giovedì 19 giugno 2008

Esoterismi

Manuale di giornate paranormali.

Il paranormale può emanare da ogni cosa, anche dalle più banali. Per questo, prima di tutto, bisogna essere banali. Certo, un po' di stranezza non guasta mai.
E' difficile trovare gli infissi della porta di un'altra dimensione; ma una volta attraversatala, è facile rendersene conto. Il bagliore di ogni lucciola può deviarti in un mondo diverso.
Tutto può avere inizio con la semplicità di una mattinata di pulzie.
Poi, lentamente, è fatta; ci si ritrova in men che non si dica a camminare per strada, alla volta della casa dello Splendido, armati di narghilè e tutto l'occorrente per la calligrafia.
E un pomeriggio di relax diventa un pomeriggio di assurdità.
Non è difficile a questo punto imbattersi in situazioni fantastiche. Sarà come sognare, eppure la sensazione sarà la stessa di una qualunque passeggiata per le vie della vostra città.
Incontrerete dapprima bengalesi in moto che vi fisseranno, poi, nel bel mezzo di un pasto palestinese, scoprirete che la vostra vicina è giapponese dal fatto che riesce a leggere la calligrafia che avete regalato a Pasquale "Porco Dio".
Una cosa tira l'altra... e finirete a scoprire che il bengalese di prima, come tutti gli altri bengalesi di Bologna, vi ha preso per un compaesano per via del vestito che ndossate.
E a partire da un paio di ragazze sedute in piazza potrebbe iniziare qualcosa di inimmaginabile...

Ecfrasis

In piazza Verdi lentamente, mano a mano che il sole cala la tensione aumenta. Da un lato sono schierati i ragazzi, allegri, fumati e festosi, dall'altro, quasi in assetto militare, la polizia.
Dalla protesta di due ragazze che rifiutano di alzarsi tutta la piazza inizia a discutere. Chi si siede, chi dà le generalità per la multa, chi - animatamente o meno - discute con le forze dell'ordine.
In tutto questo Carlotta non riesce a contenere la forza dirompente della sua carriera giuridica in fieri e intavola una discussione sulla legge, sulle norme e su quanto tutto sia assurdo. Beh, non tutto, ma questa legge.
Io, dal canto mio, non posso certo trattenere il mio bisogno di contestare, così, come un'ape, volo di sbirro in sbirro a chiedere e reclamare sul perché di un'applicazione così stupida di una legge così anticostituzionale.
Mah, difficile da scoprire, anche per la polizia.
Ma man mano che il tempo passa il fastidio per la situazione e la curiosità di capire cosa stia succedendo a Bologna mi accende. E parto.
Chiedo al capoccia, in borghese, faccia che a me ricorda il centurione dei romani di Asterix ma agli altri ricorda Clint Eastwood, sigaro in bocca e modi da pappone, di sapere il suo nome e cognome per scrivere un articolo. Vorrei anche altre informazioni, ma quella mi sembra la più difficile da ottenere. Se la ottengo avrò tutto.
Ma scopro che è illegale chiedere il nome di un agente in servizio. E ancora più illegale di uno in borghese.
Ma siccome non sono convinti che io abbia ben capito la differenza tra i suoi poteri e i miei, mi fanno un controllo dell'identità.
"Ma quindi mi controllate e poi?..."
"Mah, se sei pregiudicato il computer ce lo dice..."
"Ah... e se dovessi essere pregiudicato?"
"Niente, sappiamo chi sei..."
Quindi si passa a chiacchierare amichevolmente su che articolo vorrei scrivere. Beh, per France24 lo vorrei scrivere.
Gli altri si avvicinano alle camionette e si intavola una bella chiacchierata.
Un po' come due gruppi di animali feroci, ci si scruta, si finge di essere divertiti e indifferenti e qua e là si piazza una stoccata. Del tipo:
"Noi... insomma, dal lato umano è spiacevole questo lavoro, ma con la divisa è un'altra cosa..."
"Chiaro, capisco bene la differenza che c'è tra un uomo e un poliziotto."
O, come Pasquale:
"Le hai mai viste le manette da vicino?"
"La mia ragazza ce le aveva..."
Beh, tirano fuori tutto il loro lato umano, chi più liscio chi più ruvido, e si finisce a parlare dell'infanzia nel liceo artistico, del nonno col Parkinson che rifiuta la marijuana medica in favore della figlia, del passato nella boxe, del sistema che ci pugnala tutti quanti...
Insomma, arrivati a parlare di De Andrè e di Guccini non c'è più molto da fare. Uno di loro, sindacalista di sinistra, amante di Guccini, ragionevole ed ex scout comunista, è rimasto nei nostri cuori. Forse vittima della polizia, forse tentato eroe, sfuma nella serata con un sorriso tanto gentile quanto arrogante è il ghigno del capoccia in borghese.
E la piazza, nel frattempo, si è vuotata e trasferita in Santo Stefano.

Da qui è facile che il sovrannaturale si faccia riconoscere esplicitamente. Ad esempio sotto forma di un venditore illegale di birre che si prende in prestito la bici in cambio di una birra omaggio (che dovevano essere tre) e della sfiducia che genera.
O di una coppietta curiosa vicino alla fontana.
O di una luna enorme.
O del cantante dei CavallaCavalla che ci cattura fuori da Gingio...
Da "Ce l'avete una sigaretta?" si arriva in men che non si dica a "Volete il mio biglietto da visita? Domani suoniamo al Crash..."
Insomma, con Oran Sodoma nelle orecchie torniamo a letto, verso una giornata normalmente diversa, sotto una luna enorme e capovolta.

1 commento:

Pachistrano ha detto...

ma dimmi te....
Bello il surreale, ammettilo, non ci hai fatto caso, ma sotto una camionetta sbucava con fare guardingo un orologio che si scioglieva e sotto l'altra un troll irlandese che aeva perso la via d casa per la luce troppo forte della luna...
tremendamenteimpenseratimati