “sandy”. Sarò una inutile “sandy” tra i “sandy”..nessuno noterà il mio accenDo, la mia cadenza…per un attimo,grazie a questo pensiero, ho sfiorato la felicità.
Caltanissetta è sempre più brutta. Sporca, squallida. Ci sono troppi nisseni. T r o p p i .
A volte penso di non volerlo essere (Nissena,dico). Mi piacerebbe dire di essere nata…mmm..non so…in qualsiasi altro posto.
O no..forse non si dovrebbero rinnegare le radici..ma quali radici,poi? Uff.
Cmq…arrivo a casa. Viene subito a trovarmi un amico. Cominciamo a parlare e io poi interrompo il discorso sugli Afterhours (durava già da mezzora,uffy!) per dirgli che avevo ascoltato alcune(poche) canzone di Guccini e che avrei voluto tanto conoscerlo meglio.
Sapete cosa mi ha risposto? E cosi vi riassumo in due parole la mentalità nissena.
Mi ha detto che non capisce perché tutti quelli che vanno a Bologna poi tornano tutti intellettuali. C’è bisogno di andare a bologna per fare i filosofi?
E questo tutto perché volevo solo approfondire la mia scarsa conoscenza su Guccini.
“andate a lavorare” – “vi farei venire a lavorare da me per un giorno e poi vediamo se fate ancora i filosofi..” avrei voluto ucciderlo. Il mio (già alto) grado di “permalosità” stava crescendo sempre più..soprattutto perché non è che mi parlava un povero figlio di puttana costretto a lavorare per fame..mi parlava un figlio di papà ricco e viziato che era troppo pigro per studiare e quindi ha preferito lavorare illudendosi che quello fosse il sogno della sua vita.
Uff. non dovrei,vero? Non dovrei sputtanarlo cosi. E non dovrei neanche rinnegare la mia città, e la sua mentalità. Perché si. È triste ammetterlo, ma la Sicilia ha tanti,troppi difetti.
Cazzo: Quando gli stereotipi diventano rappresentazione della realtà.
Vabbene: la Sicilia non è tutta mafia e no, mi dispiace, non ho mai conosciuto un mafioso personalmente (purtroppo non se ne vanno in giro con una speciale tessera riservata ai soci )…..e la Sicilia non è neanche tutta mare,miei cari! Io vivo in un fottutissimo posto sperduto dell’entroterra, a circa un ora di distanza dal mare. Questo era solo per avvertire quelli che pensano che la Sicilia sia tutta costa. NON E’ VERO.
Vabbene: Sto divagando. E il post non è neanche lontanamente simpatico. Passo e chiudo,quindi.
P.S.
Claudia capisco, SINCERAMENTE, la tua paura per le cavallette
P.P.S.
Sempre meglio la Benettia che la mononucleosi. Almeno non si trasmette…no?..
sabato 5 aprile 2008
DALLA DOTTOR(F)ESSA
Ore 8.40 : entro nel portone.
La dottoressa riceve alle 9. Sono felicissima; mi crogiolo nell’illusione di essere arrivata tra le prime, magari sono addirittura la prima.
Entro nella sala d’aspetto: 7 persone davanti a me. Spero che alcune siano lì per caso, magari per leggere un giornale o per chiacchierare un po’. Niente. sono tutte li per aspettare la dottoressa.
Mi siedo accanto ad una signora che molto maleducatamente leva la borsa dalla sedia. Aspetto.
Un uomo mi fissa; saranno le occhiaie, sarà che ho dormito molto poco, sarà che soffro di manie di persecuzione (?).
Ore 9.05: la dottoressa entra. È puntuale (sento dire a qualcuno sotto i baffi, un fugace ed ironico “stranamente”).
Ci sono 7 persone davanti a me, e io ho una voglia incredibile di dormire. Mi domando perché mai la gente è cosi stupida da non capire che il mio miglior modo per non fare le file non è quello di arrivare in anticipo, ma in ritardo.
7 persone prima di me hanno pensato di venire in anticipo, con il risultato che aspetteranno minimo un’ora e mezza prima di poter essere ricevute dalla dottoressa (che,tanto per complicare le cose, è incredibilmente logorroica e fastidiosamente lenta).
Sorrido pensando di rientrare in questa stupida massa di persone.
Passano 5 minuti. Poggio la testa sullo schienale della sedia. Penso che mi sto per spaccare la schiena. Non importa. Il sonno è più forte del dolore.
Mi addormento.
Mi sveglio per caso, dopo circa mezzora, pensando “che gran culo! Dopo quella signora tocca a me!”…Sento due anziani parlare dei loro problemi di prostata, stranamente compiaciuti e divertiti.
Entra una signora con una valigetta. È un po’ spaesata. Cerca qualcosa. Vorrei aiutarla ma sono troppo rincoglionita. La trova. Cazzo: è il catalogo delle medicine. È una fottutissima rappresentante di medicine che adesso chiederà gentilmente di poter entrare. Tò, eccola. L’ha appena detto.
Indovinate a chi toccava adesso?
La faccio passare, evidentemente controvoglia. Passa una buona mezzora. Finalmente tocca a me.
Entro. Appena la vedo, penso che ha proprio l’aria di essere una gran fricchettona,questa dottoressa.
le faccio vedere i risultati delle analisi, per me incomprensibili. Lei comincia a parlare,io mi distraggo subito. Cavolo, ho saltato qualcosa di importante. Occhei; mi riattacco al suo discorso. Capisco “antibiotici” “due” e “ogni otto ore”. La ringrazio. Cominciamo a parlare di formalità. Ad un certo punto si ferma, e guardandomi sorridendo mi domanda “ma,per caso, sei calabrese?”.
