sabato 24 maggio 2008

Risvegli

E' notte; tutto è buio. Sono su una barca, un battello e sento di avere una missione seria. Sono perfettamente vestito di tutto punto da esploratore e la nave è piena di gente in missione come me. C'è un gran fracasso e un risveglio improvviso la notte, sulla barca. Tutti accorrono.
C'è già una lancia pronta.
Devo andare anche io, forse si è trovato quello che si cercava.
Balzo sulla lancia che parte.
Dimenticavo la macchina fotografica che mi viene lanciata e dovrebbe funzionare ancora, anche se ha toccato l'acqua.
E qui, sul più bello, mia mamma mi sveglia.
Merda.
Questo ieri.

Stamattina:
Ancora ondeggiavo per la botta del giorno prima.
Madonna.
Due bottiglie di vino tra me e Martins, una bella canna pesante, una bottiglia di tequila in due.
Insomma, letale.
Mi sono alzato ancora intontito per raggiungere San Angel e visitare il mercato artigianale...
Fighissimo.
Luci, colori, suoni, sapori e profumi di una rapacità assurda.
Mi isolo dal gruppo (decisamente troppo lento) e finisco a farmi predire la sorte da un canarino.
La predizione è chiaramente in spagnolo, meno chiaramente comprensibile il contenuto, dal momento che l'ho letto, stanco, seduto al tavolo mangiando quesadillas e tomando agua y jamaica. E dal momento che i due bigliettini sono incredibilmente lunghi.
Fattostà che decido che l'interpretazione è comunque positiva, malgrado il mio mal di schiena che al momento mi rende un po' nervoso.
Così proseguo con gli acquisti disperdendomi in una folla variopinta di cesti, tessuti, gioielli e persone.

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