domenica 29 giugno 2008

Pioggia?

Sono troppo stanco e sudato per tenere aperti gli occhi e il cervello... quindi proceso a terra!!! Cerco di scrivere con la mente, senza uscire dal letargo psicofisico della notte...
L'ultimo post... pioggia... insomma, pubblico una cosa che non mi è mai dispiaciuta, prima di raccontare il GayPride:

Pioggia nel pineto
(after D'annunzio)

Piove Taci

le fronde ballano

incapaci

di resistenza

alla forza del lento

suono dell’acqua

che scroscia

nel vento

Ascolti Piove

il fresco

di questo abbraccio

d’acqua

nel caldo celeste straccio

umido gonfio d’estate

mi tira la pelle

più Taci più Piove

nel silenzioso

temporale

che devasta la mia carne

sotto la pelle

Senti? puoi sentire

il tempo che cambia

sottile nelle vene

appena intuibile

dal riaffiorare

degli sprazzi

sugli scogli

di questa pelle

marmorea?

Piove mute lacrime

di cielo

nel silenzio dell’assenza

di suono

tacito grido

di rabbia repressa

richiusa stretta

nel buco di pancia

ombelico

di odi

vuotato di cibo

vomitato

Silenzio non sento

rumore di

passi nella mia

muta

solitudine riecheggiare

nelle pareti

fibrose del mio cuore

Taci Piove

ancora tempesta

in questa estate

di vene

spezzate graffiate

tracciate d’inchiostro

e i pini

frondosi rabbiosi

strappati da dentro

foreste di

tronchi

cortecce rugose

divampano fiamme

segrete

Tuono lo Senti?

riposa

nel lago dei tuoi

sorrisi spenti

nello specchio

ma reagisce

corrente feroce

incenerisce

il velo di polvere

che mi chiude

in me da te

trapassa la pelle

accende la carne

temporale

solo in me

Ascolti ancora

e Taci non Senti?

il tempo

si spezza

non schiavo non schivo

sussurra vacilla

sotto la pelle

chiara

il mio grido

nel tempo

che cambia

la pioggia che cade

tra i pini del cuore

i mirti

non irti ginestre

finestre di spiriti

batteria del cuore

in tempesta

Taci Piove

si spegne

nel silenzio

degli occhi dove

non piove

il mio grido

che ieri

m’illuse, che oggi t’illude

or muore

2 commenti:

Pachistrano ha detto...

Allora Fill...
funziona come agli esami...
io entro prima, faccio la mia maldestra figura
e tutto sommato
me ne esco degnamente illesa
facendo perno sullo schock emotivio
del osservatore giudicante.
poi arrivi tu e...
che diamine!
Riscrivi i metrica i miei pensieri scuciti e rovesci sul tavolo il tuo sacco di pepite!
vabbè, pace amen.
ma un corso di Italiano
me lo fai!?
Cl*

Pachistrano ha detto...

Ma sei matta? Non ti farei un corso mai e poi mai! E non tanto perchè probabilmente sarebbe impossibile e snervante, quanto perché il modo in cui scrivi è uno dei più originali, vividi, pieni e accorati...
Per carità, particolare e poco italiano, ma devo dire che mi sembra di non riuscire mai a tirare fuori immagini così vivide.
E quando faccio commenti sulla scrittura, soprattutto se positivi, sono assolutamente sincero.
Davvero spesso mi fai invidia...