Vorrei tanto darle un pugno e stenderla sul suo affascinante lettino. Non lo faccio e le rispondo “no, di caltanissetta”. Ha capito o no? Si,sembra di si.
Si comincia a respirare una strana aria di tensione.
La fricchettona probabilmente si aspetta che le rivolga la stessa domanda ,ma è inutile chiederlo. Probabilmente viene da Woodstock o dal paese di “fricchettonandia”. In fondo,non è importante..e,comunque, non m’interessa molto.
Mi alzo. La saluto, mi saluta. Dice:“A presto,signorina!”.
Rimango immobile,quasi mi spiazza. Non è bello che un medico dica ad un paziente che spera tanto di rivederlo presto. Non so cosa risponderle, e nella confusione e nella fretta di andarmene le rispondo “già”.
Me ne vado…..??????????????
Ecco, adesso ho un problema. Ho un serio problema con i finali delle storie. Se nessuno ha niente da ridire,io finirei cosi questa storia incredibile e divertentissima (?).
L’avevo detto che non sapevo scrivere, quindi non dite che non avevo avvertito…
Basta..diciamo che l’ho fatto per Filippo (visto che praticamente è l’unico a scrivere post,qui). E,poi,in fondo, questo è l’angolo delle stronzate…no?
La dottoressa riceve alle 9. Sono felicissima; mi crogiolo nell’illusione di essere arrivata tra le prime, magari sono addirittura la prima.
Entro nella sala d’aspetto: 7 persone davanti a me. Spero che alcune siano lì per caso, magari per leggere un giornale o per chiacchierare un po’. Niente. sono tutte li per aspettare la dottoressa.
Mi siedo accanto ad una signora che molto maleducatamente leva la borsa dalla sedia. Aspetto.
Un uomo mi fissa; saranno le occhiaie, sarà che ho dormito molto poco, sarà che soffro di manie di persecuzione (?).
Ore 9.05: la dottoressa entra. È puntuale (sento dire a qualcuno sotto i baffi, un fugace ed ironico “stranamente”).
Ci sono 7 persone davanti a me, e io ho una voglia incredibile di dormire. Mi domando perché mai la gente è cosi stupida da non capire che il mio miglior modo per non fare le file non è quello di arrivare in anticipo, ma in ritardo.
7 persone prima di me hanno pensato di venire in anticipo, con il risultato che aspetteranno minimo un’ora e mezza prima di poter essere ricevute dalla dottoressa (che,tanto per complicare le cose, è incredibilmente logorroica e fastidiosamente lenta).
Sorrido pensando di rientrare in questa stupida massa di persone.
Passano 5 minuti. Poggio la testa sullo schienale della sedia. Penso che mi sto per spaccare la schiena. Non importa. Il sonno è più forte del dolore.
Mi addormento.
Mi sveglio per caso, dopo circa mezzora, pensando “che gran culo! Dopo quella signora tocca a me!”…Sento due anziani parlare dei loro problemi di prostata, stranamente compiaciuti e divertiti.
Entra una signora con una valigetta. È un po’ spaesata. Cerca qualcosa. Vorrei aiutarla ma sono troppo rincoglionita. La trova. Cazzo: è il catalogo delle medicine. È una fottutissima rappresentante di medicine che adesso chiederà gentilmente di poter entrare. Tò, eccola. L’ha appena detto.
Indovinate a chi toccava adesso?
La faccio passare, evidentemente controvoglia. Passa una buona mezzora. Finalmente tocca a me.
Entro. Appena la vedo, penso che ha proprio l’aria di essere una gran fricchettona,questa dottoressa.
le faccio vedere i risultati delle analisi, per me incomprensibili. Lei comincia a parlare,io mi distraggo subito. Cavolo, ho saltato qualcosa di importante. Occhei; mi riattacco al suo discorso. Capisco “antibiotici” “due” e “ogni otto ore”. La ringrazio. Cominciamo a parlare di formalità. Ad un certo punto si ferma, e guardandomi sorridendo mi domanda “ma,per caso, sei calabrese?”.
Vorrei tanto darle un pugno e stenderla sul suo affascinante lettino. Non lo faccio e le rispondo “no, di caltanissetta”. Ha capito o no? Si,sembra di si.
Si comincia a respirare una strana aria di tensione.
La fricchettona probabilmente si aspetta che le rivolga la stessa domanda ,ma è inutile chiederlo. Probabilmente viene da Woodstock o dal paese di “fricchettonandia”. In fondo,non è importante..e,comunque, non m’interessa molto.
Mi alzo. La saluto, mi saluta. Dice:“A presto,signorina!”.
Rimango immobile,quasi mi spiazza. Non è bello che un medico dica ad un paziente che spera tanto di rivederlo presto. Non so cosa risponderle, e nella confusione e nella fretta di andarmene le rispondo “già”.
Me ne vado…..??????????????
Ecco, adesso ho un problema. Ho un serio problema con i finali delle storie. Se nessuno ha niente da ridire,io finirei cosi questa storia incredibile e divertentissima (?).
L’avevo detto che non sapevo scrivere, quindi non dite che non avevo avvertito…
Basta..diciamo che l’ho fatto per Filippo (visto che praticamente è l’unico a scrivere post,qui). E,poi,in fondo, questo è l’angolo delle stronzate…no?
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